{"id":1461,"date":"2015-12-11T13:54:51","date_gmt":"2015-12-11T11:54:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/?p=1461"},"modified":"2025-04-22T09:53:28","modified_gmt":"2025-04-22T07:53:28","slug":"cui-prodest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/1461","title":{"rendered":"CUI PRODEST?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">di Giorgio Ruffa<\/p>\n<hr \/>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>En voyant l\u2019aveuglement et la mis\u00e8re de l\u2019homme, en regardant tout l\u2019univers muet et l\u2019homme sans lumi\u00e8re abandonn\u00e9 \u00e0 lui\u2011m\u00eame, et comme \u00e9gar\u00e9 dans ce recoin de l\u2019univers sans savoir qui l\u2019y a mis, ce qu\u2019il y est venu faire, ce qu\u2019il deviendra en mourant, incapable de toute connaissance, j\u2019entre en effroi comme un homme qu\u2019on aurait port\u00e9 endormi dans une \u00eele d\u00e9serte et effroyable, et qui s\u2019\u00e9veillerait sans conna\u00eetre et sans moyen d\u2019en sortir.<\/em> (Blaise Pascal, <em>Pens\u00e9es<\/em>, 393)<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<figure id=\"attachment_5102\" aria-describedby=\"caption-attachment-5102\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5102\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Lorenzo_Lotto.jpg\" alt=\"Lorenzo Lotto, Nativit\u00e0, 1523.\" width=\"300\" height=\"388\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5102\" class=\"wp-caption-text\">Lorenzo Lotto, Nativit\u00e0, 1523.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A chi giova?<\/strong> In questi giorni, al solito, si sentono le consuete notizie su scuole ed istituzioni che &#8220;vieterebbero&#8221; rappresentazioni a carattere religioso, legate alle correnti festivit\u00e0, per &#8220;amore&#8221; di laicit\u00e0 o per &#8220;presunto&#8221; rispetto verso chi la pensa diversamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si vorrebbe, in questo modo, proteggere (perch\u00e9 poi, non si sa&#8230; si reputa forse che la gente non sia in grado di pensare con la propria testa?) il credo, o il non credo, diverso di altre persone. Per quanto riguarda alcuni non credenti non ne comprendiamo il livore, visto che questi simboli non comunicano nulla a loro (sembra, a pensar male, che dia molto fastidio che altri ci credano). Per quanto riguarda la seconda religione, l&#8217;Islam, con cui, nei fatti, dobbiamo confrontarci non ne vedo le cesure insormontabili. Chiaramente fini e strutture dogmatico-teologiche sono lontane, ma piene di punti in comune. Sicuramente l&#8217;Islam (quello vero, non le estremizzazioni) vive in modo molto pi\u00f9 serio e profondo la propria fede rispetto al mondo cristiano occidentale e, forse, scandalizza la nostra mancanza di fede, piuttosto che la nostra la testimonianza di fede. La divinit\u00e0 dell&#8217;Occidente, purtroppo, \u00e8 Mammona, inutile negarlo&#8230; chi vive oggi il Natale meditando sui valori cristiani pi\u00f9 intimi e spirituali? E chi lo fa, spesso rischia persino di essere minimizzato o considerato un &#8220;bigotto&#8221;&#8230; o per lo meno un &#8220;anticonformista&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando all&#8217;Islam, dal punto di vista culturale per i musulmani la Nativit\u00e0 non \u00e8 certo una immagine estranea. Leggiamo un passo dal Corano: \u00ab<em>45. Quando gli angeli dissero: \u201cO Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome \u00e8 il Messia, Ges\u00f9 figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell&#8217;Altro, uno dei pi\u00f9 vicini. 46. Dalla culla parler\u00e0 alle genti e nella sua et\u00e0 adulta sar\u00e0 tra gli uomini devoti\u201d. 47. Ella disse: \u201cCome potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?\u201d. Disse: \u201c\u00c8 cos\u00ec che Allah crea ci\u00f2 che vuole: &#8220;quando decide una cosa dice solo Sii&#8221;, ed essa \u00e8. 48. E Allah gli insegner\u00e0 il Libro e la saggezza, la Tor\u00e2h e il Vangelo. 