{"id":298,"date":"2009-05-09T13:44:44","date_gmt":"2009-05-09T11:44:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ewp.netsons.org\/ewp\/?page_id=298"},"modified":"2025-04-22T10:47:02","modified_gmt":"2025-04-22T08:47:02","slug":"prefazione-allepistola-ai-romani","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/documenti\/in-cosa-credono-i-luterani\/prefazione-allepistola-ai-romani","title":{"rendered":"Prefazione all&#8217;Epistola ai Romani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questa prefazione, inserita da Lutero nella sua traduzione della Bibbia in tedesco, offre un riassunto teologico chiaro e significativo. Non a caso, l&#8217;Epistola ai Romani, come sappiamo, \u00e8 alla base di tutto il sistema teologico luterano, comprendere questa epistola \u00e8 pertanto di fondamentale importanza.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa epistola cogliamo il pensiero centrale del Nuovo Testamento, il Vangelo nella sua espressione pi\u00f9 pura. Sarebbe bene che un cristiano non imparasse soltanto l&#8217;epistola a memoria, parola per parola, ma che la meditasse continuamente come pane quotidiano dell&#8217;anima. L&#8217;epistola non pu\u00f2 mai venire letta e meditata con sufficiente attenzione. Pi\u00f9 la si legge, pi\u00f9 la riteniamo preziosa e pi\u00f9 la si gusta. Perci\u00f2 anch&#8217;io voglio renderle un servizio, per quanto Dio mi concede, e con questa prefazione introdurne la lettura, s\u00ec che ognuno la possa intendere bene. Fino ad oggi questa lettera \u00e8 stata molto oscura con commenti e ogni genere di chiacchiere, mentre essa stessa \u00e8 una luce capace di illuminare tutta la Sacra Scrittura.<br \/>\nAnzitutto dobbiamo conoscere la lingua usata nell&#8217;epistola, dobbiamo sapere che cosa san Paolo intenda con parole come legge, peccato, grazia, fede, giustizia, carne, spirito e simili, altrimenti si legge l&#8217;epistola senza trame vantaggio. La parola legge non va intesa qui in senso umano, quasi che nell&#8217;epistola venisse insegnato quali opere si debbano o non si debbano fare, come avviene nelle leggi umane, secondo le quali si cerca di adempiere la legge con opere, senza parteciparvi col cuore. Dio giudica secondo i sentimenti del cuore. Perci\u00f2 la sua legge esige la dedizione del cuore e non si appaga delle opere, e condanna le opere compiute senza dedizione del cuore, come ipocrisia e menzogna.<br \/>\nNel Salmo 116 tutti gli uomini sono detti bugiardi perch\u00e9 nessuno osserva n\u00e9 pu\u00f2 osservare la legge col cuore. Infatti nessuno trova piacere nel bene, il cuore non \u00e8 attaccato alla legge di Dio; in esso certamente signoreggiano il peccato e la meritata ira di Dio, anche se apparentemente vi sono molte opere buone e la condotta sembra onesta.<br \/>\nPerci\u00f2 san Paolo al capitolo 2 (vv.12,13) giunge alla conclusione che i Giudei sono tutti peccatori, e dice che soltanto quelli che osservano la legge sono giusti dinanzi a Dio. Con ci\u00f2 intende che nessuno con opere pu\u00f2 osservare la legge, ma piuttosto dice ai Giudei: &#8220;Tu che insegni che non si deve commettere adulterio, commetti adulterio&#8221;&#8216; (Ro. 2:22). Cos\u00ec giudicando un altro, condanni te stesso, perch\u00e9 tu che giudichi, agisci allo stesso modo. \u00c8 come se volesse dire: Tu che vivi esteriormente in modo onesto nelle opere della legge, e giudichi quelli che non vivono cos\u00ec, e sai ammaestrare ognuno, vedi la scheggia nell&#8217;occhio dell&#8217;altro, ma non scopri la trave nell&#8217;occhio tuo (Mt. 7:4-7).<br \/>\nAnche quando osservi esteriormente la legge con opere per paura di punizione o per desiderio di ricompensa, fai ogni cosa senza vero piacere e senza amore per la legge, ma piuttosto di malavoglia e per costrizione, e preferiresti agire diversamente, se non vi fosse la legge. Ci\u00f2 significa che tu sei in fondo al cuore nemico della legge. Che cosa importa che insegni agli altri a non rubare, se poi nel cuore sei un ladro, e lo saresti volentieri apertamente, se tu lo potessi? Sebbene poi anche l&#8217;opera esterna non si far\u00e0 attendere a lungo in simili ipocriti. Cos\u00ec dunque ammaestri gli altri, ma tu stesso non sai quello che insegni e neppure hai rettamente inteso la legge, perch\u00e9 essa accresce il peccato, come dice san Paolo al capitolo 5 (v. 20). Esigendo essa ci\u00f2 che l&#8217;uomo non \u00e8 in grado di compiere, lo rende maggiormente nemico della legge.