{"id":195,"date":"2009-04-11T22:49:08","date_gmt":"2009-04-11T20:49:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ewp.netsons.org\/ewp\/?page_id=195"},"modified":"2009-04-12T09:25:00","modified_gmt":"2009-04-12T07:25:00","slug":"predestinazione-e-grazia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/documenti\/predestinazione-e-grazia","title":{"rendered":"Predestinazione e Grazia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Testo di Agostino tratto da \u00ab<em>Sulla predestinazione dei santi<\/em>\u00bb (PL 44, 981sgg.)<\/strong><\/p>\n<hr style=\"text-align: justify;\" \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Salvatore, luminoso esempio di predestinazione e di grazia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15. 30. C&#8217;\u00e8 anche quel lume splendidissimo di predestinazione e di grazia che \u00e8 il Salvatore stesso, il Mediatore di Dio e degli uomini, l&#8217;uomo Cristo Ges\u00f9 116. Ma per conseguire quel risultato, quali sono i meriti nelle opere o nella fede che la natura umana che \u00e8 in lui si era procurata precedentemente? Si risponda, per favore: quell&#8217;uomo da dove trasse il merito per essere assunto dal Verbo coeterno al Padre in unit\u00e0 di persona e diventare Figlio unigenito di Dio? Quale bene, qualunque esso fosse, c&#8217;era stato in lui in precedenza? Che cosa aveva fatto prima, che cosa aveva creduto, che cosa aveva chiesto, per arrivare a questa inesprimibile sublimit\u00e0? Non fu forse perch\u00e9 il Verbo lo cre\u00f2 e lo assunse, che quest&#8217;uomo cominci\u00f2 ad essere Figlio unico di Dio dal momento stesso che cominci\u00f2 ad esistere? Quella donna piena di grazia non lo concep\u00ec forse come Figlio unico di Dio? Non fu forse dallo Spirito Santo e dalla vergine Maria che nacque il Figlio unico di Dio, non per brama carnale, ma per singolare dono di Dio? C&#8217;era forse da temere che col progredire dell&#8217;et\u00e0 quell&#8217;uomo peccasse attraverso il libero arbitrio? O invece in lui la volont\u00e0 non era libera? O non piuttosto egli era tanto pi\u00f9 libero quanto meno poteva sottomettersi al peccato? Certamente la natura umana, cio\u00e8 la nostra, accolse singolarmente in lui tutte queste qualit\u00e0 singolarmente mirabili, e quante altre in assoluta verit\u00e0 si possono dichiarare sue proprie, senza alcun merito precedente. Qui l&#8217;uomo risponda a Dio, se ne ha il coraggio, e dica: Perch\u00e9 non avviene lo stesso anche per me? E si sentir\u00e0 rispondere: O uomo, chi sei tu per rispondere a Dio? 117. A questo punto accresca l&#8217;impudenza invece di frenarla ed aggiunga: Come dovrei intendere: Chi sei tu, o uomo? Se io sono quello che mi sento dire, cio\u00e8 uomo, e uomo \u00e8 anche Colui di cui sto parlando, perch\u00e9 non dovrei essere quello che \u00e8 lui? E&#8217; in virt\u00f9 della grazia che Egli ha tanta dignit\u00e0 e grandezza. Perch\u00e9 la grazia \u00e8 diversa, quando la natura \u00e8 comune? Certo non vi \u00e8 parzialit\u00e0 per le persone presso Dio 118. Via, discorsi del genere non li farebbe mai non dico un cristiano, ma neppure un folle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel nostro Capo la fonte stessa della grazia. Grazia e predestinazione sia di Cristo che di noi sono doni gratuiti di Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15. 