{"id":204,"date":"2009-04-12T08:54:06","date_gmt":"2009-04-12T06:54:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ewp.netsons.org\/ewp\/?page_id=204"},"modified":"2009-04-12T09:08:43","modified_gmt":"2009-04-12T07:08:43","slug":"agostino-contro-i-pelagiani-lettera-194","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/documenti\/agostino-contro-i-pelagiani-lettera-194","title":{"rendered":"Agostino, Contro i Pelagiani &#8211; lettera 194"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Questa lettera rappresenta un magistrale sunto del teologo di Tagaste su argomenti fondamentali quali Grazia, Volont\u00e0 e Fede. Scritta a Ippona verso il 412 per confutare le argomentazioni dei Pelagiani. <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Questi i contenuti dell&#8217;estratto che proponiamo:\u00a0 (nn. 3-5); come per la giustificazione e per lo stesso inizio della fede \u00e8 assolutamente necessaria la grazia, per quanto imperscrutabile sia il modo d&#8217;agire di Dio con gli uomini (nn. 6-15); che lo stesso pregar bene \u00e8 un dono di Dio (nn. 16-18); sulle tracce di S. Paolo dimostra che la vita eterna \u00e8 il coronamento di tutte le grazie, la morte invece la pena del peccato (nn. 19-21); che il male deriva dalla cattiva volont\u00e0, la facolt\u00e0 d&#8217;osservare la Legge \u00e8 una grazia del Salvatore (nn. 22-30); dalla diversa sorte dei bambini e dall&#8217;esempio d&#8217;Esa\u00f9 e Giacobbe mostra l&#8217;ircomprensibile misericordia e giustizia di Dio (nn. 31-42); confuta infine l&#8217;astuto argomento degli eretici con cui tentano vanificare la remissione dei peccati conferita dal battesimo (nn. 43-47).<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">AGOSTINO INVIA CRISTIANI SALUTI A SISTO, SIGNORE AMATISSIMO NEL SIGNORE DEI SIGNORI, SANTO FRATELLO E COLLEGA NEL SACERDOZIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La grazia e la giustificazione non sono dovute ai meriti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 6. Che Dio abbia la gloria di rendere giusti i peccatori col dar loro gratuitamente la sua grazia, non vogliono ammetterlo coloro i quali, non conoscendo la giustizia di lui, cercano di stabilirne una loro personale 10, oppure, costretti ormai dalle alte proteste delle persone pie e timorate di Dio, ammettono bens\u00ec che per avere, ossia per mettere in pratica la giustizia, vengono aiutati da Dio, ma in modo che preceda qualche loro merito personale, come se volessero dare essi per primi al fine di ricevere in seguito il contraccambio da Dio, di cui invece sta scritto: Chi per primo ha dato qualcosa a lui perch\u00e9 debba essergli contraccambiato? 11 Essi credono che i propri meriti prevengano colui del quale sanno, o meglio, non vogliono ascoltare che tutto \u00e8 da lui, tutto \u00e8 per mezzo di lui, tutto tende a lui 12. Dall&#8217;inesauribile ricchezza della sapienza e scienza di Dio 13 scaturisce la ricchezza della sua gloria partecipata ai recipienti di misericordia 14 che sono da lui chiamati all&#8217;adozione di figli suoi, ricchezza che egli vuol far conoscere anche per mezzo dei recipienti pieni di collera formati per la dannazione. E quali sono le imperscrutabili vie di Dio, se non quelle di cui parla il Salmo: Tutte le vie del Signore sono bont\u00e0 e verit\u00e0 15? La sua bont\u00e0 e verit\u00e0 sono quindi imperscrutabili, poich\u00e9 egli ha piet\u00e0 di chi vuole, mosso non da giustizia ma solo dalla misericordia, e fa ostinare chi gli piace 16, mosso non gi\u00e0 da sentimento d&#8217;iniquit\u00e0, ma per castigarlo secondo verit\u00e0. La bont\u00e0 e verit\u00e0 di Dio sono tuttavia in pieno accordo tra loro, poich\u00e9 sta scritto: La bont\u00e0 e la verit\u00e0 si sono abbracciate 17, in modo che la bont\u00e0 non rechi pregiudizio alla verit\u00e0 con cui \u00e8 punito chi lo merita, n\u00e9 la verit\u00e0 alla misericordia con cui \u00e8 salvato chi non lo merita. Per conseguenza quali meriti pu\u00f2 accampare chi si salva, dal momento che, se dovesse ricevere il contraccambio che merita, non dovrebbe essere se non tra i dannati? I giusti, allora, non hanno merito alcuno? Sicuro che ne hanno, poich\u00e9 sono giusti, ma non ne hanno avuto alcuno per diventare tali, essendolo diventati quando sono stati giustificati, ma, come dice l&#8217;Apostolo: Sono stati giustificati senza alcun merito precedente e solo per la grazia di lui 18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I Pelagiani condannati a Diospoli.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 7. Pur essendo costoro accaniti avversari della grazia, tuttavia Pelagio, nel processo ecclesiastico tenutosi in Palestina, pronunci\u00f2 l&#8217;anatema contro coloro che sostengono che la grazia di Dio ci viene data in considerazione dei nostri meriti, senza la quale dichiarazione non sarebbe potuto uscire assolto da quel Concilio. Ciononostante negli scritti successivi dei Pelagiani non si trova affermato se non ch&#8217;\u00e8 dovuta a meriti precedenti la grazia che S. Paolo afferma soprattutto nella Lettera ai Romani, affinch\u00e9 la sua parola, partendo di l\u00ec come dalla capitale del mondo, si spandesse per tutta la terra; poich\u00e9 \u00e8 proprio in virt\u00f9 di tale grazia che viene giustificato il peccatore, ossia diventa giusto chi prima era peccatore. Per ricevere quindi tale grazia, non c&#8217;\u00e8 bisogno che preceda alcun merito, poich\u00e9 il peccatore non merita la grazia ma il castigo, e d&#8217;altra parte essa non sarebbe grazia se, invece di essere un dono gratuito della bont\u00e0, fosse una ricompensa dovuta ai meriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La grazia predicata dall&#8217;apostolo Paolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 8. Quando per\u00f2 si chiede a costoro quale era la grazia che Pelagio pensava venisse data senza meriti precedenti, allorch\u00e9 colp\u00ec di anatema coloro i quali sostengono che la grazia di Dio vien data in corrispondenza dei meriti, rispondono che grazia senza meriti precedenti \u00e8 la stessa natura umana in cui siamo stati creati, poich\u00e9 prima di esistere non avremmo potuto meritare nulla per avere il diritto di esistere. Scaccino i Cristiani dalle loro menti un simile errore, poich\u00e9 la grazia ricordata dall&#8217;Apostolo non \u00e8 questa per cui siamo creati affinch\u00e9 fossimo uomini, ma quella per cui siamo stati giustificati essendo cattivi uomini. Questa s\u00ec \u00e8 la grazia derivataci per i meriti di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore. Cristo infatti non \u00e8 morto per individui non esistenti, perch\u00e9 gli uomini fossero creati, ma per i peccatori, affinch\u00e9 fossero giustificati. Poich\u00e9 uomo era senza dubbio colui che esclamava: Me infelice! Chi mi liberer\u00e0 da questo corpo di morte? La grazia di Dio per mezzo di Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore 19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il credere deriva da Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 9. I Pelagiani possono, s\u00ec, affermare che la grazia data senza meriti precedenti \u00e8 il perdono dei peccati, poich\u00e9 qual merito di bene possono avere i peccatori? Ma neppure il perdono dei peccati si ottiene senza qualche merito se \u00e8 la fede ad ottenerlo. Infatti non pu\u00f2 non avere qualche merito la fede con cui il pubblicano esclamava: Abbi piet\u00e0 di me peccatore, mio Dio; e quell&#8217;uomo ispirato dalla fede, dopo essersi umiliato, torn\u00f2 a casa giustificato, poich\u00e9 chi si umilia, sar\u00e0 esaltato 20. Non ci resta quindi che attribuire la stessa fede, dalla quale ha inizio ogni specie di giustizia, per cui nel Cantico dei Cantici il Signore dice alla Chiesa: Arriverai se proseguirai nel cammino partendo dalla fede 21; non ci resta &#8211; ripeto &#8211; che attribuire la stessa fede esaltata da costoro non gi\u00e0 alla volont\u00e0 dell&#8217;uomo n\u00e9 ad alcun merito precedente, poich\u00e9 da essa hanno origine i meriti di ogni specie, ma confessare ch&#8217;\u00e8 un dono gratuito di Dio se considereremo la grazia autentica, quella cio\u00e8 non dovuta ai meriti. Come infatti si legge nella medesima Lettera dell&#8217;Apostolo: Dio distribuisce a ciascuno la fede nella misura che vuole 22. Ora, dall&#8217;uomo sono compiute bens\u00ec delle opere buone, ma la fede \u00e8 prodotta (da Dio) nell&#8217;uomo e senza di essa nessun&#8217;opera buona \u00e8 compiuta dall&#8217;uomo, poich\u00e9 tutto ci\u00f2 che non deriva dalla fede \u00e8 peccato 23.