<br \/>\nPerci\u00f2 egli dice al capitol\u00f2 7 : &#8220;La legge \u00e8 spirituale&#8221;(v. 14). Cosa significa? Se fosse carnale sarebbe soddisfatta con le opere. Ma \u00e8 spirituale, e nessuno la adempie se non compie ogni cosa con tutto il cuore. Nessuno, possiede un simile cuore, soltanto lo spirito di Dio pu\u00f2 crearlo. Esso rende l&#8217;uomo conforme alla legge, si che ami la legge e quindi faccia ogni cosa non pi\u00f9 per paura o costrizione, ma con tutto il cuore. Dunque la legge \u00e8 spirituale: vuole che la si ami e la si adempia con un cuore conforme allo Spirito ed esige uno spirito siffatto. Se esso non \u00e8 nel cuore, rimangono peccato, disgusto, inimicizia contro la legge, che pure \u00e8 buona e santa.<br \/>\nAbituati ora al pensiero che sono due cose diverse compiere le opere della legge e adempiere la legge. L&#8217;opera della legge \u00e8 tutto ci\u00f2 che l&#8217;uomo fa o pu\u00f2 fare per la legge con la sua libera volont\u00e0 e con le sue proprie forze. Ma siccome con tali opere rimangono nel cuore disgusto e costrizione alla legge, quelle opere sono nel loro insieme perdute e inutili. Questo intende san Paolo quando al capitolo 3 (v. 20) dice: &#8220;Mediante l&#8217;opera della legge nessun uomo diviene giusto dinanzi a Dio&#8221;. Ora tu vedi che vi sono dei disputatori scolastici e dei sofisti seduttori che insegnano a prepararsi alla grazia con opere. Come pu\u00f2 prepararsi al bene con opere chi non fa alcuna opera senza disgusto e malavoglia nel cuore? Come potrebbe piacere a Dio l&#8217;opera che viene da un cuore disgustato e svogliato?<br \/>\nCompiere la legge significa fare le opere da essa richieste &#8216;Con piacere e amore, e liberamente, vivere con piet\u00e0 e bont\u00e0 senza la costrizione della legge, come se non vi fosse alcuna legge n\u00e9 pena. Tale buona disposizione ad amare liberamente \u00e8 suscitata dallo Spirito Santo nel cuore, come dice l&#8217;apostolo Paolo al capitolo 5 (v. 15). Ma lo Spirito Santo non \u00e8 dato se non con la fede, per mezzo della fede e nella fede in Ges\u00f9 Cristo, come dice l&#8217;apostolo nell&#8217;introduzione alla sua epistola. La fede viene soltanto per mezzo della parola di Dio, ossia del Vangelo che annunzia Cristo, com&#8217;egli sia Figlio di Dio e uomo, morto e risuscitato per noi, come dice san Paolo nei capitoli 3 (v. 25), 4 (v. 25), e 10 (v. 9). Perci\u00f2 soltanto la fede giustifica, e adempie la legge. Infatti porta lo Spirito per il merito di Cristo. Lo Spirito rende il cuore volonteroso e libero, come lo vuole la legge, per cui dalla stessa fede nascono le buone opere. Questo intende l&#8217;apostolo al capitolo 3 (v. 31) dopo aver respinto le opere della legge, quasi volesse sopprimere la legge per mezzo della fede. Ma no, egli dice, noi stabiliamo la legge mediante la fede, cio\u00e8 l&#8217;adempiamo mediante la fede.<br \/>\nPeccato nella Sacra Scrittura non significa soltanto l&#8217;opera esteriore che si compie nella vita terrena, ma tutto ci\u00f2 che a un tempo si agita e spinge all&#8217;opera esteriore, il fondo del cuore con tutte le sue forze, cos\u00ec che la parola fare qui significa che tutto l&#8217;uomo cade e precipita nel peccato. La Sacra Scrittura riguarda specialmente al cuore e alla radice e sorgente principale di ogni peccato che \u00e8 l&#8217;incredulit\u00e0 nell&#8217;intimo del cuore.<br \/>\nCome la fede soltanto rende giusti e conferisce lo spirito e la volont\u00e0 per le opere buone esteriori, cos\u00ec pure pecca soltanto l&#8217;incredulit\u00e0. Essa eccita la carne e suscita il desiderio di opere malvagie esteriori, come accadde ad Adamo e a Eva nel paradiso. Genesi 3. Perci\u00f2 Cristo chiama peccato soltanto l&#8217;incredulit\u00e0, quando dice in Giovanni: &#8220;Lo Spirito condanner\u00e0 il mondo a causa del peccato, perch\u00e9 non crede in me&#8221; (Gv. 16:8,9). Perci\u00f2 prima che si facciano delle opere buone o cattive, dei frutti buoni o cattivi, vi dev&#8217;essere nel cuore fede o incredulit\u00e0, quale radice, linfa e principale forza di ogni peccato, che nella Scrittura viene chiamata anche testa del serpente o testa del drago antico, che il seme della donna. Cristo, deve tritare, come fu promesso ad Adamo in Genesi 3 (v. 15).