31. Ci sia manifesta dunque nel nostro Capo la fonte stessa della grazia, da cui secondo la misura assegnata a ciascuno essa si diffonde per tutte le sue membra. Fin dall&#8217;inizio della sua fede ogni uomo diviene cristiano per la medesima grazia, per la quale quell&#8217;uomo fin dall&#8217;inizio del suo esistere divenne Cristo; dal medesimo Spirito quegli \u00e8 rinato e Questi \u00e8 nato; per il medesimo Spirito avviene che a noi siano rimessi i peccati e che Egli non abbia alcun peccato. Dio certamente conobbe per prescienza che avrebbe compiuto queste cose. Dunque questa \u00e8 la predestinazione dei santi, che si manifest\u00f2 al grado pi\u00f9 alto nel Santo dei santi. E chi potr\u00e0 confutarla fra coloro che rettamente intendono le parole della verit\u00e0? Infatti noi abbiamo appreso che fu predestinato lo stesso Signore della gloria, in quanto essendo uomo divenne Figlio di Dio. Proclama il Dottore delle Genti al principio delle sue epistole: Paolo servo di Ges\u00f9 Cristo, chiamato ad essere Apostolo, riservato al Vangelo di Dio, che gi\u00e0 era stato promesso per mezzo dei Profeti nelle Sante Scritture riguardanti il Figlio suo, che nacque secondo la carne dal seme di David, che fu predestinato Figlio di Dio nella sua potenza, secondo lo Spirito di santit\u00e0, con la resurrezione dai morti 119. Dunque questa fu la predestinazione di Ges\u00f9: Colui che doveva essere figlio di David secondo la carne, sarebbe stato tuttavia nella sua potenza Figlio di Dio secondo lo Spirito di santit\u00e0, perch\u00e9 nacque dallo Spirito Santo e dalla vergine Maria. Il Dio Verbo agendo in maniera ineffabile e singolare assunse l&#8217;uomo; per questo fatto con verit\u00e0 e precisione Egli fu detto Figlio di Dio e figlio dell&#8217;uomo insieme, figlio dell&#8217;uomo perch\u00e9 l&#8217;uomo veniva assunto, e Figlio di Dio perch\u00e9 era Dio l&#8217;Unigenito che assumeva l&#8217;uomo; altrimenti si dovrebbe credere non ad una trinit\u00e0, ma ad una quaternit\u00e0. E fu predestinata questa assunzione della natura umana, questa assunzione cos\u00ec grande, elevata e sublime che l&#8217;umanit\u00e0 non poteva innalzarsi a mete pi\u00f9 alte, mentre la divinit\u00e0 non poteva discendere a maggiore umilt\u00e0, accogliendo la natura dell&#8217;uomo insieme all&#8217;infermit\u00e0 della carne fino alla morte sulla croce. Come dunque fu predestinato quell&#8217;Unico ad essere il nostro capo, cos\u00ec noi nella nostra moltitudine siamo predestinati ad essere le sue membra. E allora t\u00e0cciano i meriti umani che si sono dissolti in Adamo; regni, come regna, la grazia di Dio attraverso Ges\u00f9 Cristo Signore nostro, unico Figlio di Dio, solo Signore. Chiunque trover\u00e0 nel nostro Capo dei meriti che abbiano preceduto la sua singolare generazione, questi ricerchi anche in noi, sue membra, dei meriti che abbiano preceduto il moltiplicarsi in noi della rigenerazione. E infatti a Cristo non fu data in ricompensa ma in dono quella generazione che, estraneo ad ogni vincolo di peccato, lo fece nascere dallo Spirito e dalla Vergine. Allo stesso modo anche a noi la rinascita dall&#8217;acqua e dallo Spirito non fu data in ricompensa di qualche merito, ma concessa gratuitamente; e se la fede ci ha condotto al lavacro della rigenerazione, non per questo dobbiamo pensare che per primi noi abbiamo dato qualcosa per ricevere in cambio questa rigenerazione salutare. Certamente a farci credere in Cristo fu Colui che fece nascere per noi il Cristo in cui crediamo; a creare negli uomini il principio della fede e il suo perfezionamento in Ges\u00f9 \u00e8 Colui che ha fatto l&#8217;uomo Ges\u00f9 autore e perfezionatore della fede 120. Cos\u00ec Egli \u00e8 chiamato, come sapete, nell&#8217;Epistola agli Ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Errore dei pelagiani che fanno precedere la grazia dai meriti umani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18. 