49. E [ne far\u00e0 un] messaggero per i figli di Israele [che dir\u00e0 loro]: In verit\u00e0, vi reco un segno da parte del vostro Signore. Plasmo per voi un simulacro di uccello nella creta e poi vi soffio sopra e, con il permesso di Allah, diventa un uccello. E per volont\u00e0 di Allah, guarisco il cieco nato e il lebbroso, e resuscito il morto. E vi informo di quel che mangiate e di quel che accumulate nelle vostre case. Certamente in ci\u00f2 vi \u00e8 un segno se siete credenti!<\/em>\u00bb (Sura III, \u00c2l &#8216;Imr\u00e2n &#8211; La Famiglia di Imran).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poche righe, con parole quasi simili a quelle dei Vangeli, viene riassunta la figura di Ges\u00f9 come profeta: chiaramente \u00e8 omessa la funzione messianica e la sua divinit\u00e0 (qualcosa del genere si verific\u00f2 anche nel cristianesimo delle origini con l&#8217;interpretazione data dal Nestorianesimo) in quanto non contemplata nella teologia islamica. Lo &#8220;scandalo&#8221; potrebbe essere dato dalla rappresentazione &#8220;sacra&#8221;, che, come sappiamo, \u00e8 proibita per i musulmani? Ne abbiamo mai parlato chiaramente con dei musulmani devoti? Sono davvero cos\u00ec sensibili? Insomma, siamo sicuri che il problema, alla fin fine, sia proprio di carattere teologico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle obiezioni dei sostenitori della laicit\u00e0 \u00e8 che una societ\u00e0 laica non dovrebbe dare occasione di contrasto tra le diverse visioni del mondo, ma cos\u00ec si rischia di soffocarle: la \u201c<strong>laicit\u00e0<\/strong>\u201d, secondo il cardinale Ravasi, risponde al \u00abrendete a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare\u00bb, mentre il \u201c<strong>laicismo<\/strong>\u201d vorrebbe elidere o reprimere il \u00abrendete a Dio ci\u00f2 che \u00e8 di Dio\u00bb. Sulla laicit\u00e0 ne ha parlato anche Claudio Magris su <em>Il Corriere della Sera<\/em>, sottolineando che alcuni \u00abcontinuano a usare scorrettamente questo termine come se significasse l\u2019opposto di fede e come sinonimo di ateismo o di agnosticismo\u00bb e aggiungendo che i laicisti usano \u00abuna supponenza che mette all\u2019indice di una pretesa arretratezza ogni voce dissenziente\u00bb. Ma fermiamoci qui su questo argomento, che sicuramente \u00e8 trattato pi\u00f9 analiticamente da altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendiamo il nostro discorso. Appurato che per i musulmani il Natale non \u00e8 una festa e che le rappresentazioni &#8220;potrebbero&#8221; non essere gradite, dobbiamo chiederci: ma <strong>che cosa \u00e8 per gli occidentali<\/strong>, non dico cristiani per non restringere la questione,<strong> il Natale<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un noto comico italiano nei giorni scorsi ha espresso un suo pensiero in forma ironica: <strong>cosa festeggiamo, un panciuto signore finlandese, che guida una slitta trainata da renne e vestito dalla Coca-Cola<\/strong>\u00a9? <strong>E Ges\u00f9, dove \u00e8? Chi non vogliamo invitare alla festa? Il festeggiato?<\/strong> Del resto anche la dicitura americana <strong>Xmas<\/strong> pi\u00f9 che una abbreviazione con un <em>chi <\/em>(<strong>\u03c7<\/strong>) greco (i cristiani ellenisti abbreviavano il nome Cristo -\u03a7\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u03cc\u03c2- nel monogramma \u03a7\u03a1,<em> chi-ro<\/em> \u2627), sembra una esclusione. A questo punto c&#8217;\u00e8 da chiedersi se dietro alla declamata laicit\u00e0 non ci sia il tentativo atavico del &#8220;laicismo&#8221; di estromettere Ges\u00f9 dalla storia. Non mi riferisco alla storia dei credenti, ma a quella di tutta la civilt\u00e0 occidentale, che, nel bene o nel male, ha costruito tutto ci\u00f2 che che ci circonda e siamo. Un noto critico d&#8217;arte, nel contesto dell&#8217;influenza culturale, ha affermato che il bello che ci circonda lo dobbiamo al cristianesimo nel suo tentativo di comunicare una luce di speranza, di uscita, da un mondo di tenebre (<em>ex tenebris lux<\/em>). Qui mi ricollego alla citazione