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fede \u00e8 un dono di Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 10. Per questo motivo anche se a chi prega \u00e8 dato l&#8217;aiuto per vincere le bramosie dei beni temporali e per amare quelli eterni e lo stesso Dio, sorgente di tutti i beni, tuttavia perch\u00e9 non si insuperbisca e non si esalti il merito della preghiera, \u00e8 la stessa fede a pregare, la fede che viene concessa ad uno anche prima che preghi e che, se non gli fosse concessa, non potrebbe pregare. Come infatti invocheranno Colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in Colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno ascoltarlo se non c&#8217;\u00e8 chi predica? La fede dunque dipende dalla predicazione e la predicazione avviene mediante l&#8217;annuncio della parola di Cristo 24. Pertanto il ministro di Cristo che predica la fede non \u00e8 altro che uno il quale pianta e innaffia in proporzione della grazia ricevuta 25, eppure non \u00e8 un bel nulla n\u00e9 chi pianta, n\u00e9 chi irriga, ma tutto \u00e8 Dio che fa crescere 26, e d\u00e0 a ciascuno la fede in misura diversa 27. Ecco perch\u00e9 l&#8217;Apostolo, in un altro passo, dopo aver detto: Pace ai fratelli e amore con fede, perch\u00e9 non attribuissero quest&#8217;ultima ai propri meriti, si affrett\u00f2 a soggiungere: da parte di Dio Padre e del Signore Ges\u00f9 Cristo 28. Infatti non tutti quelli che ascoltano la parola di Dio hanno la fede, ma solo quelli ai quali Dio l&#8217;ha concessa nella misura da lui voluta. Allo stesso modo non tutto ci\u00f2 che si pianta o s&#8217;innaffia germoglia, ma solo ci\u00f2 che Dio fa crescere. Perch\u00e9 mai poi di due che ascoltano entrambi la medesima verit\u00e0 e assistono entrambi al medesimo miracolo compiuto sotto i loro occhi, uno crede e l&#8217;altro no? La causa di ci\u00f2 sta nella profondit\u00e0 della ricchezza della sapienza e scienza di Dio 29, i cui disegni sono imperscrutabili 30 e non commette ingiustizia di sorta se ha piet\u00e0 di chi vuole e fa ostinare chi gli piace 31. Eppure ci\u00f2 non \u00e8 ingiusto solo perch\u00e9 ci \u00e8 nascosto il motivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fede cristiana \u00e8 quella operante mediante la carit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 11. Anche dopo che uno ha ricevuto il perdono dei peccati, se lo Spirito Santo non abita nell&#8217;anima cos\u00ec mondata, non vi torna forse lo spirito immondo con altri sette spiriti e l&#8217;ultima condizione dell&#8217;anima non \u00e8 forse peggiore della prima 32? Ammesso poi che lo Spirito Santo abiti in un&#8217;anima, ci\u00f2 non \u00e8 forse la prova ch&#8217;esso spira dove vuole 33, e che l&#8217;amore di Dio, senza il quale nessuno pu\u00f2 vivere bene, \u00e8 diffuso nei nostri cuori non gi\u00e0 da noi ma dallo Spirito Santo che ci \u00e8 stato largito 34? Questa \u00e8 la fede annunciata esattamente dall&#8217;Apostolo quando dice: A nulla vale essere o non essere circonciso, ma unicamente la fede, che agisce mediante l&#8217;amore di Dio 35. Questa \u00e8 la fede dei Cristiani, ben diversa da quella dei demoni: anch&#8217;essi infatti credono e tremano 36, ma non amano. Poich\u00e9, se non credessero, non direbbero neppure: Tu sei il Santo di Dio, oppure: Tu sei il Figlio di Dio 37; se invece amassero non direbbero: Che abbiamo noi a vedere con te? 38<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prescienza di Dio e volont\u00e0 umana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 12. La fede dunque ci attira verso Cristo, e se non ci fosse data gratuitamente dall&#8217;alto, Cristo non direbbe: Nessuno pu\u00f2 venire a me, se non lo attira il Padre, che m&#8217;ha inviato 39. Per questo poco dopo dice: Le parole che io vi dico sono spirito e vita, ma tra voi ci sono alcuni che non credono. L&#8217;Evangelista quindi soggiunge: Ges\u00f9 infatti sapeva fin da principio chi erano coloro che avrebbero creduto e chi era colui che lo avrebbe tradito. E perch\u00e9 non si pensasse che i credenti rientrino nella prescienza divina allo stesso modo degli increduli, che cio\u00e8 senza essere data loro dall&#8217;alto la stessa fede, solo la loro futura buona volont\u00e0 verrebbe conosciuta in antecedenza, l&#8217;Evangelista subito aggiunge: E diceva: Per questo vi ho detto che nessuno pu\u00f2 venire a me se non gli \u00e8 concesso dal Padre mio 40. Per lo stesso motivo alcuni, i quali lo avevano sentito parlare del suo Corpo e del suo Sangue, se ne andarono via scandalizzati, mentre altri credettero e restarono con lui, per la ragione che nessuno pu\u00f2 andare a lui se non gli \u00e8 concesso dal Padre e perci\u00f2 dallo stesso Figlio e dallo Spirito Santo 41, poich\u00e9 non sono separate le grazie e le opere dell&#8217;inseparabile Trinit\u00e0, ma il Figlio, onorando in tal modo il Padre, non vuol offrire alcun argomento che tra loro ci sia differenza, ma ci offre solo un grande esempio di umilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La risposta di S. Paolo ai novatori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 13. A questo punto i sostenitori, o meglio gli ingannatori, perch\u00e9 esaltatori sperticati del libero arbitrio e tali perch\u00e9 gli accordano troppa importanza, che cosa possono dire per parlare non contro di noi ma contro il Vangelo, se non ripetere l&#8217;obiezione gi\u00e0 postasi dall&#8217;Apostolo come se gi\u00e0 fosse stata fatta da costoro: Tu allora mi obietterai: E perch\u00e9 Dio ci biasima? Chi mai infatti pu\u00f2 resistere alla sua volont\u00e0? 42. L&#8217;Apostolo si pone tale obiezione come se glie l&#8217;avessero posta coloro che rifiutano di ammettere quanto aveva detto poco prima, e cio\u00e8: Dio ha piet\u00e0 di chi vuole e fa ostinare chi gli piace 43. Diamo quindi a costoro la medesima risposta dell&#8217;Apostolo, perch\u00e9 non sapremmo trovarne una migliore: Ma chi sei tu, o uomo, che osi replicare a Dio? 44<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si spiega l&#8217;ostinazione di alcuni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 14. Orbene, se andiamo a cercare la causa dell&#8217;ostinazione, la troviamo nella giusta condanna dell&#8217;intera massa del peccato; Iddio poi fa ostinare non gi\u00e0 col dispensare la malizia ma col non dispensare la misericordia. Coloro infatti a cui non la concede, non ne sono degni n\u00e9 la meritano, o meglio sono degni e meritano proprio che non venga loro concessa. Se invece andiamo a cercare il merito della misericordia, non lo troviamo perch\u00e9 non ve n&#8217;\u00e8 alcuno, affinch\u00e9 non sia distrutta la grazia qualora non fosse un dono gratuito, ma una ricompensa dovuta ai meriti 45.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nessuno ha meriti per acquistare la fede.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 15. Se infatti diremo che in precedenza c&#8217;\u00e8 stata la fede in cui era il merito della grazia, qual merito aveva l&#8217;uomo prima di ricevere la fede? Che cosa infatti ha uno senza che lo abbia ricevuto? Ora, se lo ha ricevuto, perch\u00e9 mai se ne vanta come se non lo avesse ricevuto 46? Come nessuno avrebbe la sapienza, l&#8217;intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la piet\u00e0, il timor di Dio se non avesse ricevuto, secondo il detto del Profeta, lo Spirito di sapienza e d&#8217;intelletto, di consiglio e di fortezza, di scienza, di piet\u00e0 e di timor di Dio 47, e come nessuno avrebbe nemmeno il coraggio, la carit\u00e0, la continenza se non avesse ricevuto lo Spirito di cui l&#8217;Apostolo dice: Non avete infatti ricevuto lo Spirito di timore, ma di coraggio, di carit\u00e0 e di continenza 48; cos\u00ec non avrebbe nemmeno la fede, se non avesse ricevuto lo Spirito di fede, di cui il medesimo Apostolo dice: Ora, avendo il medesimo Spirito di fede, secondo quanto sta scritto: Ho creduto e perci\u00f2 ho parlato, anche noi crediamo e perci\u00f2 parliamo 49. Che poi la fede sia ricevuta non per qualche merito, ma per misericordia di Colui che ha piet\u00e0 di chi vuole 50, lo dimostra assai chiaramente l&#8217;Apostolo nel passo in cui di se stesso dice: Ho ottenuto la misericordia d&#8217;essere fedele 51.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La preghiera stessa \u00e8 un dono di Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. 