37. Sarebbe troppo lungo discutere sulle singole espressioni. Ma potete senza dubbio distinguere con quanta chiarezza le parole dell&#8217;Apostolo sostengano questa grazia contro la quale si vogliono esaltare i meriti umani, come se fosse l&#8217;uomo a dare qualcosa per primo perch\u00e9 gli sia dato qualcosa in ricompensa. Dio ci ha eletti in Cristo prima della creazione del mondo, predestinandoci ad essere figli adottivi, non perch\u00e9 saremmo stati santi e immacolati per noi stessi, ma ci scelse e ci predestin\u00f2 affinch\u00e9 lo fossimo. E fece ci\u00f2 secondo quanto piacque alla sua volont\u00e0, perch\u00e9 nessuno si glori della propria, ma della volont\u00e0 di Dio nei suoi confronti. Egli ha fatto ci\u00f2 secondo la ricchezza della sua grazia, secondo il disegno della sua buona volont\u00e0, che Egli aveva prestabilito nel Figlio suo diletto, nel quale abbiamo ottenuto l&#8217;eredit\u00e0, predestinati secondo il decreto, non nostro, ma suo, di Colui che opera tutte le cose a tal punto che Egli opera in noi anche il volere 146. E opera secondo il consiglio della sua volont\u00e0, affinch\u00e9 serviamo di lode alla sua gloria. Ecco la ragione per cui proclamiamo: Nessuno si glori nell&#8217;uomo 147, e quindi neppure in se stesso; ma chi si gloria, si glori nel Signore 148, affinch\u00e9 serviamo di lode alla sua gloria. Certo, Egli opera secondo il decreto suo, affinch\u00e9 serviamo di lode alla sua gloria con la nostra santit\u00e0 e purezza, ed \u00e8 per questo che ci ha chiamati, predestinandoci prima della creazione del mondo. Da questo decreto deriva la chiamata propria degli eletti, per i quali Egli coopera in ogni cosa al bene, dato che sono stati chiamati secondo il decreto 149, e i doni e la chiamata di Dio sono senza ripensamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Confutazione della tesi pelagiana secondo cui Dio ebbe prescienza unicamente della nostra fede e in base a questa ci predestin\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19. 38. Ma forse questi nostri fratelli riguardo ai quali e per i quali discutiamo ora, dicono che i pelagiani sono confutati da questa testimonianza apostolica, dove si dice che noi siamo stati eletti in Cristo e predestinati prima della creazione del mondo perch\u00e9 fossimo santi e immacolati al suo cospetto per la carit\u00e0. Essi infatti pensano: &#8220;Accolti i comandamenti attraverso l&#8217;arbitrio della libera volont\u00e0, diveniamo santi e immacolati al suo cospetto per la carit\u00e0; e poich\u00e9 Dio ebbe prescienza che ci\u00f2 sarebbe accaduto, ci elesse prima della creazione del mondo e ci predestin\u00f2 in Cristo&#8221;. Ma non cos\u00ec dice l&#8217;Apostolo: Dio ci elesse non perch\u00e9 ebbe prescienza che noi saremmo stati tali, ma perch\u00e9 fossimo tali attraverso l&#8217;elezione della sua grazia, nella quale ci gratific\u00f2 nel Figlio suo diletto. Dunque quando ci predestin\u00f2, ebbe prescienza del suo operato con il quale ci fa santi e immacolati. Per cui questa testimonianza mette giustamente sotto accusa l&#8217;errore dei pelagiani. &#8220;Ma noi diciamo &#8211; continuano a replicare &#8211; che Dio non ebbe prescienza se non della nostra fede, con la quale cominciamo a credere, e perci\u00f2 ci scelse prima della creazione del mondo e ci predestin\u00f2 affinch\u00e9 fossimo anche santi e immacolati per grazia e opera di lui&#8221;. Ma prestino orecchio a loro volta a questa testimonianza, nel punto in cui dice: Abbiamo ottenuto l&#8217;eredit\u00e0, predestinati secondo il decreto di Colui che opera tutte le cose. Dunque \u00e8 lui che opera affinch\u00e9 cominciamo a credere, lui che opera tutte le cose. Infatti neanche la fede precede la chiamata della quale \u00e8 detto: Senza ripensamenti sono i doni e la chiamata di Dio 150; ed anche: Non dalle opere, ma da Colui che chiama 151, dove avrebbe potuto dire: Da colui che crede. Cos\u00ec pure la fede non precede la scelta che il Signore ha indicato con le parole: Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi 152. Infatti non ci ha scelti perch\u00e9 abbiamo creduto, ma affinch\u00e9 crediamo; e non si dica che noi prima l&#8217;abbiamo scelto, altrimenti diventa falsa, e questo non sia mai, l&#8217;asserzione: Non siete stati voi a scegliere me, ma io ho scelto voi. Non siamo chiamati perch\u00e9 abbiamo creduto, ma affinch\u00e9 crediamo: quella chiamata che \u00e8 senza ripensamento suscita e completa la nostra fede. E non \u00e8 il caso di ripetere su questo argomento i tanti ragionamenti che abbiamo gi\u00e0 sviluppato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se non si giudica falso il ringraziamento dell&#8217;Apostolo, Dio dona l&#8217;inizio della fede.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19. 39. Anche nei passi che seguono di questa testimonianza, l&#8217;Apostolo rende grazie a Dio per quelli che hanno creduto; il suo ringraziamento non \u00e8 rivolto al fatto che sia stato loro annunciato il Vangelo, ma al fatto che vi hanno creduto. Infatti dice: In lui anche voi udendo il verbo della verit\u00e0, il Vangelo della vostra salvezza, e credendovi, siete stati segnati con il sigillo dello Spirito della promessa, lo Spirito Santo che \u00e8 pegno della nostra eredit\u00e0, per la redenzione del popolo che si \u00e8 acquistato a lode della sua gloria; per questo anch&#8217;io, udita la vostra fede in Cristo Ges\u00f9 e [la vostra carit\u00e0] verso tutti i santi, non cesso di rendere grazie per voi 153. Era nuova e recente la loro fede dopo che avevano udito la predicazione del Vangelo, ma avendo saputo di questa fede, l&#8217;Apostolo rende grazie a Dio per loro. Se si ringraziasse una persona per una cosa che si pensa o si sa che costui non ha compiuto, si dovrebbe parlare di adulazione o irrisione pi\u00f9 propriamente che di ringraziamento. Non ingannatevi: Dio non si pu\u00f2 dileggiare 154; \u00e8 un dono suo anche l&#8217;inizio della fede, a meno che non si voglia giudicare falso o ingannatore il ringraziamento dell&#8217;Apostolo. E ancora, non \u00e8 chiaro forse che anche per i Tessalonicesi si tratta dell&#8217;inizio della fede? E anche di ci\u00f2 l&#8217;Apostolo rende grazie a Dio, dicendo: Noi rendiamo grazie a Dio senza intermissione, perch\u00e9 avendo udito da noi la parola di Dio, l&#8217;avete accettata non come parola di uomini, ma come \u00e8 veramente, parola di Dio che opera in voi che vi avete creduto 155. Che motivo c&#8217;\u00e8 in tutto questo di rendere grazie a Dio? E&#8217; assolutamente vano ed inutile, se colui che si ringrazia non ha fatto nulla. Ma poich\u00e9 il ringraziamento non \u00e8 n\u00e9 vano n\u00e9 inutile, fu certo Dio, a cui per questa opera egli rende grazie, a fare s\u00ec che, avendo essi udito dall&#8217;Apostolo la parola di Dio, l&#8217;accettassero non come parola di uomini, ma come \u00e8 veramente, parola di Dio. Dio dunque opera nei cuori degli uomini con quella chiamata secondo il suo decreto, della quale molto abbiamo parlato; e la sua chiamata fa s\u00ec che non odano inutilmente il Vangelo, ma dopo averlo udito si convertano e credano, ricevendolo non come parola di uomini, ma, com&#8217;\u00e8 veramente, parola di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E&#8217; Dio che apre la porta del cuore alla fede.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20. 