di Pascal che ho anteposto all&#8217;articolo che, tradotta, dice questo: \u00ab<em>Nel vedere l\u2019accecamento e la miseria dell\u2019uomo, nel considerare tutto l\u2019universo muto, e l\u2019uomo senza luce, abbandonato a se stesso, e come smarrito in quest\u2019angolo dell\u2019universo, senza sapere chi ve lo abbia messo, cio\u00e8 che vi \u00e8 venuto a fare, cosa diventer\u00e0 morendo, incapace di ogni conoscenza, comincio a provare una grande paura, come un uomo che sia stato portato addormentato in un\u2019isola deserta e spaventosa e che si svegliasse senza sapere dove si trova e senza mezzi per uscirne<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo abbandonato nel <em>non senso<\/em>, nella <em>non conoscenza<\/em> \u00e8 un essere miserevole in balia degli istinti e votato alla morte, anch&#8217;essa vissuta come un tragico enigma. Ma non \u00e8, come in Heidegger, una morte che da senso alla vita, ma un che di insensato. Le tanto bistrattate religioni, hanno cercato di dare un perch\u00e9 ed un senso alle cose. Lo stesso vale, se vogliamo, per tutte le scienze umane, che via via si son venute caratterizzando a partire dalla primordiale domanda sull&#8217;origine (\u1f00\u03c1\u03c7\u03ae) delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religione cristiana irrompe nella gnoseologia greca con un versetto pesante come un macigno, vista la sua pregnanza teoretica: \u00ab\u1f18\u03bd \u1f00\u03c1\u03c7\u1fc7 \u1f26\u03bd \u1f41 \u03bb\u03cc\u03b3\u03bf\u03c2\u00bb (in Principio era il Verbo ). Possiamo pure essere non credenti, ma il peso del cristianesimo nella crescita intellettuale dell&#8217;Occidente \u00e8 innegabile e preponderante. Del resto, persino il pensiero ateo come sarebbe potuto nascere senza la negazione di Dio? Ma il buon Spinoza ci insegna pure che \u00ab<em>omnis determinatio est negatio<\/em>\u00bb (nel senso che ogni cosa in quanto esiste \u00e8 negazione di qualcos&#8217;altro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religione nella sua forma pi\u00f9 astratta \u00e8 scienza, ossia teologia, e rappresenta un fondamentale momento di indagine sull&#8217;uomo e sul suo mondo, senza nulla togliere alle altre scienze. Tutti i cammini di conoscenza sono leciti e non debbono necessariamente essere in competizione o addirittura in conflitto. La teologia, poi, si \u00e8 espressa nell&#8217;arte figurativa, nella musica e persino nella matematica, come non pensare, ad esempio, al culmine teologico-musicale-matematico rappresentato da Johann Sebastian Bach (1685-1750). Ma di questi collegamenti ne potremmo fare a migliaia. Oltre alle immagini, per concludere con gli esempi, non sarebbe neppure pensabile la nostra letteratura, innegabilmente influenzata dal testo biblico e dai classici greco-latini. Rapporto magari non sempre idilliaco, ma assolutamente indissolubile. Voler, insomma, comprendere la produzione artistica dell&#8217;Occidente al di fuori del testo biblico e della religione \u00e8 sciocco oltre che intellettualmente errato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5119\" aria-describedby=\"caption-attachment-5119\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5119\" src=\"https:\/\/old.istitutobrunofranchetti.edu.it\/giornalino\/wp-content\/Primi_Presepi.jpg\" alt=\"La pi\u00f9 antica raffigurazione della Nativit\u00e0, catacombe di Priscilla (Roma II-IV sec.).\" width=\"300\" height=\"226\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5119\" class=\"wp-caption-text\">La pi\u00f9 antica raffigurazione della Nativit\u00e0, catacombe di Priscilla (Roma II-IV sec.).