16. Se poi diremo che ai fini di ottenere la grazia precede il merito della preghiera, il fatto che \u00e8 la preghiera ad ottenere tutto quello che ottiene, dimostra evidentemente ch&#8217;\u00e8 un dono di Dio, affinch\u00e9 l&#8217;uomo non pensi d&#8217;avere da se stesso ci\u00f2 che, se fosse in suo potere, di certo non lo chiederebbe con la preghiera. Perch\u00e9 non si pensi &#8211; dico &#8211; che precedono almeno i meriti della preghiera, in ricompensa dei quali sarebbe concessa una grazia non gratuita &#8211; che perci\u00f2 non sarebbe pi\u00f9 nemmeno grazia poich\u00e9 sarebbe una ricompensa dovuta &#8211; anche la stessa preghiera si trova tra i doni della grazia. Noi &#8211; dice il Maestro dei Gentili &#8211; non sappiamo cosa chiedere nella preghiera come si conviene; ma lo stesso Spirito prega per noi con gemiti inesprimibili 52. Che significa il termine: prega, se non: &#8220;ci fa pregare&#8221;? Pregare con gemiti \u00e8 la prova pi\u00f9 evidente del bisogno. Orbene, non pu\u00f2 pensarsi che lo Spirito Santo abbia bisogno di alcunch\u00e9; il termine &#8220;prega&#8221; sta quindi per &#8221; ci fa pregare &#8220;, poich\u00e9 \u00e8 lui ad ispirarci il devoto desiderio di pregare e di gemere. Allo stesso modo il Vangelo dice: Non siete voi a parlare, ma \u00e8 lo Spirito del Padre vostro che parla in voi 53. Ma non \u00e8 neppure vero che un tal fatto avvenga a nostro riguardo senza che noi non facciamo nulla. L&#8217;aiuto dello Spirito Santo \u00e8 dunque espresso col dire che \u00e8 lui ad operare, in quanto \u00e8 lui che fa s\u00ec che noi operiamo.<br \/>\nGli affetti nella preghiera eccitati dallo Spirito Santo.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. 17. Ora, che per lo Spirito che prega con gemiti inesprimibili, si debba intendere lo Spirito Santo dal quale \u00e8 aiutata la nostra debolezza e non gi\u00e0 lo spirito nostro, lo dimostra chiaramente l&#8217;Apostolo cominciando a dire che lo Spirito aiuta la nostra debolezza, soggiungendo poi subito che noi non sappiamo cosa chiedere nella preghiera come si conviene, eccetera 54. Altrove poi, di questo Spirito parla pi\u00f9 chiaramente dicendo: Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavit\u00f9 per ricadere di nuovo nel timore, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione filiale per il quale gridiamo: Abba! Padre! 55 Ecco, qui non dice che lo Spirito in persona preghi con grida, ma: in virt\u00f9 del quale gridiamo: Abba! Padre! Ma in un altro passo dice: Che poi siate figli di Dio, n&#8217;\u00e8 prova il fatto che Dio invi\u00f2 lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: Abba! Padre! 56. Non dice: &#8221; in virt\u00f9 del quale gridiamo &#8220;, ma preferisce dire che a gridare \u00e8 lo stesso Spirito il quale fa s\u00ec che gridiamo, servendosi di un&#8217;espressione simile a queste altre due: Lo Spirito stesso prega con gemiti inesprimibili 57, e ancora: E&#8217; lo Spirito del Padre vostro che parla in voi 58.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La preghiera efficace per la salvezza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. 18. Allo stesso modo, insomma, che nessuno \u00e8 davvero sapiente e davvero intelligente, davvero dotato di prudenza e di forza d&#8217;animo, nessuno ha spirito di piet\u00e0 illuminato dalla scienza, n\u00e9 spirito di scienza illuminato dalla piet\u00e0, nessuno teme Dio con religioso timore, se non ha ricevuto lo Spirito di sapienza e d&#8217;intelletto, di consiglio e di fortezza, di scienza, di piet\u00e0, di timor di Dio 59, n\u00e9 alcuno ha vero coraggio e carit\u00e0 sincera n\u00e9 continenza scrupolosa se non in grazia dello Spirito di coraggio, di carit\u00e0 e di continenza 60, cos\u00ec senza lo Spirito di fede nessuno potr\u00e0 credere in modo ortodosso e senza lo Spirito di preghiera nessuno potr\u00e0 pregare in modo utile alla salvezza. Non perch\u00e9 vi siano altrettanti spiriti, ma tutte queste virt\u00f9 le produce l&#8217;unico ed identico Spirito che le largisce come propri doni a ciascuno come vuole 61, poich\u00e9 lo Spirito spira dove vuole 62; ma deve ammettersi il fatto ch&#8217;egli aiuta in modi diversi le anime: senza inabitarvi ancora e inabitandovi gi\u00e0, poich\u00e9 senza inabitarvi ancora aiuta le anime a diventare fedeli, mentre quando sono gi\u00e0 fedeli le aiuta inabitandovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coronando i nostri meriti Dio corona i suoi doni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. 19. <strong>Qual \u00e8 dunque il merito dell&#8217;uomo precedente alla grazia, in virt\u00f9 del quale possa riceverla, dal momento che ogni nostro merito \u00e8 in noi solo effetto della stessa grazia? Quando inoltre Dio premia i nostri meriti non fa altro che premiare i suoi benefici.<\/strong> Come infatti con l&#8217;aderire alla fede abbiamo ottenuto la grazia di Dio non perch\u00e9 fossimo credenti, ma affinch\u00e9 lo diventassimo, cos\u00ec alla fine, cio\u00e8 nella vita eterna, Dio ci dar\u00e0 il premio per somma sua misericordia 63, come dice la Scrittura. Non senza motivo quindi rendiamo lode a Dio dicendo non solo: La sua misericordia mi preverr\u00e0 64, ma anche: La sua misericordia mi seguir\u00e0 65. Per conseguenza la stessa vita eterna, che godremo alla fine senza fine, ci viene data come ricompensa di meriti precedenti, ma poich\u00e9 i medesimi meriti, in compenso dei quali ci viene data, non sono prodotti da noi con la nostra capacit\u00e0, sebbene prodotti in noi dalla grazia, (la vita eterna) \u00e8 chiamata grazia non per altro se non perch\u00e9 ci viene accordata gratuitamente, non perch\u00e9 non sia data in compenso dei meriti, ma perch\u00e9 sono dono di Dio gli stessi meriti ai quali \u00e8 data in ricompensa. Troviamo inoltre che anche la vita eterna \u00e8 chiamata grazia dal medesimo impareggiabile difensore della grazia, l&#8217;apostolo Paolo, che dice: Mercede dovuta al peccato \u00e8 la morte, grazia di Dio \u00e8 invece la vita eterna in Ges\u00f9 Cristo nostro Signore 66.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pena del peccato, la morte; grazia di Dio, la vita eterna.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. 20. Considera adesso &#8211; ti prego &#8211; con quanta concisione ed accortezza ha espresso il suo pensiero: la nostra questione perderebbe un po&#8217; della sua oscurit\u00e0, se considerassimo attentamente i termini di quella espressione. Chi infatti non avrebbe giudicato una conseguenza del tutto logica se, avendo detto: Mercede dovuta al peccato \u00e8 la morte, avesse aggiunto: &#8221; Mercede invece della giustizia \u00e8 la vita eterna&#8221;? Ci\u00f2 sarebbe esatto poich\u00e9, allo stesso modo che il peccato merita come paga la morte, cos\u00ec la giustizia merita come paga la vita eterna. Se invece non avesse voluto usare il termine &#8221; giustizia &#8220;, avrebbe potuto usare quello di &#8221; fede &#8220;, poich\u00e9 il giusto vive di fede 67. Per tale motivo in molti passi della Sacra Scrittura la vita eterna \u00e8 detta anche ricompensa; ma in nessun passo vien dato il nome di ricompensa alla giustizia o alla fede, poich\u00e9 la vita eterna \u00e8 data come ricompensa alla giustizia e alla fede. Inoltre ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 il salario per l&#8217;operaio \u00e8 la paga per il soldato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La vita eterna: grazia e giusta ricompensa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. 21. Ma il santo Apostolo, sempre all&#8217;erta contro la superbia (la quale cerca d&#8217;insinuarsi perfino nei grandi) al punto da affermare d&#8217;essergli stato dato, a causa di essa, un angelo di Satana da cui fosse schiaffeggiato perch\u00e9 non alzasse la cresta dell&#8217;arroganza 68; combattendo dunque l&#8217;Apostolo con la pi\u00f9 vigile attenzione contro questa peste dell&#8217;orgoglio, disse: Paga del peccato \u00e8 la morte 69. E davvero \u00e8 paga perch\u00e9 \u00e8 dovuta, perch\u00e9 viene resa come giusta ricompensa, perch\u00e9 \u00e8 data meritamente. In seguito per\u00f2, perch\u00e9 la giustizia non s&#8217;inorgoglisse delle opere buone dell&#8217;uomo, come non c&#8217;\u00e8 dubbio che sono peccato le cattive opere dell&#8217;uomo, non continu\u00f2 il paragone per antitesi dicendo: &#8221; Paga della giustizia \u00e8 la vita eterna &#8220;, ma disse: Grazia di Dio invece \u00e8 la vita eterna. E perch\u00e9 questa non si cercasse per altra via che non sia quella del Mediatore, aggiunse: in Ges\u00f9 Cristo nostro Signore 70, come per dire: &#8221; Perch\u00e9 mai, tu che non sei la giustizia dell&#8217;uomo, ma sotto l&#8217;apparenza di giustizia non sei altro che superbia, perch\u00e9 mai, all&#8217;udire che la paga del peccato \u00e8 la morte, ti prepari ad insuperbirti? Perch\u00e9 mai ti prepari ad insuperbirti e a reclamare, come se la vita eterna contraria alla morte fosse una paga dovuta? Quella cui \u00e8 dovuta la vita eterna \u00e8 la giustizia autentica. Se quindi \u00e8 giustizia autentica, non proviene certo da te, ma proviene dall&#8217;alto, discende cio\u00e8 dal Padre dei lumi 71. Per averla, seppure l&#8217;hai, certamente l&#8217;hai ricevuta. Che cosa infatti hai di buono, che non l&#8217;hai ricevuto? 