40. Che l&#8217;inizio della fede negli uomini sia anch&#8217;esso un dono di Dio ce lo ricorda l&#8217;Apostolo, facendolo capire con le parole dell&#8217;Epistola ai Colossesi: Insistete nella preghiera, vigilanti in essa e nel rendimento di grazie, pregando contemporaneamente anche per noi, perch\u00e9 Dio ci apra la porta della sua parola per annunziare il mistero di Cristo, per il quale io sono stato incatenato, perch\u00e9 io lo manifesti com&#8217;\u00e8 mio dovere 156. Quando si pu\u00f2 aprire la porta della parola, se non quando l&#8217;intelletto di chi ode si apre per credere e per accogliere dopo l&#8217;inizio della fede la predicazione e la chiarificazione delle cose che servono ad edificare la dottrina della salvezza? Chi ode non deve disapprovare e rifiutare quello che viene detto, serrando il cuore per la mancanza della fede. Perci\u00f2 anche ai Corinzi l&#8217;Apostolo si rivolge cos\u00ec: Rimarr\u00f2 ad Efeso fino alla Pentecoste; infatti mi si \u00e8 spalancata una porta grande e promettente, e gli avversari sono molti 157. Cos&#8217;altro pu\u00f2 voler dire qui se non che dopo aver predicato per la prima volta il Vangelo in quel luogo, molti credettero, ma si levarono anche molti avversari della fede, secondo la frase del Signore: Nessuno viene a me se non gli \u00e8 stato concesso dal Padre mio 158; e l&#8217;altra: A voi \u00e8 stato concesso di conoscere il mistero del regno dei cieli; ma a loro non \u00e8 stato concesso 159? Dunque la porta si \u00e8 aperta per quelli ai quali \u00e8 stato concesso; ma molti tra coloro ai quali non \u00e8 stato concesso sono diventati nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiarissima dimostrazione di questa verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20. 41. E nella seconda Epistola ai Corinzi dice ancora l&#8217;Apostolo: Venuto a Troade per predicare il Vangelo di Cristo, pur essendomisi aperta una porta nel Signore, non ebbi requie nel mio spirito per il fatto che non vi trovai Tito, il fratello mio; perci\u00f2 li salutai e mi recai in Macedonia 160. Chi sono quelli che salut\u00f2 se non quelli che avevano creduto, nel cuore dei quali evidentemente si era aperta una porta all&#8217;evangelizzazione? E badate a quello che aggiunge: Si rendano grazie a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo, e in ogni luogo diffonde attraverso di noi la fragranza della sua conoscenza; perch\u00e9 noi siamo per Dio il soave odore di Cristo, sia in quelli che si salvano, sia in quelli che si perdono; per alcuni odore che conduce di morte in morte, ma per alcuni odore che conduce di vita in vita 161. Ecco il motivo per cui rende grazie quel combattente fervidissimo e difensore invincibile della grazia; ecco il motivo per cui rende grazie, perch\u00e9 gli Apostoli sono per Dio il buon odore di Cristo, sia in quelli che si salvano per la sua grazia, sia in quelli che si perdono per il suo giudizio. Ma per non provocare troppo risentimento in quelli che non capiscono bene queste parole, egli aggiunge l&#8217;avvertimento: E chi \u00e8 all&#8217;altezza di simile compito? 162. Ma torniamo all&#8217;apertura della porta, immagine con la quale l&#8217;Apostolo vuole significare l&#8217;inizio della fede in chi ode. Infatti una simile frase: Pregando contemporaneamente anche per noi, perch\u00e9 Dio ci apra la porta della sua parola 163, che altro \u00e8 se non la chiarissima dimostrazione che anche lo stesso inizio della fede \u00e8 dono di Dio? Infatti nelle preghiere non gli si rivolgerebbe quella richiesta se non si credesse che la concessione viene da lui. Questo dono della grazia celeste era disceso in quella venditrice di porpora a cui, come dice la Scrittura negli Atti degli Apostoli: Dio aveva aperto il cuore, e prestava attenzione a ci\u00f2 che Paolo diceva 164. Infatti ella era chiamata con quell&#8217;appello che ci rende credenti. Dio compie nel cuore degli uomini ci\u00f2 che vuole, sia soccorrendo, sia giudicando, affinch\u00e9 anche per mezzo loro si compia ci\u00f2 che la sua mano e il suo consiglio ha predestinato 165.