<br \/>\nGrazia e dono sono distinti, perch\u00e9 grazia significa propriamente favore o benevolenza di Dio, che egli ci concede e per cui \u00e8 disposto a infondere in noi Cristo e lo Spirito con tutti i suoi doni, come appare evidente nel capitolo 5 (v. 15) ove \u00e8 detto della grazia e del dono in Cristo ecc. Sebbene i doni e lo Spirito crescano in noi quotidianamente e non siano ancora perfetti, s\u00ec che rimangono in noi ancora cattivi desideri e peccato, che combattono contro lo Spirito, come l&#8217;apostolo dice in Romani 7 (v. 14 e segg., 23) e Galati, 5 (v. 17), e come in Genesi, 3 (v. 15) viene annunziato l&#8217;odio fra il seme della donna e il seme del serpente, tuttavia la grazia opera tanto che noi veniamo considerati interamente e pienamente giusti dinanzi a Dio, perch\u00e9 la sua grazia non si divide n\u00e9 si spezzetta, come si fa con i doni, ma ci prende tutti completamente nel suo favore per Cristo, nostro intercessore e mediatore, e perch\u00e9 i doni hanno cominciato a essere manifestati in noi.<br \/>\nCosi si comprende il capitolo 7 (v. 8), in cui san Paolo si biasima come peccatore, mentre nel capitolo 8 (v. 1) dice che: &#8220;Non v&#8217;\u00e8 alcuna condanna per quelli che sono in Cristo&#8221;, a causa dei doni (ancora) imperfetti e dello Spirito. A causa della carne non mortificata siamo ancora peccatori. Ma perch\u00e9 crediamo in Cristo e lo Spirito ha cominciato l&#8217;opera sua in noi, Dio \u00e8 a noi tanto favorevole e pieno di grazia da non volere considerare n\u00e9 giudicare tale peccato, ma ci vuole trattare secondo la fede in Cristo, affinch\u00e9 il peccato sia distrutto.<br \/>\nFede non e quell&#8217;umana illusione e quel sogno che alcuni pensano essere fede. E se vedono che non ne deriva alcun miglioramento della vita n\u00e9 opere buone, sebbene odano parlare, e molto parlino essi stessi, di fede, cadono in errore e dicono che la fede \u00e8 insufficiente, ma \u00e8 necessario fare opere, divenire pii e santi. Di conseguenza se odono il Vangelo formulano qualche proprio pensiero nel cuore e dicono:<br \/>\n&#8220;Io credo&#8221;. Stimano che questo sia vera fede; ma siccome si tratta soltanto di un pensiero umano che l&#8217;intimo del cuore non conosce, non ha efficacia e quindi non ne deriva miglioramento alcuno.<br \/>\nLa fede \u00e8 invece un&#8217;opera divina in noi che ci trasforma e ci fa nascere di nuovo da Dio, Giovanni 1 (v. 13). Essa uccide il vecchio Adamo, trasforma noi uomini completamente nel cuore, nell&#8217;animo, nel sentire e in tutte le energie, e reca con s\u00e9 lo Spirito Santo. Oh la fede \u00e8 cosa viva, attiva, operante, potente, per cui \u00e8 impossibile che non operi continuamente il bene. Non chiede neppure se ci siano opere buone da compiere; prima che si chiedano essa le ha gi\u00e0 fatte, ed \u00e8 sempre in azione. Ma chi non compie tali opere \u00e8 uomo senza fede, va a tastoni e cerca intorno a s\u00e9 la fede e le opere, e non sa che cosa siano n\u00e9 fede n\u00e9 opere buone, eppure chiacchiera molto intorno alla fede e alle opere buone.<br \/>\nFede \u00e8 una fiducia viva e audace nella grazia di Dio, tanto certa di questa che morrebbe mille volte piuttosto che dubitarne. E una tale fiducia e conoscenza della grazia divina rende lieti, baldanzosi, e giocondi dinanzi a Dio e a tutte le creature per l&#8217;opera dello Spirito Santo nella fede. Perci\u00f2 l&#8217;uomo diviene volonteroso, senza costrizione, e lieto nel fare del bene a ognuno, nel servire ognuno, nel sopportare ogni cosa, nell&#8217;amore e nella lode di Dio che ha manifestato in lui tale grazia. \u00c8 quindi impossibile separare le opere dalla fede, come \u00e8 impossibile separare dal fuoco calore e splendore. Perci\u00f2 guardati dai tuoi falsi pensieri e dalle chiacchiere vane, che vogliono essere intelligenti, dare giudizi sulla fede e le opere buone mentre sono sommamente stolti. Chiedi a Dio che operi la fede in te, altrimenti qualunque cosa tu voglia o possa immaginare e fare, rimarrai eternamente senza fede.<br \/>\nGiustizia \u00e8 soltanto questa fede e si chiama giustizia di Dio, ossia giustizia che vale dinanzi a Dio, perch\u00e9 Dio la dona e la mette in conto di giustizia per amor di Cristo nostro Mediatore, e spinge l&#8217;uomo a dare a ciascuno ci\u00f2 che gli deve. Mediante la fede l&#8217;uomo e purificato dal peccato e trova piacere nei comandamenti di Dio. In tal modo da gloria a Dio e gli rende quello che gli deve. Serve volonterosamente agli uomini in quello che pu\u00f2, e cos\u00ec rende anche a ciascuno il dovuto. Natura, libera volont\u00e0 e le nostre forze non possono attuare questa giustizia. Poich\u00e9 come nessuno pu\u00f2 dare a s\u00e9 stesso la fede, cos\u00ec neppure pu\u00f2 togliere l&#8217;incredulit\u00e0. Come potrebbe egli togliere un solo piccolissimo peccato? Perci\u00f2 \u00e8 falsa ipocrisia e peccato tutto ci\u00f2 che avviene all&#8217;infuori della fede o nell&#8217;incredulit\u00e0, Romani, 14 (v. 23), sia pur splendido quando si voglia.