72 Perci\u00f2 se tu, o uomo, riceverai la vita eterna, anche se \u00e8 la paga della giustizia, per te \u00e8 tuttavia un dono gratuito, dato che per te \u00e8 un dono gratuito la stessa giustizia. La vita eterna ti sarebbe infatti data come una ricompensa dovuta, se tua fosse la giustizia a cui \u00e8 dovuta. Ora invece, dalla pienezza di Dio abbiamo ricevuto non solo la grazia mediante la quale viviamo nella giustizia tra le sofferenze attuali sino alla fine, ma, per questa grazia, anche la grazia 73 di vivere poi nel riposo senza fine &#8220;. Niente di pi\u00f9 utile alla salvezza crede la fede poich\u00e9 nulla di pi\u00f9 vero l&#8217;intelligenza vede. Dobbiamo inoltre ascoltare il Profeta che dice: Se non crederete, non comprenderete 74.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il male deriva dalla volont\u00e0, il bene \u00e8 dono di Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 22. &#8221; Ma coloro che non vogliono vivere bene e secondo la fede &#8211; soggiunge il nostro avversario &#8211; si scuseranno dicendo: Che cosa abbiamo fatto noi che viviamo male, dal momento che non abbiamo ricevuto la grazia per vivere bene? &#8220;. Orbene, non possono dire con verit\u00e0 di non far nulla di male per il fatto che vivono male, poich\u00e9, se non fanno nulla di male, vivono bene; se invece vivono male, ci\u00f2 dipende dalla loro stessa cattiveria, quella cio\u00e8 che o ereditarono all&#8217;origine o hanno aggiunto in pi\u00f9 loro stessi. Se dunque sono recipienti di collera formati per la perdizione 75 resa loro come ricompensa dovuta, lo addebitino a se stessi poich\u00e9 sono stati fatti della stessa massa 76 giustamente condannata da Dio a causa del peccato di un solo individuo a causa del quale tutti hanno peccato 77. Se invece sono recipienti di misericordia 78 ai quali, sebbene fatti della stessa massa, Dio non ha voluto applicare il castigo dovuto, non montino in superbia, ma diano gloria a Dio che ha loro concessa una grazia non dovuta e, se hanno qualche opinione diversa in proposito, Dio stesso far\u00e0 loro vedere chiaro anche questo 79.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dio giusto nel salvare e nel condannare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 23. Infine in qual modo costoro si scuseranno? Senz&#8217;altro nel modo con cui l&#8217;Apostolo fece a se stesso la stringata obiezione come se l&#8217;avesse raccolta dalla loro voce e diranno: Perch\u00e9 mai Dio ci rimprovera ancora, dal momento che nessuno pu\u00f2 opporsi alla sua volont\u00e0? 80 Ci\u00f2 vale a dire: &#8221; Perch\u00e9 mai ci viene mosso rimprovero di offendere Dio con la nostra vita cattiva, dal momento che nessuno pu\u00f2 opporsi alla volont\u00e0 di lui che ci fece ostinare col rifiutarci la sua grazia? &#8221; Se dunque costoro non si peritano di contraddire non tanto a noi quanto piuttosto all&#8217;Apostolo con una simile scusa, perch\u00e9 mai dovrebbe rincrescere a noi di ripetere pi\u00f9 volte loro la medesima risposta gi\u00e0 data dall&#8217;Apostolo e cio\u00e8: Chi mai sei tu, o uomo, che osi replicare contro Dio? Forse che il recipiente pu\u00f2 dire a chi lo ha plasmato: Perch\u00e9 mi hai fatto in questo modo? Forse che il vasaio non \u00e8 padrone di plasmare con la medesima massa di argilla &#8211; meritamente e giustamente condannata &#8211; un recipiente destinato ad un uso nobile &#8211; non dovuto perch\u00e9 voluto nella sua gratuita bont\u00e0 &#8211; e un recipiente destinato a un uso spregevole, dovuto perch\u00e9 voluto dalla giustizia provocata dalla collera per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso i recipienti di misericordia 81, dimostrando in tal modo quale \u00e8 il beneficio elargito loro, dal momento che i recipienti di collera riceveranno il castigo che sarebbe ugualmente dovuto a tutti? Al Cristiano che vive ancora nella fede senza vedere ancora ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, e conosce ancora parzialmente, basti per ora sapere o credere che Dio non salva nessuno se non in virt\u00f9 della sua gratuita bont\u00e0 per mezzo di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore, e non condanna nessuno se non in forza della sua giustissima verit\u00e0 per mezzo del medesimo Ges\u00f9 Cristo nostro Signore 82. Per quale motivo poi Dio salvi o non salvi uno anzich\u00e9 un altro, provi pure ad indagarlo chi pu\u00f2 scrutare l&#8217;abisso insondabile dei disegni divini, badando per\u00f2 di non precipitare nella rovina 83. Infatti potrebbe forse esserci ingiustizia in Dio? Ci\u00f2 \u00e8 inammissibile 84; poich\u00e9 imperscrutabili sono i suoi disegni e incomprensibile \u00e8 il suo modo d&#8217;agire 85.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;impenitenza finale, frutto della cattiva volont\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 24. D&#8217;altra parte solo delle persone maggiorenni pu\u00f2 dirsi con ragione: &#8221; Costoro non hanno voluto intendere per fare il bene &#8221; 86. Questi altri, cosa ancora pi\u00f9 grave, hanno inteso ma non hanno dato ascolto, poich\u00e9 come sta scritto: Un servo cocciuto non si corregge a forza di parole; anche se capir\u00e0, non ubbidir\u00e0 87. Perch\u00e9 mai non ubbidir\u00e0, se non a causa della sua pessima volont\u00e0? A lui \u00e8 dovuta una condanna pi\u00f9 grave dalla giustizia divina, poich\u00e9 da chi pi\u00f9 ha ricevuto pi\u00f9 \u00e8 richiesto 88. La Scrittura infatti dichiara che non sono scusabili coloro ai quali non \u00e8 nascosta la verit\u00e0, eppure in essi persiste l&#8217;iniquit\u00e0. La collera di Dio &#8211; dice l&#8217;Apostolo &#8211; si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e contro ogni ingiustizia degli uomini che tengono imprigionata la verit\u00e0 con l&#8217;iniquit\u00e0. Infatti quanto pu\u00f2 conoscersi di Dio \u00e8 loro manifesto, poich\u00e9 lo ha manifestato loro Dio stesso, dato che fino dalla creazione del mondo le sue perfezioni invisibili, come la sua eterna potenza e la sua divinit\u00e0, si lasciano vedere dall&#8217;intelligenza attraverso il mondo creato, per cui sono inescusabili 89.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inescusabile chi predica bene e agisce male.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 25. Se dunque l&#8217;Apostolo chiama non scusabili coloro i quali, pur avendo potuto vedere con l&#8217;intelligenza le invisibili perfezioni di Dio attraverso le opere della creazione, non hanno tuttavia dato ascolto alla verit\u00e0, ma sono rimasti iniqui ed empi &#8211; n\u00e9 si pu\u00f2 dire che non conoscessero Dio, perch\u00e9, al dire della Scrittura: Pur conoscendo Iddio, non lo hanno glorificato e ringraziato come Dio 90 &#8211; quanto meno saranno scusabili coloro i quali, istruiti nella sua Legge, hanno la presunzione d&#8217;essere guida di ciechi ed essendo maestri degli altri non sanno esserlo di se stessi? Predicano di non rubare e rubano e fanno tutte le altre azioni cui accenna l&#8217;Apostolo parlando di loro. Dice infatti loro: Tu quindi sei senza scusa, o uomo che giudichi, chiunque tu sia, poich\u00e9 giudicando gli altri tu condanni te stesso; tu stesso infatti commetti le medesime azioni che condanni 91.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conoscenza della rivelazione e responsabilit\u00e0 morale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 26. Anche il Signore stesso dice nel Vangelo: Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ora invece non hanno scusa della loro colpa 92. Ci\u00f2 non vuol dire ch&#8217;essi non avrebbero avuto alcuna colpa, dal momento ch&#8217;erano pieni di altre numerose ed enormi colpe, ma vuol farci intendere che, se egli non fosse venuto, non avrebbero avuta la colpa per cui, dopo averlo ascoltato, non gli credettero. L&#8217;Apostolo afferma ch&#8217;essi non possono avere la scusa in base alla quale potergli dire: &#8221; Noi non ti abbiamo sentito parlare e perci\u00f2 non ti abbiamo creduto &#8220;. Naturalmente l&#8217;orgoglio umano, presumendo nelle forze del libero arbitrio, si crede scusato poich\u00e9 gli sembra che il peccare sia colpa dell&#8217;ignoranza e non della volont\u00e0.