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il fatto che Dio piega le volont\u00e0 degli uomini riguarda o no la presente questione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">20. 42. Abbiamo provato, traendo dai Libri dei Re e dai Paralipomeni le testimonianze scritturali, che quando Dio vuole far avvenire quello che necessariamente non avviene se non con la partecipazione della volont\u00e0 umana, i cuori degli uomini si piegano a volerlo 166. Ma naturalmente \u00e8 sempre lui a piegarli, lui che in modo mirabile ed ineffabile opera in noi anche il volere. Hanno obiettato invano che questo non appartiene alla questione che qui interessa 167. Che cos&#8217;\u00e8 questo se non voler contraddire pur non avendo nulla da dire? A meno che non abbiano fornito a voi le ragioni del loro convincimento e voi nelle vostre lettere abbiate invece preferito tacerle. Ma io non so quali esse possano essere. Sar\u00e0 forse perch\u00e9 abbiamo dimostrato che Dio ha influito sul cuore degli uomini e ha mosso la volont\u00e0 di quelli che a lui piacque muovere, affinch\u00e9 fosse eletto re Saul oppure David. Pensano perci\u00f2 che questi esempi non si adattano all&#8217;argomento perch\u00e9 regnare temporalmente in questo mondo non \u00e8 la stessa cosa che regnare in eterno con Dio; e perci\u00f2 pensano che Dio si riserva di piegare la volont\u00e0 di chi vuole per creare i regni terreni, ma non lo fa quando si deve ottenere il regno celeste. Ma io penso che siano dette per il regno dei cieli, non per il regno terreno tutte le espressioni che seguono: Piega il mio cuore verso i tuoi precetti 168; I passi dell&#8217;uomo sono diretti dal Signore e le sue vie saranno approvate da lui 169; La volont\u00e0 \u00e8 preparata dal Signore 170; Sia con noi il nostro Signore, come era con i nostri padri; non ci abbandoni n\u00e9 ci allontani da s\u00e9; pieghi a s\u00e9 i nostri cuori affinch\u00e9 avanziamo in tutte le sue vie 171; Dar\u00f2 ad essi un cuore per conoscermi e orecchie che intendano 172; Dar\u00f2 ad essi un cuore diverso e uno spirito nuovo dar\u00f2 ad essi 173. E ascoltino anche quest&#8217;altro passo: Metter\u00f2 il mio spirito in voi e far\u00f2 s\u00ec che camminiate nei miei giusti precetti e osserviate e applichiate le mie decisioni 174; e questo ancora: Dal Signore sono diretti i passi dell&#8217;uomo; un mortale come pu\u00f2 intendere le sue vie? 175; e ancora: Ogni uomo sembra giusto a se stesso, ma \u00e8 il Signore che dirige i cuori 176; e ancora: Credettero tutti quelli che erano preordinati per la vita eterna 177. Facciano attenzione a queste testimonianze e a tutte le altre che non ho voluto citare, le quali dimostrano che Dio prepara e rivolge la volont\u00e0 degli uomini anche quando il fine \u00e8 il regno dei cieli e la vita eterna. E riflettete che assurdit\u00e0 sarebbe, se credessimo che Dio opera la volont\u00e0 degli uomini per stabilire i regni terreni, mentre per conquistare il regno dei cieli sarebbero gli uomini stessi a mettere in opera il proprio volere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21. 