<br \/>\nNon devi intendere carne e spirito come se carne fosse soltanto impudicizia, e spirito ci\u00f2 che si riferisce all&#8217;intimo del cuore. San Paolo chiama carne, come Cristo in Giovanni 3 (v. 6), ci\u00f2 che \u00e8 nato dalla carne: tutto l&#8217;uomo col corpo e con l&#8217;anima, con la ragione e tutti i sensi, perch\u00e9 tutto in lui ricerca ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 carnale. Sappi dunque chiamare carnale colui che senza grazia pensa, insegna e ciancia intorno a cose spirituali, come tu puoi apprendere dalle opere della carne, Calati, 5 (v. 20) ove san Paolo menziona anche eresie e odio come opere carnali. E in Romani, 8 (v. 3) egli dice che per mezzo della carne la legge \u00e8 resa debole, non intendendo con ci\u00f2 impudicizia, ma tutti i peccati, e specialmente l&#8217;incredulit\u00e0 che \u00e8 il vizio pi\u00f9 spirituale di tutti.<br \/>\nD&#8217;altro lato tu chiami spirituale anche colui che compie le opere pi\u00f9 materiali, come Cristo che lav\u00f2 i piedi ai discepoli, e come Pietro che andava in barca e pescava. Dunque carne \u00e8 un uomo che vive e opera interiormente ed esteriormente ci\u00f2 che giova alla carne e alla vita terrena, spirito \u00e8 invece l&#8217;uomo che vive e opera interiormente ed esteriormente ci\u00f2 che serve allo spirito e alla vita avvenire.<br \/>\nSe non intendi in tal modo queste parole, tu non capirai mai questa epistola di san Paolo, n\u00e9 alcun altro libro della Sacra Scrittura. Perci\u00f2 guardati da tutti i maestri, chiunque essi siano &#8211; e fossero pure Origene, Ambrogio, Agostino, Girolamo e altri loro pari -che usano queste parole diversamente.<br \/>\nE ora prendiamo l&#8217;epistola. Un predicatore evangelico deve anzitutto, mediante la rivelazione della legge e del peccato, riprendere tutto ci\u00f2 che non vive per lo Spirito e la fede in Cristo, affinch\u00e9 gli uomini siano condotti a conoscere s\u00e9 stessi e la propria miseria, e divengano umili e desiderino aiuto. Cos\u00ec fa pure san Paolo cominciando nel capitolo 1 a riprendere i peccati grossolani e l&#8217;incredulit\u00e0, manifesti, come lo erano i peccati dei pagani, e ancora lo sono i peccati di coloro che vivono senza la grazia di Dio, e dice: Mediante il Vangelo viene manifestata dal ciclo l&#8217;ira di Dio su tutti gli uomini, a causa della loro empiet\u00e0 e ingiustizia. Infatti anche se sanno, e ogni giorno riconoscono, che c&#8217;\u00e8 un Dio, pure la natura in s\u00e9, senza la grazia, \u00e8 tanto malvagia che non lo ringrazia n\u00e9 lo onora, ma acceca s\u00e9 stessa e cade continuamente in mali maggiori, finch\u00e9 commette idolatrie e i pi\u00f9 vergognosi peccati con tutti i vizi, e, sfacciata, li lascia impuniti anche negli altri.<br \/>\nNel capitolo 2 l&#8217;apostolo estende la condanna anche a quelli che esteriormente sembrano pii o peccano in occulto, come erano i Giudei, e sono ancora tutti gli ipocriti, che vivono senza gioia e senza amore, e nel cuore sono nemici della legge di Dio, eppure ben volentieri condannano gli altri, secondo la natura degli ipocriti che ritengono s\u00e9 stessi puri, mentre sono pieni di avarizia, di odio, di orgoglio, e di ogni lordura, Matteo, 23 (v. 25). Costoro disprezzano la bont\u00e0 di Dio, e per la loro durezza di cuore ne attirano l&#8217;ira su di s\u00e9. Perci\u00f2 san Paolo, come un buon interprete della legge, non lascia nessuno senza peccato, ma annunzia l&#8217;ira di Dio a tutti quelli che vogliono vivere bene secondo la propria natura o libera volont\u00e0, e non li fa migliori dei peccatori manifesti, anzi dice che sono ostinati e impenitenti.<br \/>\nNel capitolo 3 l&#8217;apostolo li mette tutti insieme, e dice: Gli uni e gli altri siete tutti peccatori dinanzi a Dio. I Giudei hanno avuto la parola di Dio, ma non l&#8217;hanno creduta. Tuttavia la fede in Dio e la verit\u00e0 non sono venute meno. L&#8217;apostolo cita una parola del Salmo 51 (v. 6), che Dio \u00e8 riconosciuto giusto nelle sue parole. Poi ritorna all&#8217;argomento e dimostra, anche mediante la Scrittura, che tutti sono peccatori e nessuno diventa giusto con le opere della legge, poich\u00e9 la legge \u00e8 data soltanto per fare conoscere il peccato.