<br \/>\n<strong><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peccato solo l&#8217;ignoranza volontaria della rivelazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 27. Tale \u00e8 la scusa in base alla quale la Sacra Scrittura dice che non sono scusabili tutti coloro che dimostra colpevoli di peccare consapevolmente. Il giusto giudizio di Dio per\u00f2 non risparmia neppure chi non gli ha prestato l&#8217;ascolto, poich\u00e9 quanti non hanno peccato senza la Legge, periranno ugualmente senza la Legge 93. La scusa che ad essi pare di poter addurre non \u00e8 accolta da Dio, il quale sa d&#8217;aver creato l&#8217;uomo retto 94 e d&#8217;avergli dato il precetto dell&#8217;ubbidienza e sa che il peccato, anche quello che si trasmette nei posteri non \u00e8 derivato se non dal cattivo uso del libero arbitrio. Infatti coloro che non hanno peccato, non vengono nemmeno condannati, dal momento che il peccato viene trasmesso in tutti gli uomini dall&#8217;unico progenitore, per essere uniti al quale tutti, senza eccezione, hanno peccato prima che si verificassero i peccati personali di ogni singola persona 95. Per conseguenza qualunque peccatore \u00e8 senza scusa, sia a causa della colpa originale, sia a causa di quelle aggiunte per volont\u00e0 propria, sia che conosca, sia che non conosca (la Legge), sia che giudichi, sia che non giudichi 96. Poich\u00e9 la stessa ignoranza \u00e8 senza dubbio peccato in coloro che non vollero intendere, mentre \u00e8 castigo del peccato in coloro che non ne furono capaci. Riguardo agli uni e agli altri non \u00e8 dunque giusta la giustificazione addotta, ma la riprovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conoscere e osservare la Legge \u00e8 una grazia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 28. Questo \u00e8 il motivo per cui la Sacra Scrittura dichiara inescusabili coloro che peccano non per ignoranza ma consapevolmente, affinch\u00e9 si rendano conto da se stessi d&#8217;essere inescusabili per aver seguito il criterio del proprio orgoglio, con cui ripongono troppa fiducia nelle forze della propria volont\u00e0. Poich\u00e9 non hanno pi\u00f9 scusa dell&#8217;ignoranza e non hanno ancora la giustizia, per la quale presumevano fosse bastante la volont\u00e0. Ma intanto l&#8217;Apostolo, al quale il Signore aveva concesso la grazia di conoscere e d&#8217;essere obbediente alla Legge, afferma: E&#8217; per mezzo della Legge che si ha la conoscenza del peccato 97, e ancora: Io, dice, non conobbi il peccato se non per mezzo della Legge; difatti avrei ignorato i cattivi desideri, se la Legge non avesse detto: Non desiderare 98. Quando poi afferma: Prendo gusto nell&#8217;adempiere la legge di Dio, come si conviene all&#8217;uomo interiore 99, non intende l&#8217;uomo che ignora la legge ordinatrice, ma l&#8217;uomo che ha bisogno della grazia salvatrice. Eppure, nonostante la conoscenza della Legge e il gusto di adempierla, poco dopo esclama: Me infelice! Chi mi salver\u00e0 da questo corpo di morte? La grazia di Dio per mezzo di Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore 100. Nessuno quindi pu\u00f2 salvare dalle ferite del massacratore, se non per la grazia dell&#8217;unico Salvatore. Nessuno pu\u00f2 liberare noi, i venduti a causa del peccato, dalle catene dell&#8217;oppressore, se non la grazia del Redentore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La grazia non \u00e8 dovuta per giustizia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 29. Per conseguenza tutti coloro che vorrebbero essere scusati delle loro azioni perverse e malvagie, ricevono il ben meritato castigo poich\u00e9 quelli che si salvano lo devono esclusivamente alla grazia. Se infatti la scusa addotta da loro fosse valida, ne seguirebbe che a salvarli non sarebbe pi\u00f9 la grazia ma la giustizia. Ma poich\u00e9 \u00e8 solo la grazia quella che salva, in colui ch&#8217;essa salva non trova nulla di giusto, n\u00e9 la volont\u00e0 n\u00e9 le opere n\u00e9 la stessa scusa, poich\u00e9 se questa fosse valida, chiunque se ne potrebbe servire e cos\u00ec sarebbe vero che non \u00e8 salvato dalla grazia. Ora invece sappiamo che mediante la grazia di Cristo vengono salvati anche alcuni di coloro che dicono: Perch\u00e9 dunque Dio biasima ancora? Chi mai infatti pu\u00f2 resistere alla sua volont\u00e0? 101 Se tale scusa fosse valida, essi si salverebbero non gi\u00e0 in virt\u00f9 della grazia gratuita, ma della fondatezza di tale scusa. Se invece sono salvati in virt\u00f9 della grazia, tale scusa \u00e8 certamente infondata. Infatti la genuina grazia con cui l&#8217;uomo si salva la si ha solo se non \u00e8 concessa in conformit\u00e0 di un debito di giustizia. A proposito poi di coloro che dicono: Perch\u00e9 mai Dio biasima ancora? Chi mai infatti pu\u00f2 resistere alla sua volont\u00e0? 102 non si avvera altro che quanto si legge nel libro di Salomone: La stoltezza dell&#8217;uomo perverte la sua condotta e il suo cuore si ribella contro Dio 103.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Effetti della cattiva volont\u00e0 e della grazia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. 30. Orbene, \u00e8 vero che Dio forma recipienti di collera destinati alla perdizione per mostrare il suo sdegno e manifestare la sua potenza, con la quale fa servire al bene anche i cattivi, e per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso i recipienti di misericordia 104 formati per un onore non dovuto alla massa degna solo di condanna ma largito dalla sua immensa grazia; egli tuttavia nei medesimi recipienti di collera, a causa di ci\u00f2 che merita la massa, formati per l&#8217;ignominia loro dovuta, ossia negli individui creati bens\u00ec per far risaltare i beni della natura, ma destinati al supplizio a causa dei vizi 105, egli sa condannare, non gi\u00e0 creare, l&#8217;iniquit\u00e0 che con tutta ragione \u00e8 biasimata dalla verit\u00e0. Allo stesso modo che alla volont\u00e0 di Dio \u00e8 attribuita la natura umana la quale \u00e8 da lodare senza che nessuno ne possa dubitare, cos\u00ec alla volont\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 attribuita la colpa ch&#8217;\u00e8 da condannare senza che alcuno si possa ribellare. Questa volont\u00e0 dell&#8217;uomo o ha trasmesso nei posteri il peccato ereditario che conteneva in se stessa quando peccava oppure ha procurato anche tutti gli altri peccati che ciascuno ha commessi vivendo da dissoluto nella propria individualit\u00e0. Nessuno per\u00f2 ottiene il riscatto dal peccato originale o dai peccati ch&#8217;egli accumula aggiungendo a quello le trasgressioni compiute col non capire o col non voler capire o finanche basandosi sull&#8217;insegnamento della Legge; nessuno in verit\u00e0 viene giustificato se non in virt\u00f9 della grazia di Dio per mezzo di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore 106 non solo con la remissione dei peccati, ma prima ancora con l&#8217;ispirazione della stessa fede e del timore di Dio, col ricevere in modo salvifico l&#8217;affetto e l&#8217;effetto della preghiera, finch\u00e9 non guarisca tutte le nostre malattie e non riscatti dalla corruzione la nostra vita e ci coroni dei suoi favori e della sua misericordia 107.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 solo alcuni bambini muoiono col battesimo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. 31. Ma costoro, i quali credono che Dio sarebbe parziale qualora, trovandosi gli uomini in un&#8217;unica ed identica condizione, facesse arrivare su alcuni la sua misericordia 108, mentre su altri tenesse sospesa la sua giustizia punitrice, perdono naturalmente tutte le forze del ragionare umano quando si tratta dei bambini. Per tacere per ora del castigo, parlando del quale l&#8217;Apostolo dice: Per colpa d&#8217;uno solo si \u00e8 giunti alla sentenza di condanna per tutti gli uomini, la quale pesa anche sui bambini pur se appena usciti dal seno materno, condanna dalla quale Dio non salva se non il solo, di cui il medesimo Apostolo dice: Per l&#8217;opera di giustizia d&#8217;uno solo si \u00e8 giunti alla giustificazione di vita per tutti gli uomini 109; per tacere dunque, per ora, di ci\u00f2, dir\u00f2 dei bambini solo ci\u00f2 che ammettono gli stessi avversari senza fare la minima opposizione, atterriti dall&#8217;autorit\u00e0 del Vangelo o meglio stritolati dall&#8217;accordo assolutamente unanime dei popoli cristiani nella fede, che cio\u00e8 nessun bambino pu\u00f2 entrare nel regno dei cieli se non \u00e8 rigenerato mediante l&#8217;acqua e lo Spirito 110. Qual motivo, domando io, potranno addurre per spiegare come mai uno \u00e8 trattato in modo che muoia battezzato mentre un altro, o perch\u00e9 consegnato nelle mani degli infedeli o anche dei fedeli, spira prima che lo presentino per farlo battezzare? Attribuiranno forse ci\u00f2 al destino o al caso? Non credo che vorranno giungere fino a tal punto di pazzia, se desiderano conservare appena appena il nome di Cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il mistero della grazia nella diversa sorte dei bambini.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. 