43. Abbiamo esposto molti argomenti e forse ormai da tempo siamo riusciti a persuadere di ci\u00f2 che volevamo i nostri fratelli; pure insistiamo a parlare ad ingegni tanto pronti come se fossero intelletti ottusi per i quali non \u00e8 sufficiente nemmeno ci\u00f2 che \u00e8 troppo. Ma siano indulgenti: \u00e8 la novit\u00e0 del problema che ci ha spinto a tanto. Nei nostri opuscoli precedenti abbiamo esposto con testimonianze abbastanza adeguate che anche la fede \u00e8 un dono di Dio, ma ci \u00e8 stata escogitata un&#8217;obiezione: che quelle testimonianze sono valide per dimostrare che \u00e8 un dono di Dio l&#8217;accrescimento della fede, ma l&#8217;inizio della fede, con cui in principio si crede in Cristo, parte dall&#8217;uomo stesso; non \u00e8 quindi un dono di Dio, anzi Dio lo esige; quando l&#8217;inizio c&#8217;\u00e8 stato, tutti gli altri beni, che sono effettivamente doni di Dio, seguono secondo loro per questo merito; e nessuno di essi \u00e8 dato gratuitamente. Eppure tra questi avversari si continua a sostenere la grazia, che non pu\u00f2 essere se non gratuita. Vedete bene quanto ci\u00f2 sia assurdo; per questa ragione abbiamo preso il partito di dimostrare, per quanto potevamo, che anche l&#8217;inizio della fede \u00e8 un dono di Dio. Forse l&#8217;abbiamo fatto pi\u00f9 prolissamente di quanto avrebbero voluto questi fratelli ai quali abbiamo dedicato la nostra opera; e su questo punto siamo pronti a ricevere i loro rimproveri, a una condizione per\u00f2: bench\u00e9 ci siamo dilungati molto pi\u00f9 di quanto avrebbero voluto, bench\u00e9 abbiamo inflitto fastidio e noia a chi comprende facilmente, noi abbiamo raggiunto il nostro scopo. Lo ammettano. Abbiamo cio\u00e8 dimostrato che \u00e8 un dono di Dio anche l&#8217;inizio della fede, come la continenza, la pazienza, la giustizia, la piet\u00e0 e tutte le altre virt\u00f9 riguardo alle quali non abbiamo nessuna controversia con costoro. E qui abbia termine questo volume, perch\u00e9 anche un libro solo finisce per urtare se \u00e8 eccessivamente lungo.<\/p>\n<hr style=\"text-align: justify;\" \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NOTE<\/strong><br \/>\n116 &#8211; 1 Tm 2, 5.<br \/>\n117 &#8211; Rm 9, 20.<br \/>\n118 &#8211; Gn 3, 25.<br \/>\n119 &#8211; Rm 1, 1-4.<br \/>\n120 &#8211; Eb 12, 2.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\n146 &#8211; Cf. Fil 2, 13.<br \/>\n147 &#8211; 1 Cor 3, 21.<br \/>\n148 &#8211; 1 Cor 1, 31.<br \/>\n149 &#8211; Rm 8, 28.<br \/>\n150 &#8211; Rm 11, 29.<br \/>\n151 &#8211; Rm 9, 12.<br \/>\n152 &#8211; Gv 15, 16.<br \/>\n153 &#8211; Ef 1, 13-16.<br \/>\n154 &#8211; Gal 6, 7.<br \/>\n155 &#8211; 1 Ts 2, 13.<br \/>\n156 &#8211; Col 4, 2-4.<br \/>\n157 &#8211; 1 Cor 16, 8. 9.<br \/>\n158 &#8211; Gv 6, 66.<br \/>\n159 &#8211; Mt 13, 11.<br \/>\n160 &#8211; 2 Cor 2, 12-13.<br \/>\n161 &#8211; 2 Cor 2, 14-16.<br \/>\n162 &#8211; 2 Cor 2, 16.<br \/>\n163 &#8211; Col 4, 3.<br \/>\n164 &#8211; At 16, 14.<br \/>\n165 &#8211; At 4, 28.<br \/>\n166 &#8211; 1 Sam 10, 26; 1 Cr 12, 18.<br \/>\n167 &#8211; ILARIO, Ep. 226, 7; Cf. De corrept. et gr. 14, 15.<br \/>\n168 &#8211; Sal 118, 36.<br \/>\n169 &#8211; Sal 36, 23.<br \/>\n170 &#8211; Prv 8, 35 (sec. LXX).<br \/>\n171 &#8211; 1 Re 8, 57-58.<br \/>\n172 &#8211; Bar 2, 31.<br \/>\n173 &#8211; Ez 11, 19.<br \/>\n174 &#8211; Ez 36, 27.<br \/>\n175 &#8211; Prv 20, 24.<br \/>\n176 &#8211; Prv 21, 2.<br \/>\n177 &#8211; At 13, 48.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo di Agostino tratto da \u00abSulla predestinazione dei santi\u00bb (PL 44, 981sgg.) Il Salvatore, luminoso esempio di predestinazione e di grazia. 15. 30. C&#8217;\u00e8 anche quel lume splendidissimo di predestinazione e di grazia che \u00e8 il Salvatore stesso, il Mediatore di Dio e degli uomini, l&#8217;uomo Cristo Ges\u00f9 116. 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