<br \/>\nPoi comincia a insegnare la via vera per giungere alla piet\u00e0 ed essere salvati. Dice: &#8220;Sono tutti peccatori e mancano della gloria di Dio&#8221;, ma devono essere giustificati senza merito alcuno, per la fede in Cristo che ha meritato questo per noi mediante il suo sangue, ed egli \u00e8 stato fatto per noi un trono di grazia da Dio che ci perdona tutti i peccati trascorsi. Cos\u00ec prova che soltanto la sua giustizia, comunicataci nella fede, ci pu\u00f2 salvare. Essa \u00e8 ora rivelata mediante il Vangelo, mentre nel passato era attestata dalla legge e dai profeti. Dunque la legge viene stabilita mediante la fede, anche se cos\u00ec viene abbandonata la legge con tutta la sua gloria.<br \/>\nDopo avere manifestato nei primi tre capitoli il peccato, per insegnare la via della fede, comincia nel capitol\u00f2 4 ad affrontare alcune obiezioni e pretese. In primo luogo risponde alla obiezione che fanno per lo pi\u00f9 tutti quelli che sentono come la fede giustifichi senza le opere e dicono: Non si deve fare alcuna opera buona? Cos\u00ec tiene dinanzi a s\u00e9 la figura di Abramo e si chiede: Che cosa ha fatto Abramo con le sue opere? \u00c8 stato tutto invano? Non avevano alcuna utilit\u00e0 le sue opere? E conclude che Abramo, senza opera alcuna, \u00e8 stato giustificato soltanto mediante la fede, cos\u00ec che, anche prima dell&#8217;opera della sua circoncisione, viene celebrato dalla Scrittura come uomo giustificato soltanto per la sua fede, Genesi, 15 (v. 6). Se dunque l&#8217;opera della circoncisione non ha contribuito alla sua giustizia, che pure era indicata nel comandamento di Dio come buona opera di obbedienza, non potr\u00e0 certamente nessun&#8217;altra opera buona contribuire alla giustizia. Ma, come la circoncisione di Abramo era un segno esteriore per dimostrare la sua giustizia nella fede, cos\u00ec tutte le opere buone sono segni esteriori che derivano dalla fede e provano, come frutti buoni, che l&#8217;uomo \u00e8 gi\u00e0 interiormente giusto dinanzi a Dio.<br \/>\nCos\u00ec san Paolo conferma, con un bell&#8217;esempio tratto dalla Scrittura, il suo insegnamento intorno alla fede, esposto nel capitolo 3. E cita ancora un testimone, Davide nel Salmo 32, che pure afferma che l&#8217;uomo viene giustificato senza le opere, sebbene non rimanga senza opere, quando \u00e8 giustificato. Poi estende il suo esempio a tutte le opere della legge, dicendo che i Giudei non possono essere eredi di Abramo, semplicemente a causa del sangue, e tanto meno a causa delle opere della legge, ma devono ereditare la fede di Abramo, se vogliono essere gli eredi di Abramo, poich\u00e9 egli e&#8217; stato giustificato per fede prima della legge di Mos\u00e8 e della circoncisione, ed \u00e8 chiamato padre di tutti i credenti. Inoltre la legge ha suscitato molto pi\u00f9 ira che grazia, poich\u00e9 nessuno la compie con amore e con gioia. Dall&#8217;opera della legge viene molto pi\u00f9 sdegno che grazia, perci\u00f2 soltanto la fede pu\u00f2 ottenere la grazia promessa ad Abramo. Tali esempi sono scritti per noi, affinch\u00e8 anche noi crediamo.<br \/>\nNel capitolo 5 si parla dei frutti e delle opere della fede. Essi sono pace, allegrezza, amore per Dio e per il prossimo, inoltre certezza, costanza, serenit\u00e0, coraggio e speranza nelle tribolazioni e nelle sofferenze. Infatti tutti questi frutti maturano dove la fede \u00e8 genuina, a causa della sovrabbondante benignit\u00e0 manifestataci da Dio in Cristo, che egli ha lasciato morire per noi, prima che noi potessimo supplicarlo, perch\u00e9 eravamo ancora nemici. Dunque abbiamo provato che la fede giustifica senza opera alcuna, ma non ne consegue che si debba fare nessuna opera buona, anzi non devono mancare le opere giuste, delle quali nulla sanno gli ipocriti che inventano opere proprie in cui non v&#8217;\u00e8 pace, n\u00e9 gioia, n\u00e9 certezza, n\u00e9 amore, n\u00e9 speranza, n\u00e9 costanza, n\u00e9 alcun carattere di una genuina opera cristiana e della fede.<br \/>\nPoi l&#8217;apostolo fa una interessante divagazione narrando quale sia l&#8217;origine del peccato e della giustizia, della morte e della vita, e contrappone bene Adamo a Cristo. Intende dunque dire perch\u00e9 doveva venire Cristo, quale secondo Adamo, per trasmettere a noi la sua giustizia mediante una nuova nascita spirituale nella fede, come il primo Adamo ci ha trasmesso il peccato mediante la vecchia nascita dalla carne.