32. Perch\u00e9 dunque nessun bambino pu\u00f2 entrare nel regno dei cieli senza aver ricevuto il battesimo 111? Forse perch\u00e9 si scelse genitori infedeli o negligenti da cui nascere? Cosa dire allora degli innumerevoli casi di morte improvvisa e repentina dai quali sono spesso sorpresi tanti bambini anche di genitori cristiani timorati di Dio che vengono privati del Battesimo, mentre, al contrario, dei bambini di pagani nemici di Cristo c\u00e0pitano, chiss\u00e0 come, nelle mani di Cristiani e passano da questa vita non senza il Sacramento della rigenerazione? Cosa possono rispondere a questo proposito coloro i quali sostengono che, affinch\u00e9 la grazia possa essere concessa, devono precedere le opere umane buone perch\u00e9 Dio non sia parziale 112? Quali opere buone, insomma, precedettero nel nostro caso? Se si prenderanno in considerazione quelle dei bambini, questi non ne hanno alcuna personale appartenendo essi tutti alla medesima massa. Se invece si prenderanno in considerazione le opere buone dei genitori, esse sono quelle dei genitori i cui figli morirono di morte improvvisa senza il Battesimo di Cristo, mentre cattive sono le opere di quei genitori i cui figli, per non si sa quale possibilit\u00e0 dei Cristiani, arrivarono a ricevere i sacramenti della Chiesa. Eppure la provvidenza di Dio, dal quale sono contati i nostri capelli, senza il volere del quale non cade per terra nemmeno un passero 113, provvidenza che non \u00e8 n\u00e9 dominata dal fato n\u00e9 ostacolata da alcun caso fortuito, n\u00e9 corrotta da vizio di sorta, non provvede a che tutti i bambini dei suoi figli rinascano all&#8217;eredit\u00e0 del cielo mentre provvede a ci\u00f2 in favore di alcuni anche se bambini d&#8217;infedeli. Un bambino nato da coniugi cristiani, allevato con gioia dai genitori, viene soffocato dalla madre o dalla balia nel sonno, diviene estraneo ed escluso dalla fede dei suoi cari, mentre un altro bambino, nato da genitori empi ed adulteri, viene esposto dalla madre snaturata spinta dalla paura, viene raccolto dalla piet\u00e0 di estranei mossi a compassione, viene battezzato per merito della loro sollecitudine di Cristiani e diviene membro compartecipe del regno eterno. Riflettano molto attentamente a ci\u00f2 e poi osino chiamare Dio autore di parzialit\u00e0 nel concedere la sua grazia o remuneratore di meriti precedenti 114!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inscrutabili i disegni della grazia di Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. 33. Anche se costoro si sforzeranno di supporre negli individui di et\u00e0 matura opere meritevoli di premio o di castigo, che cosa potranno dire a proposito di questi bambini, dei quali il primo per nessuna azione cattiva sua personale poteva meritare la violenza di chi lo soffocasse, n\u00e9 il secondo per alcuna azione buona poteva meritare la diligenza di chi lo battezzasse? Devono essere ben sciocchi e ciechi se, dopo aver considerato ci\u00f2, non si degneranno ancora di esclamare con noi: O abisso della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi disegni e incomprensibile il suo modo di agire! 115 Non continuino quindi a combattere il dono misericordioso della grazia di Dio con insensata ostinazione. Lascino che il Figlio dell&#8217;Uomo continui in ogni et\u00e0 a cercare e a salvare ci\u00f2 ch&#8217;era perduto 116; e non osino giudicare gli impenetrabili disegni di Dio domandandosi perch\u00e9 su uno scenda la sua misericordia e su un altro rimanga sospesa la sua giustizia punitrice, pur trovandosi l&#8217;uno e l&#8217;altro in un&#8217;unica ed identica condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 Dio am\u00f2 Giacobbe e riprov\u00f2 Esa\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 34. Che cosa mai sono costoro per replicare contro Dio, dal momento che egli, quando Rebecca aveva nel seno i due gemelli concepiti da un solo rapporto con Isacco, nostro padre 117, non essendo essi ancora nati e non avendo compiuto nulla di bene o di male, perch\u00e9 il disegno di Dio rimanesse conforme all&#8217;elezione &#8211; cio\u00e8 conforme alla scelta gratuita della sua benevolenza, e non gi\u00e0 dovuta, la scelta cio\u00e8 in virt\u00f9 della quale egli rende gli individui meritevoli d&#8217;essere scelti senz&#8217;affatto trovarli gi\u00e0 tali non in base alle opere ma in base alla pura bont\u00e0 di Colui che chiama &#8211; dal momento ch&#8217;egli a Rebecca disse che il maggiore avrebbe servito al minore 118? A conferma di questa espressione S. Paolo si serv\u00ec anche della testimonianza del profeta Malachia, vissuto molto tempo dopo i gemelli, e cio\u00e8: Ho amato Giacobbe e ho avuto in odio Esa\u00f9 119, per fare intendere che in seguito era stato spiegato dal Profeta ci\u00f2 ch&#8217;era, nella predestinazione divina, dovuto alla grazia prima che i due gemelli nascessero. Che cosa infatti avrebbe potuto Dio amare in Giacobbe prima che nascesse e facesse alcunch\u00e9 di bene, tranne il dono gratuito della sua misericordia? E che cosa Dio avrebbe potuto odiare in Esa\u00f9 prima che nascesse e facesse alcunch\u00e9 di male tranne il peccato originale? Nel primo infatti non avrebbe potuto amare alcuna azione buona che quello non aveva mai fatto e nel secondo non avrebbe potuto odiare la natura creata buona da lui stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aperta difesa della grazia in S. Paolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 35. Quando costoro si vedono stretti da tali argomenti, \u00e8 sorprendente osservare in quali precipizi vadano a gettarsi per paura di cadere nelle reti della verit\u00e0. &#8221; Il motivo per cui Dio aveva in odio l&#8217;uno e amava l&#8217;altro dei due gemelli non ancora nati &#8211; dicono &#8211; sta nel fatto ch&#8217;egli prevedeva quali sarebbero state le loro azioni &#8220;. Chi non si stupirebbe che all&#8217;Apostolo non venisse in mente un&#8217;idea cos\u00ec acuta? Egli effettivamente non ebbe quell&#8217;idea allorch\u00e9, postasi a se stesso l&#8217;obiezione mossa da un supposto avversario, non diede piuttosto una risposta cos\u00ec concisa, cos\u00ec lampante e &#8211; come pensano costoro &#8211; cos\u00ec assolutamente vera. S&#8217;era proposto infatti il quesito ch&#8217;\u00e8 oggetto di stupore: come mai riguardo a individui ancora non venuti alla luce e che non avevano compiuto alcunch\u00e9 di bene o di male si potesse affermare a ragione che Dio ama l&#8217;uno e ha in odio l&#8217;altro, dopo aver posto il quesito a se stesso, indicando l&#8217;imbarazzo dell&#8217;uditore: Che diremo dunque? dice: Forse che c&#8217;\u00e8 ingiustizia in Dio? Niente affatto! 120 Sarebbe stato allora il momento opportuno per dire quello che opinano costoro, che cio\u00e8 Dio, affermando che il maggiore sarebbe stato soggetto al minore, prevedeva le loro azioni future. L&#8217;Apostolo invece non dice questa cosa ma piuttosto, perch\u00e9 nessuno osi vantarsi dei meriti delle proprie azioni, ha voluto che le sue parole servissero a mettere in evidenza la grazia e la gloria di Dio. Avendo infatti affermato: Non ci pu\u00f2 essere la minima ingiustizia in Dio, come se gli obiettassimo: &#8221; Ma come fai a dimostrare l&#8217;asserzione che, non in virt\u00f9 delle azioni ma della volont\u00e0 di colui che chiama, \u00e8 stato detto: Il maggiore sar\u00e0 soggetto al minore 121? &#8221; S. Paolo continua e afferma: A Mos\u00e8 infatti egli dice: avr\u00f2 misericordia di colui al quale vorr\u00f2 usarla e avr\u00f2 compassione di colui al quale vorr\u00f2 dimostrarla; cosicch\u00e9 non \u00e8 merito di chi vuole o di chi corre, ma di Dio che usa misericordia 122. Dove sono dunque i meriti, dove le opere passate e future, cio\u00e8 &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; compiute o che potrebbero essere compiute con le forze del libero arbitrio? Non ha forse l&#8217;Apostolo manifestato chiaramente il suo pensiero sulla gratuit\u00e0 della grazia, qual \u00e8 la genuina grazia di Dio? Non ha forse Dio reso stolta la sapienza 123 degli eretici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che volle mostrare Paolo con l&#8217;esempio dei due gemelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 36. Di che cosa si trattava perch\u00e9 l&#8217;Apostolo affermasse ci\u00f2 ricordando l&#8217;esempio dei due gemelli? Di che cosa voleva persuaderci? Che cosa voleva inculcare? Precisamente l&#8217;opposto di ci\u00f2 che farneticano costoro, ci\u00f2 che i superbi non capiscono, ci\u00f2 che non vogliono pensare coloro i quali, ignorando la giustizia di Dio e volendo stabilire la propria, non si assoggettano a quella di Dio 124. S. Paolo si preoccupava proprio della grazia e per questo metteva tanto in risalto coloro che erano stati oggetto della promessa di Dio. Poich\u00e9 ci\u00f2 che Dio promette, lo adempie solo lui. Ora, potrebbe avere una certa parvenza di verit\u00e0 che l&#8217;uomo prometta e Dio lo faccia, ma