{"id":1241,"date":"2012-04-16T10:59:53","date_gmt":"2012-04-16T08:59:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/?p=1241"},"modified":"2012-04-16T11:04:51","modified_gmt":"2012-04-16T09:04:51","slug":"dieter-kampen-kenosis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/1241","title":{"rendered":"Dieter Kampen: Kenosis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il testo qui di seguito riprodotto \u00e8 un estratto, leggermente adattato, del nuovo libro \u201cIntroduzione all&#8217;etica luterana\u201d, uscito recentemente di cui troverete gli estremi bibliografici alla fine.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1242\" style=\"border-width: 5px; border-color: black; border-style: solid;\" title=\"Kampen etica\" src=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Z27B5_Bollut_063_Foto_kampen_etica.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Z27B5_Bollut_063_Foto_kampen_etica.jpg 200w, https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Z27B5_Bollut_063_Foto_kampen_etica-180x300.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Nel suo \u201cSermone della duplice giustizia\u201d del 1519 Lutero descrive due tipi di giustizia. La prima giustizia \u00e8 quella aliena che si trova in Cristo e alla quale partecipiamo per fede. La seconda \u00e8 quella che noi realizziamo nella nostra vita, diventando sempre pi\u00f9 simili a Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLutero sviluppa questo pensiero della seconda giustizia soprattutto a partire da Filippesi 2,5:\u00a0\u201cAbbiate in voi lo stesso sentimento che \u00e8 stato anche in Cristo Ges\u00f9\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui dovremmo prevenire possibili fraintendimenti. Seguire Cristo come esempio non significa necessariamente agire in tutto come Ges\u00f9: Ad es. non \u00e8 necessario portare sandali o essere poveri perch\u00e9 queste sono cose contingenti e non si adattano quindi a tutte le situazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 poi possibile fonte di fraintendimento esaltare le qualit\u00e0 superiori di Ges\u00f9. Ci sono p.es. chiese che predicano Cristo come esempio per quanto riguarda la sua predicazione efficace o la sua capacit\u00e0 di operare guarigioni. I seguaci vengono quindi esortati ad essere forti e superiori agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se invece guardiamo il testo biblico vediamo che prosegue :\u00a0Cristo Ges\u00f9, 6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non consider\u00f2 l&#8217;essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 7 ma spogli\u00f2 se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 trovato esteriormente come un uomo, umili\u00f2 se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. (Traduzione TILK)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo una parola greca usato nel testo si pu\u00f2 qualificare l&#8217;atteggiamento di Cristo come Kenosis. Kenosis indica l&#8217;auto-abbassamento, lo spogliarsi di tutti i propri poteri. Questo \u00e8 lo spirito che Lutero intende quando parla di Cristo come exemplum. Lutero intende la stessa cosa, quando nel suo scritto \u201cLa libert\u00e0 del cristiano\u201d afferma come una delle due tesi principali che\u00a0\u201cIl cristiano \u00e8 un servo zelante in ogni cosa, e sottoposto ad ognuno.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cristiano raggiunge questo spirito di servizio, quando muore insieme a Cristo, quando muore a se stesso, cio\u00e8 quando pu\u00f2 dire con l&#8217;Apostolo Paolo: \u201cAdesso non vivo pi\u00f9 io, ma Cristo in me.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cristo \u00e8 morto, affinch\u00e9 noi potessimo vivere. Cristo si \u00e8 reso debole, affinch\u00e9 noi potessimo diventare forti. In questo senso anche noi dovremmo essere dei \u201cCristi\u201d per il nostro prossimo: non nel senso che lo dovremmo salvare, perch\u00e9 ci\u00f2 pu\u00f2 soltanto Ges\u00f9 Cristo, ma nel senso che noi dobbiamo servirlo e renderci deboli, affinch\u00e9 il nostro prossimo possa diventare forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito di Cristo \u00e8 radicalmente opposto a tutti quei cristiani che ritengono di essere superiori ai non cristiani \u2013 e questo vale anche per la morale. Non siamo forti per metterci al di sopra degli altri e neanche al di sopra dei peccatori, ma per servire loro e per renderli forti, cos\u00ec come Dio dimostra la sua giustizia non giudicandoci, ma rendendoci giusti, la sua potenza non distruggendoci, ma rendendoci forti ecc.<br \/>\nNon \u00e8 da sottovalutare questo concetto nel pensiero di Lutero. Infatti quando da vecchio (1545) descrive la sua scoperta riformatoria che, come dice, gli apr\u00ec le porte al paradiso, la descrive come la scoperta che la giustizia di Dio si manifesta non nel giudizio, ma rendendoci giusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre meditavo giorno e notte ed esaminavo il concatenamento delle parole seguenti: La giustizia di Dio \u00e8 rivelata in esso (cio\u00e8 nell\u2019evangelo) da fede a fede come \u00e8 scritto: il giusto vivr\u00e0 per fede, cominciai a capire che la giustizia di Dio \u00e8 quella per la quale il giusto vive per il dono di Dio, cio\u00e8 per la fede, e che la giustizia di Dio significa qui la giustizia che Dio dona, per mezzo della quale il giusto \u201cvive\u201d, se ha fede. Il senso della frase \u00e8 dunque questo: l\u2019evangelo ci rivela s\u00ec la giustizia di Dio, ma la giustizia passiva, per mezzo della quale Dio, nella sua misericordia, ci giustifica mediante la fede, come \u00e8 scritto: il giusto vivr\u00e0 per fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto mi sentii rinascere, e mi parve che si spalancassero per me molte porte del paradiso. Cominciai a percorrere le Scritture, e notai altri termini che si dovevano spiegare in modo analogo: l\u2019opera di Dio, cio\u00e8 l\u2019opera che egli compie in noi; la potenza di Dio, mediante la quale egli ci d\u00e0 forza; la salvezza, la gloria di Dio. (Traduzione: Anna Belli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui ci troviamo quindi al nucleo del pensiero teologico e morale di Lutero. Se Dio mostra le sue qualit\u00e0 mediante ci\u00f2 che opera in noi, anche il cristiano mostra le sue qualit\u00e0 mediante ci\u00f2 che opera negli altri. Non \u00e8 buono quel cristiano che \u00e8 moralmente superiore agli altri, ma colui che ispira gli altri a una vita morale. Non \u00e8 forte chi riesce a dominare gli altri, ma colui che riesce a rendere forti i deboli. Non \u00e8 ricco chi si pu\u00f2 comprare un\u2019automobile grossa e lussuosa, ma colui che riesce a sfamare gli affamati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong>Dieter Kampen,\u00a0<em>Introduzione all\u2019etica luterana<\/em>, Editrice Claudiana, Torino 2012,\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.claudiana.it\/\">www.claudiana.it<\/a><\/span>, pp. 92,\u00a0Piccola collana moderna 141,\u00a0f.to cm 12 x 20,\u00a0codice isbn 978-88-7016-889-1<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo qui di seguito riprodotto \u00e8 un estratto, leggermente adattato, del nuovo libro \u201cIntroduzione all&#8217;etica luterana\u201d, uscito recentemente di cui troverete gli estremi bibliografici alla fine. Nel suo \u201cSermone della duplice giustizia\u201d del 1519 Lutero descrive due tipi di giustizia. La prima giustizia \u00e8 quella aliena che si trova in Cristo e alla quale partecipiamo per fede. 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