<br \/>\nCos\u00ec sar\u00e0 manifesto e confermato che nessuno pu\u00f2 da solo, mediante le opere, liberarsi dal peccato e pervenire alla giustizia, come \u00e8 vero che egli non pu\u00f2 da solo generarsi corporalmente. Con ci\u00f2 sar\u00e0 anche provato che la legge divina, che dovrebbe essere di aiuto, se in qualcosa potesse giovare in vista della giustizia, non soltanto \u00e8 venuta senza recare aiuto, ma ha piuttosto accresciuto il peccato, perch\u00e9 la natura peccaminosa le diviene tanto pi\u00f9 nemica e vuole soddisfare il proprio piacere, quanto pi\u00f9 la legge glielo vieta. Dunque la legge rende Cristo ancora pi\u00f9 necessario ed esige maggiore grazia per venire in aiuto alla natura umana. E ci insegna che mediante la fede non siamo liberati a tal punto dal peccato da potercene rimanere oziosi, pigri e sicuri di noi stessi, come se non vi fosse pi\u00f9 alcun peccato. Il peccato c&#8217;\u00e8. ma non viene pi\u00f9 imputato a condanna, a causa della fede che lo combatte. Perci\u00f2 abbiamo abbastanza da lottare con noi medesimi durante tutta la vita, per tenere il nostro corpo in soggezione, e mortificare i suoi piaceri e costringere le sue membra, affinch\u00e9 siano obbedienti allo Spirito e non alle proprie concupiscenze. Cos\u00ec diveniamo simili a Cristo nella sua morte e nella sua risurrezione e rendiamo compiuto il nostro battesimo (che significa pure la morte al peccato e una nuova vita nella grazia), finch\u00e9 noi, puri dal peccato anche corporalmente, risorgiamo con Cristo e abbiamo la vita eterna.<br \/>\nNoi possiamo fare questo, egli dice, perch\u00e9 non stiamo sotto la legge, ma sotto la grazia; e spiega che essere senza la legge non \u00e8 lo stesso che non avere alcuna legge e fare ciascuno quello che gli piace. Ma essere sotto la legge significa praticare le opere della legge senza la grazia, per cui il peccato signoreggia certamente mediante la legge, poich\u00e9 nessuno ama per natura la legge. E questo \u00e8 un grande peccato. Ma la grazia ci rende la legge amabile, e allora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcun peccato, e la legge non \u00e8 pi\u00f9 contro di noi, ma una sola cosa con noi.<br \/>\nLa stessa cosa vale per la libert\u00e0 dal peccato e dalla legge che l&#8217;apostolo descrive fino alla fine di questo capitolo. Si tratta di una libert\u00e0 per operare bene con piacere e per vivere onestamente senza la costrizione della legge. Perci\u00f2 questa libert\u00e0 \u00e8 una libert\u00e0 spirituale, che non sopprime la legge, ma da quello che la legge esige, cio\u00e8 piacere e amore per appagare la legge, s\u00ec che questa non abbia pi\u00f9 alcunch\u00e9 da sollecitare ed esigere. \u00c8 come se tu fossi debitore a un feudatario e non sapessi come pagare. Potresti liberarti dal debito in due modi. Primo: che egli non prenda nulla da te e strappi il suo registro; secondo: che un uomo pio paghi per te e ti dia quanto ti occorre per soddisfare il tuo creditore. A questo modo Cristo ci ha affrancati dalla legge. Non si tratta quindi di una sfrenata libert\u00e0 carnale, che non vuole fare nulla, ma di una libert\u00e0 che compie molte opere e di ogni genere, per\u00f2 \u00e8 esente da quanto la legge esige e alla legge si deve.<br \/>\nCon un esempio tratto dalla vita coniugale, l&#8217;apostolo conferma queste cose nel capitolo 7. Se il marito muore, la moglie \u00e8 libera, e i due sono completamente sciolti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Alla moglie non \u00e8 punto vietato di prendere un altro marito, anzi essa \u00e8 del tutto libera di sposare un altro, mentre non poteva farlo prima di essere sciolta da quel marito. Cos\u00ec la nostra coscienza \u00e8 vincolata alla legge sotto il vecchio uomo peccaminoso. Se questi per\u00f2 viene ucciso dallo Spirito, la coscienza \u00e8 libera, e i due sono completamente sciolti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Ci\u00f2 non vuoi dire che la coscienza non debba fare nulla, ma proprio ora essa deve dipendere da Cristo, dall&#8217;altro uomo, e portare i frutti della vita.<br \/>\nPoi l&#8217;apostolo continua a dipingere la natura del peccato e della legge, come mediante la legge il peccato prende vita e diviene vigoroso. Infatti l&#8217;uomo vecchio diviene sempre pi\u00f9 ostile alla legge, perch\u00e9 non pu\u00f2 pagare quello che la legge esige. Peccato \u00e8 la sua natura, e per se stesso non pu\u00f2 fare diversamente, perci\u00f2 la legge \u00e8 la sua morte e ogni Suo tormento. Non gi\u00e0 che la legge sia cattiva, ma la natura malvagia non pu\u00f2 tollerare il bene, non pu\u00f2 tollerare che la legge esiga da essa il bene. Come un inalato non pu\u00f2 soffrire che si esiga da lui di correre e saltare e di compiere altre azioni da persona sana.