che l&#8217;uomo affermi di fare quanto promette Dio, \u00e8 un pensiero riprovevole d&#8217;individui empi e superbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 Paolo sottolinea: da un solo amplesso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 37. Mettendo dunque in risalto coloro ch&#8217;erano nati secondo la promessa, ne mostr\u00f2 il primo rappresentante in Isacco, figlio di Abramo. In lui infatti rifulge di luce pi\u00f9 viva l&#8217;azione di Dio, poich\u00e9 nacque in modo contrario alle leggi ordinarie della natura da una madre sterile e ormai sfinita dalla vecchiaia, affinch\u00e9 fosse una prova dell&#8217;azione di Dio e non dell&#8217;uomo riguardo a coloro che erano predestinati ad essere figli di Dio: Da Isacco &#8211; dice &#8211; prender\u00e0 nome la tua discendenza; ci\u00f2 vuol dire che non (tutti) i discendenti carnali (di Abramo) saranno considerati figli di Dio, ma solo i figli della promessa. Ecco infatti i termini della promessa: In questo medesimo tempo io torner\u00f2 e Sara avr\u00e0 un figlio. E non solo questo &#8211; aggiunge l&#8217;Apostolo &#8211; ma anche Rebecca, la quale concep\u00ec i due gemelli da Isacco, nostro patriarca, con un solo rapporto 125. A quale scopo l&#8217;aggiunta: con un solo rapporto, se non perch\u00e9 Giacobbe non si vantasse non solo dei propri meriti n\u00e9 dei meriti di genitori diversi, ma nemmeno della disposizione d&#8217;animo dell&#8217;unico e medesimo padre cambiata in meglio, dicendo d&#8217;essere stato prediletto da Dio per il fatto che suo padre, allorch\u00e9 lo gener\u00f2, fosse stato pi\u00f9 lodevole per la condotta migliore. Ora la Sacra Scrittura dice: da un solo rapporto, perch\u00e9 unico fu il merito del padre rispetto alla procreazione dei due figli, unico quello della madre rispetto alla loro concezione. Poich\u00e9 anche se la madre li port\u00f2 chiusi nel suo grembo fino al momento di darli alla luce e per caso cambi\u00f2 aspirazioni e sentimenti, li cambi\u00f2 non a pr\u00f2 d&#8217;uno solo ma a pr\u00f2 di tutt&#8217;e due i figli che portava insieme nel suo seno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La causa della grazia preveniente e della dannazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 38. Bisogna quindi considerare l&#8217;intenzione dell&#8217;Apostolo, come cio\u00e8, per dare risalto alla grazia, vuole che Giacobbe, del quale nella Sacra Scrittura \u00e8 detto: Ho amato Giacobbe 126, non si vanti se non nel Signore, affinch\u00e9, dal momento che Dio ama l&#8217;uno e odia l&#8217;altro dei due gemelli concepiti nello stesso atto coniugale, dai medesimi genitori e prima che avessero compiuto alcunch\u00e9 di bene o di male, Giacobbe comprenda di essersi potuto salvare per pura grazia fra quella massa infetta del peccato originale, massa in cui vede che per giustizia merit\u00f2 d&#8217;essere condannato il fratello, col quale si trovava nella stessa condizione. Infatti, pur non essendo ancora nati, n\u00e9 avendo compiuto alcunch\u00e9 di bene o di male, affinch\u00e9 il disegno di Dio rimanesse secondo l&#8217;elezione, non in base alle opere, ma per volere di colui che chiama, fu detto alla madre che: Il maggiore avrebbe servito al minore 127.<strong><br \/>\n<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;elezione non \u00e8 dovuta a meriti precedenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 39. Lo stesso S. Paolo ci mostra assai chiaramente che nessun&#8217;opera buona \u00e8 il presupposto per ottenere la grazia, in un altro passo ove dice: Allo stesso modo anche in quest&#8217;epoca si \u00e8 formato un residuo (d&#8217;Israeliti) per scelta della grazia. Ma se ci\u00f2 \u00e8 in virt\u00f9 della grazia, non \u00e8 gi\u00e0 in virt\u00f9 delle opere, altrimenti la grazia non sarebbe pi\u00f9 dono gratuito 128. E in riferimento a questa grazia l&#8217;Apostolo, servendosi per conseguenza anche della testimonianza del Profeta, dice: Come sta scritto: Ho amato Giacobbe mentre ho odiato Esa\u00f9, e soggiunge: Che diremo dunque? C&#8217;\u00e8 forse ingiustizia in Dio? Ci\u00f2 \u00e8 inammissibile. E perch\u00e9 \u00e8 inammissibile? Forse perch\u00e9 Dio prevedeva le opere che sarebbero state compiute dai due gemelli? Tutt&#8217;altro: anche ci\u00f2 \u00e8 inammissibile. A Mos\u00e8 infatti egli dice: Avr\u00f2 misericordia di colui al quale vorr\u00f2 usarla e user\u00f2 piet\u00e0 di colui al quale vorr\u00f2 dimostrarla. Cosicch\u00e9 non \u00e8 merito n\u00e9 di chi vuole n\u00e9 di chi corre ma solo di Dio che usa misericordia 129. E affinch\u00e9 dai recipienti formati per la perdizione, dovuta a tutta la massa condannata 130 i recipienti formati per l&#8217;onore della stessa massa riconoscano il dono largito dalla misericordia di Dio, l&#8217;Apostolo aggiunge: Dice infatti (Dio) al Faraone: Ti ho suscitato proprio allo scopo di mostrare in te la mia potenza e perch\u00e9 il mio nome sia annunciato su tutta la terra. Trae infine la conclusione relativa ai due fatti dicendo: Dio dunque usa misericordia con chi vuole e fa ostinare chi gli piace 131. Cos\u00ec agisce Colui nel quale non v&#8217;\u00e8 ombra d&#8217;ingiustizia: egli pertanto usa misericordia per un suo dono gratuito e fa ostinare con piena ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ognuno si ostina per sua colpa, \u00e8 aiutato dalla grazia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. 40. Orbene l&#8217;empia presunzione del superbo e la biasimevole giustificazione del punito potr\u00e0 continuare a ripetere: Perch\u00e9 dunque Dio (ci) biasima ancora? Chi pu\u00f2 infatti opporsi alla sua volont\u00e0? 132 Dica invece ed ascolti ci\u00f2 che conviene all&#8217;uomo: Chi sei tu, o uomo, che osi replicare a Dio? e tutte le altre espressioni da me a sufficienza e sovente spiegate nei limiti delle mie possibilit\u00e0. Le ascolti e non le misconosca. Se poi le misconoscer\u00e0, pensi di non essere stato reso ostinato anche per misconoscerle; se invece non le misconoscer\u00e0 creda d&#8217;essere stato aiutato anche per tenerle nel debito conto; ma d&#8217;essere stato indurito secondo giustizia, d&#8217;essere stato aiutato solo per grazia.<br \/>\nChe cosa pu\u00f2 prevedersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. 41. Abbiamo gi\u00e0 dimostrato con quanta irragionevolezza si affermi che Dio am\u00f2 Giacobbe ed odi\u00f2 Esa\u00f9 133 perch\u00e9 sapeva in antecedenza quali azioni avrebbero compiuto i due figli del patriarca Isacco, per il fatto che vissero fino alla vecchiaia; ma anche se ci\u00f2 fosse vero, nessuno pu\u00f2 affermare che Dio preveda anche le azioni future di coloro che morranno da bambini in modo da provvedere ad uno e non ad un altro perch\u00e9 riceva il Battesimo. In qual modo infatti possono chiamarsi future le azioni che non saranno realizzate?<br \/>\nI futuribili riguardo alla grazia o alla dannazione.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. 42. &#8221; Ma &#8211; ci si obietta &#8211; Dio prevede quale sarebbe stata la condotta di coloro che porta via da questo mondo, se fossero rimasti in vita. Ecco perch\u00e9 fa morire senza Battesimo chi egli sa che sarebbe vissuto male, castigando cos\u00ec in lui le cattive azioni, non quelle compiute, ma quelle che avrebbe potuto compiere &#8220;. Se Dio dunque punisce anche le azioni cattive che non sono state compiute, consideriamo anzitutto attentamente con quanta falsit\u00e0 promettono che sfuggiranno alla dannazione i bambini che muoiono senza Battesimo; se questi non vengono battezzati perch\u00e9 sarebbero vissuti male qualora fossero vissuti, saranno senza dubbio condannati proprio per la vita cattiva, qualora si ammettesse che vengono puniti anche i peccati che si sarebbero potuti commettere. Inoltre, se Dio provvede perch\u00e9 ricevano il sacramento del Battesimo coloro che egli sa che sarebbero vissuti bene, se fossero rimasti in vita, perch\u00e9 mai non vengono conservati alla vita ch&#8217;essi potrebbero illustrare con azioni buone? E perch\u00e9 mai alcuni di coloro che vengono battezzati, col vivere a lungo finiscono col menare una pessima vita e giungono talvolta all&#8217;apostasia? perch\u00e9 mai Dio non cacci\u00f2 prima dal paradiso i primi due coniugi peccatori che certamente sapeva avrebbero peccato, affinch\u00e9 non commettessero proprio l\u00ec quel ch&#8217;era indegno di quel santo luogo, se a ragione vengono puniti anche i peccati non ancora commessi? Qual beneficio infine viene assicurato a chi viene rapito via perch\u00e9 la malizia non alteri la sua mente e la seduzione non tragga al male l&#8217;anima sua 134, se poi giustamente vengono puniti anche i peccati che non commise ma che avrebbe potuto commettere se fosse vissuto? Perch\u00e9 mai, infine, Dio non provvede, affinch\u00e9 possa ricevere il lavacro della rigenerazione 135, piuttosto a chi \u00e8 sul punto di morire e sarebbe vissuto male se fosse rimasto in vita, in modo che gli vengano rimessi nel Battesimo i peccati che avrebbe potuto commettere? Chi infatti \u00e8 tanto stupido da dire che non si possono rimettere col Battesimo i peccati che secondo lui possono essere puniti senza il Battesimo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ambiguit\u00e0 e falsit\u00e0 degli eretici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. 