<br \/>\nPerci\u00f2 san Paolo conclude che quando si conosce bene la legge e la si intende nel modo migliore, essa non fa altro che ricordarci il nostro peccato e ucciderci per mezzo di esso, rendendoci meritevoli dell&#8217;ira eterna, come ben si apprende e si sperimenta nella coscienza, giustamente colpita dalla legge. Dunque per rendere l&#8217;uomo pio e salvo bisogna avere qualcosa di diverso e di pi\u00f9 della legge. Ma coloro che non conoscono bene la legge, sono ciechi, presuntuosi, pensano di soddisfarla abbastanza con le opere, perch\u00e9 non sanno quanto la legge esige, cio\u00e8 un cuore libero, volonteroso, lieto. Non vedono bene Mos\u00e8 con gli occhi; il velo che l&#8217;occulta rimane disteso dinanzi ai loro occhi (allusione a 2 Co. 3:12-16).<br \/>\nQuindi l&#8217;apostolo mostra come lo spirito e la carne siano in conflitto fra loro in una stessa persona. E pone s\u00e9 stesso come esempio, affinch\u00e9 impariamo a conoscere bene l&#8217;opera (uccidere il peccato in noi stessi). Chiama lo spirito e la carne una legge che, come la legge divina, stimola ed esige. Cos\u00ec anche la carne stimola ed esige e infuria contro lo spirito, e vuole soddisfare il suo desiderio. Dall&#8217;altro lato lo spirito stimola e fa valere le sue esigenze contro la carne e vuole soddisfare il suo desiderio. Questo conflitto permane in noi finch\u00e9 viviamo, nell&#8217;uno di pi\u00f9, nell&#8217;altro di meno, a seconda che \u00e8 pi\u00f9 forte lo spirito o la carne. Infatti tutto l&#8217;uomo \u00e8 spirito e carne, ed \u00e8 in conflitto con s\u00e9 stesso, finch\u00e9 non divenga tutto spirituale.<br \/>\nNel capitolo 8 l&#8217;apostolo consola questi combattenti, affinch\u00e9 questa carne non li condanni, e inoltre mostra quale sia la natura della carne e dello spirito, e come lo spirito venga da Cristo, che ci ha dato lo Spirito Santo, affinch\u00e9 ci renda spirituali e reprima la carne. E ci assicura che siamo figli di Dio, per quanto il peccato possa infuriare in noi, finch\u00e9 seguiamo lo Spirito e resistiamo al peccato per ucciderlo. Poich\u00e9 nulla \u00e8 tanto utile a stordire la carne quanto la croce e la sofferenza, ci consola nella sofferenza assistendoci con lo Spirito, l&#8217;amore e tutte le creature, perch\u00e9 lo Spirito sospira in noi e la creazione brama con noi che siamo liberati dalla carne e dal peccato. Cos\u00ec vediamo che questi tre capitoli 6, 7, 8 ci incitano a compiere l&#8217;unica opera della fede, cio\u00e8 mortificare il vecchio Adamo e sottomettere la carne.<br \/>\nNei capitoli 9, 10 e 11 l&#8217;apostolo insegna l&#8217;eterna predestinazione di Dio, dalla quale ha la sua prima origine chi deve o non deve credere, chi pu\u00f2 o non pu\u00f2 essere affrancato dal peccato, affinch\u00e9 la nostra giustificazione sia tolta dalle nostre mani e posta soltanto nella mano di Dio. Ci\u00f2 \u00e8 anche estremamente necessario, perch\u00e9 siamo tanto deboli e incerti che, se dipendesse da noi, non un sol uomo si salverebbe. Il diavolo certamente li vincerebbe tutti. Ma poich\u00e9 Dio \u00e8 certo che la sua predestinazione non verr\u00e0 meno e che nessuno gliela potr\u00e0 impedire, possiamo ancora sperare contro il peccato.<br \/>\nMa qui bisogna una buona volta colpire gli spiriti insolenti e orgogliosi, che anzitutto in questo punto vogliono fare valere la loro intelligenza e cominciano a investigare l&#8217;abisso della divina predestinazione e invano si preoccupano di sapere se sono predestinati. Essi devono rovinare s\u00e9 stessi, perch\u00e9 o vengono meno nell&#8217;animo o mettono a repentaglio la loro vita.<br \/>\nMa tu segui questa epistola nel suo ordine. Preoccupati anzitutto di Cristo e del suo Vangelo, in modo da conoscere il tuo peccato e la sua grazia. Poi combatti contro il peccato come insegnano i capitoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8. Poi, quando sei giunto al capitolo 8, sotto la croce e nella sofferenza, allora imparerai bene quanto sia consolante la predestinazione nei capitoli 9, 10, 11. Infatti senza sofferenza, croce e distretta mortale non si pu\u00f2 trattare della predestinazione senza danno e celata ira contro Dio. Il vecchio Adamo dev&#8217;essere ben morto prima che tolleri queste cose e beva il vino forte. Perci\u00f2 bada bene di non bere del vino, finch\u00e9 sei un lattante. Ogni dottrina ha la sua misura, il suo tempo e la sua et\u00e0.<br \/>\nNel capitolo 12 l&#8217;apostolo insegna il vero culto e fa tutti i cristiani sacerdoti, affinch\u00e9 offrano non denaro n\u00e9 animali, come vuole la legge, ma i loro propri corpi con la mortificazione della concupiscenza. Quindi descrive la condotta esteriore dei cristiani nella sfera spirituale, come devono insegnare, predicare, governare, servire, dare, soffrire, amare e operare verso amici, nemici e verso ogni persona. Sono opere che fa un cristiano, perch\u00e9, come ho detto, la fede non rimane oziosa.<br \/>\nNel capitolo 13 l&#8217;apostolo insegna a onorare l&#8217;autorit\u00e0 civile e a esserle obbedienti. Essa \u00e8 stata istituita, anche se non rende la gente pia davanti a Dio, affinch\u00e9 per mezzo suo i giusti possano godere pace esteriore e protezione, e i malvagi non facciano liberamente il male, senza paura e in tutta tranquillit\u00e0. Perci\u00f2 la devono onorare pure le persone pie, anche se esse non ne avrebbero bisogno. Infine comprende tutto nell&#8217;amore e conclude con l&#8217;esempio di Cristo, affinch\u00e8 come egli ha agito verso di noi, anche noi agiamo similmente e lo seguiamo.<br \/>\nNel capitolo 14 insegna a condurre bene nella fede le coscienze deboli e ad avere riguardo per esse, a non usare la libert\u00e0 cristiana a detrimento dei deboli, ma in modo da aiutarli. Infatti dove non si fa questo, sorgono contese, con il conseguente disprezzo per il Vangelo, e tutte le difficolt\u00e0. \u00c8 meglio cedere in qualche cosa ai deboli, finch\u00e9 siano divenuti forti, piuttosto che perdere interamente la dottrina del Vangelo. Questa \u00e8 un&#8217;opera speciale dell&#8217;amore, che anche adesso \u00e8 necessaria, perch\u00e9 col mangiare carne e altre libert\u00e0 si diviene sfacciati e rozzi, si offendono, senza necessit\u00e0, le coscienze deboli prima che siano pervenute alla conoscenza della libert\u00e0.<br \/>\nNel capitolo 15 presenta Cristo come esempio, affinch\u00e8 noi pure sopportiamo i deboli che facilmente cadono in peccati manifesti o hanno cattivi costumi. Non li dobbiamo respingere, affinch\u00e8 anch&#8217;essi possano migliorare. Infatti Cristo ha fatto cos\u00ec con noi, e ancora fa cos\u00ec ogni giorno, tanto che porta molti nostri vizi e cattivi costumi, oltre a ogni genere di imperfezioni, e ci aiuta continuamente. Infine l&#8217;apostolo prega per i cristiani di Roma, li loda e li raccomanda a Dio. E mostra il suo ministero e la sua predicazione e chiede loro con delicatezza un&#8217;offerta per i poveri di Gerusalemme, ed \u00e8 puro amore ci\u00f2 ch&#8217;egli dice e tratta.<br \/>\nL&#8217;ultimo capitolo \u00e8 un capitolo di saluti; ma vi inserisce una nobile esortazione a guardarsi dalle dottrine umane che si insinuano nella dottrina evangelica e provocano scandalo. Proprio come se avesse previsto con certezza che da Roma e per mezzo dei Romani sarebbero venuti i Canoni e le Decretali che traggono in errore e tutta la farragine di leggi e di comandamenti umani che oggi sommergono il mondo intero, e hanno soppresso questa epistola e tutta la Sacra Scrittura insieme allo Spirito e alla fede, s\u00ec che nulla ne \u00e8 rimasto all&#8217;infuori dell&#8217;idolo, il ventre, i cui servitori san Paolo qui riprende. Dio ci liberi da loro. Amen.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa epistola troviamo dunque in misura ricchissima ci\u00f2 che un cristiano deve sapere, cio\u00e8 che cosa sia legge, Vangelo, peccato, pena, grazia, fede, giustizia, Cristo, Dio, buone opere, amore, speranza, croce. E ci viene detto come dobbiamo condurci verso ognuno, sia pio che peccatore, forte o debole, amico o nemico, e verso noi medesimi. Inoltre tutto \u00e8 motivato con le Scritture, provato con esempi di s\u00e9 (Paolo) stesso e dei profeti, s\u00ec che non si pu\u00f2 desiderare di pi\u00f9. Sembra che san Paolo abbia voluto riassumere in questa epistola tutto l&#8217;insegnamento cristiano ed evangelico e dare una introduzione a tutto l&#8217;Antico Testamento. Infatti non v&#8217;\u00e8 dubbio che colui, il quale ritiene in cuore questa epistola, ha per s\u00e9 la luce e la forza dell&#8217;Antico Testamento. Perci\u00f2 ogni cristiano abbia familiarit\u00e0 con essa e continuamente la mediti. Dio ci conceda a tal fine la sua grazia. Amen.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa prefazione, inserita da Lutero nella sua traduzione della Bibbia in tedesco, offre un riassunto teologico chiaro e significativo. Non a caso, l&#8217;Epistola ai Romani, come sappiamo, \u00e8 alla base di tutto il sistema teologico luterano, comprendere questa epistola \u00e8 pertanto di fondamentale importanza. 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