43. D&#8217;altra parte nel discutere contro coloro i quali, sebbene siano stati sempre confutati vittoriosamente, s&#8217;affannano tuttavia a convincere gli altri che Dio castiga i peccati anche non commessi, dobbiamo temere che si pensi che noi inventiamo contro di loro simili spropositi, e che invece non si creda affatto ch&#8217;essi siano tanto stupidi da pensare cos\u00ec o da sforzarsi di convincerne alcuno; se per\u00f2 io non li avessi uditi fare quelle affermazioni, non crederei necessario di confutarle. Sono infatti messi alle strette da ogni parte sia dall&#8217;autorit\u00e0 della Sacra Scrittura sia dal rito tramandato fino dall&#8217;antichit\u00e0 e conservato sempre immutato dalla Chiesa nel Battesimo dei bambini, col quale si dimostra con tutta evidenza che i bambini vengono liberati dalla schiavit\u00f9 del demonio sia quando vengono esorcizzati sia quando, per bocca dei padrini che li presentano, rispondono di rinunciare a Satana. In tal modo, poich\u00e9 non trovano via di scampo, vanno a precipitarsi nella stoltezza non volendo mutare la loro credenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 occorre battezzare i figli dei battezzati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. 44. Costoro poi credono davvero di fare un&#8217;obiezione assai sottile dicendo: &#8221; Ma come pu\u00f2 passare nei figli dei fedeli il peccato dei genitori che secondo la nostra ferma convinzione \u00e8 stato rimesso nel Battesimo? &#8220;. Come se per questo la generazione carnale non potesse avere ci\u00f2 che cancella la rigenerazione spirituale. O forse che, nel Battesimo sarebbe risanata in un istante l&#8217;infermit\u00e0 della concupiscenza carnale cos\u00ec come viene cancellata in un istante la colpa del peccato non per la condizione della nascita ma per la grazia della rinascita? Ecco perch\u00e9 chiunque nasce per via di questa concupiscenza anche da uno rigenerato (nel battesimo), senza dubbio essa reca danno al generato salvo che questo sia ugualmente rigenerato. Ma qualunque sia la difficolt\u00e0 inerente alla presente questione, essa non impedisce, nel campo di Cristo, agli operai di lui, che da essi vengano battezzati per la remissione dei peccati i bambini nati sia dai fedeli, sia dagli infedeli, come non \u00e8 difficile ai contadini fare in modo che mediante accurate operazioni d&#8217;innesto siano trasformati in olivi gli oleastri nati sia dagli oleastri che dagli ulivi. Se infatti a un contadino si chiedesse di rispondere per qual motivo, pur essendo l&#8217;ulivo una cosa diversa dall&#8217;oleastro, tuttavia dai semi dell&#8217;uno e dell&#8217;altro non nasce se non un oleastro 136, non per questo tralascerebbe di fare l&#8217;operazione dell&#8217;innesto sebbene non sia capace di risolvere la questione. In caso diverso, qualora reputasse che non siano altro che ulivi i virgulti dal seme dell&#8217;ulivo, la sua boriosa infingardaggine farebbe s\u00ec che tutto il suo campo divenisse una boscaglia nata da alberi funestamente improduttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La formula del battesimo produce quanto esprime.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. 45. Schiacciati dal peso della verit\u00e0 sono ricorsi ad un&#8217;altra scappatoia, ma il Signore \u00e8 veridico nelle sue parole 137 e perci\u00f2 la sua Chiesa non agisce affatto falsamente quando battezza i bambini per conferire loro la remissione dei peccati ma, purch\u00e9 si compia con fede il rito sacro, si produce senza dubbio l&#8217;effetto significato dalle parole. Orbene, quale Cristiano non riderebbe della scappatoia, per quanto astuta egli la trovi, escogitata da essi allorch\u00e9 si trovarono schiacciati dal peso di questa verit\u00e0 cos\u00ec lampante? Ecco quel che dicono: &#8221; E&#8217; vero che i bambini per bocca dei loro padrini rispondono realmente di credere nella remissione dei peccati, tuttavia non perch\u00e9 siano loro rimessi, ma perch\u00e9 credono che nella Chiesa o nel Battesimo sono rimessi a coloro nei quali si trovano dei peccati, ma non a coloro nei quali non ce ne sono &#8220;. In tal modo costoro non ammettono che &#8221; i bambini sono battezzati per avere il reale perdono dei peccati, come se in essi avvenisse proprio la remissione, poich\u00e9 sostengono che i bambini non hanno alcun peccato, ma che, pur essendo immuni da peccato, vengono tuttavia battezzati col Battesimo, col quale sono rimessi i peccati di tutti quelli che sono peccatori &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;esorcismo contro il demonio nel battesimo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. 46. Potrebbe darsi che questo scaltro sofisma sia confutato con maggior sottigliezza e acume se uno avesse tempo libero. Tuttavia alla stregua di questo loro astuto sofisma non trovano che cosa rispondere contro il fatto che i bambini vengono esorcizzati e viene soffiato sul loro volto; tali riti sono senza dubbio una farsa, se il diavolo non ha il dominio su di essi. Se invece tale dominio egli lo esercita e perci\u00f2 non sono una farsa gli esorcismi e l&#8217;atto di soffiare su di essi, mediante quale potere esercita il dominio se non mediante il peccato, essendo egli stesso il capo dei peccatori? Se quindi non hanno pi\u00f9 il coraggio e l&#8217;ardire di affermare che tali riti compiuti nella Chiesa non sono una farsa, ammettano che anche per quanto riguarda i bambini Cristo va in cerca di quello ch&#8217;era perduto; e non era perduto se non a causa del peccato ci\u00f2 che non pu\u00f2 cercarsi n\u00e9 trovarsi se non in virt\u00f9 della grazia. Ma ringraziamo Dio che, pur arzigogolando contro la remissione dei peccati affinch\u00e9 non si creda ch&#8217;essa si effettui nei bambini, tuttavia riconoscono che i bambini gi\u00e0 credono sia pure attraverso l&#8217;intenzione e la parola delle persone pi\u00f9 grandi. Come dunque ascoltano il Signore che dice: Chi non rinascer\u00e0 con l&#8217;acqua e lo Spirito Santo non entrer\u00e0 nel regno dei cieli 138, e perci\u00f2 ammettono che i bambini devono essere battezzati, cos\u00ec ascoltino lo stesso Signore quando afferma: Chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato 139; poich\u00e9 allo stesso modo che ammettono che i bambini rinascono per il ministero di quelli che li battezzano, cos\u00ec pure ammettano che credono mediante l&#8217;intenzione e la parola dei padrini che s&#8217;impegnano per loro. Osino dunque di sostenere che un innocente verr\u00e0 condannato dalla giustizia di Dio senza essere avvinto dal vincolo del peccato originale!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Studiare attentamente la Scrittura per difendere la fede.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. 47. Perdonami se questa mia lettera \u00e8 prolissa e gravosa per le tue occupazioni poich\u00e9, per scriverti queste riflessioni e, provocato dalla tua lettera indicante la tua bont\u00e0 verso di me, intrattenermi su questi argomenti con te, anch&#8217;io ho fatto violenza alle mie occupazioni interrompendole. Altri argomenti escogitati da costoro contro la fede cattolica, dei quali, per caso, verrete a conoscenza e tutte le dissertazioni che farete voi pure, con amore pieno di fede e di zelo pastorale, perch\u00e9 non portino lo sterminio tra le pecorelle deboli del Signore, fateli conoscere anche a noi. Dal turbamento che ci procurano gli eretici viene svegliato come dal sonno della pigrizia il nostro zelo affinch\u00e9 indaghiamo pi\u00f9 attentamente le Scritture con le quali poter replicare ad essi perch\u00e9 non rechino danno all&#8217;ovile di Cristo; in tal modo, in virt\u00f9 della molteplice grazia del Salvatore, Dio cambia in aiuto anche ci\u00f2 che il demonio trama a nostra rovina; poich\u00e9 tutto coopera per il bene a quelli che amano Dio 140. Possa tu vivere sempre in Dio ricordandoti di me, fratello carissimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa lettera rappresenta un magistrale sunto del teologo di Tagaste su argomenti fondamentali quali Grazia, Volont\u00e0 e Fede. Scritta a Ippona verso il 412 per confutare le argomentazioni dei Pelagiani. 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