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo parlato di &#8220;Occidente&#8221;, ma \u00e8 chiaro, anzi lapalissiano, che tale discorso vale le &#8220;religioni del libro&#8221; (Cristianesimo, Ebraismo, Islam), come per tutte le altre religioni che hanno costruito una civilt\u00e0. Il problema che si pone, pertanto, \u00e8 di confronto tra le civilt\u00e0. Partendo dal semplce schema dialettico il tutto si fonda nel classico movimento<em> tesi, antitesi e sintesi<\/em>. E&#8217; chiaro che le due tesi in rapporto debbano essere conosciute, chiare ed evidenti&#8230; altrimenti il processo si blocca sul nascere, in quanto manca l&#8217;identit\u00e0 netta e distinta da porre in relazione. Il tutto si riassume in una parola pi\u00f9 volte evocata: conoscenza. Dante disse bene: \u00abfatti non foste a viver come bruti,\/ma per seguir virtute e canoscenza\u00bb (Inferno XXVI,119.120). Senza conoscenza viviamo la situazione pascaliana, sovracitata, dell\u2019uomo senza luce, abbandonato a s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vi pare che le polemiche di questi giorni siano state basate sulla conoscenza?<\/strong> No, purtroppo, a trionfare \u00e8 una crassa ignoranza, che risulta ancora pi\u00f9 insopportabile se alimentata ad arte da convenienze politiche o pseudoculturali. Pertanto alla domanda iniziale, se la problematica fosse di carattere teologico, che cosa possiamo rispondere se non che non si conosce neppure la teologia pi\u00f9 elementare? Elementare nel senso di una rappresentazione immediata, come pu\u00f2 essere un&#8217;immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti si sono elevati a paladini delle tradizioni, ma queste hanno un senso se sono vive. Chi sta uccidendo le nostre tradizioni? L&#8217;Islam? Non credo, penso si tratti piuttosto di un suicidio epocale che l&#8217;Occidente sta perpetrando nei suoi confronti da decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>confronto<\/strong>, questo \u00e8 il nocciolo del problema, sar\u00e0 possibile solo se la nostra identit\u00e0 verr\u00e0 salvaguardata e vissuta. Non \u00e8 negando noi stessi che possiamo entrare in relazione con l&#8217;altro, senza dimenticare che la relazione \u00e8 reciproca e quindi anche gli altri devono essere disposti al confronto senza rinunciare alla propria identit\u00e0. Ripeto, d&#8217;altra parte, non si tratta di essere credenti, anzi, questo paradossalmente potrebbe essere un aspetto secondario, ma di essere coscienti della propria cultura e di come siamo arrivati fino a qua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al filosofo francese Bernardo di Chartres (XII sec.) viene attribuito il celebre motto \u00ab<em>nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes<\/em>\u00bb (siamo come nani sulle spalle di giganti), a dimostrare che senza rispettare il lavoro di chi ci ha preceduto siamo destinati, intellettualmente, ad avere una vista ridotta, come l&#8217;immagine di Bernardo sottolinea: \u00ab<em>ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea<\/em>\u00bb (cos\u00ec che possiamo vedere pi\u00f9 cose di loro e pi\u00f9 lontane, non certo per l&#8217;acume della vista o l&#8217;altezza del nostro corpo, ma perch\u00e9 siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti). Questo lavoro, lo possiamo chiamare tradizione o come volete, ma il concetto si reitera, l&#8217;ignoranza risulta foriera di tristi coseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unica arma invincibile \u00e8 la cultura, la conoscenza e lo spirito critico. Una cultura, per\u00f2, non tesa a discriminare, ma a riunire in una comprensione reciproca, quasi mistica se pensiamo al termine latino<em> comprehensio<\/em>&#8230; un abbraccio della totalit\u00e0, sicuramente utopico, ma che dovrebbe essere il limite, quasi in senso matematico, a cui l&#8217;uomo tende nel suo cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera libert\u00e0, quindi, sarebbe quella di poter esprimere il proprio credo liberamente (diritto costituzionale, ricordiamolo, nel nostro paese) senza barriere costruite per malcelati fini ben lontani dalla libert\u00e0 civile dell&#8217;uomo. Un presepe esposto <span style=\"text-decoration: underline;\">con spirito cristiano<\/span> pu\u00f2 essere offensivo? Se la risposta fosse affermativa allora significa non conoscere i valori cristiani, quindi rimandiamo al tema della conoscenza. Al massimo potrebbe essere non compreso (bisogna conoscere), ma in questo caso perch\u00e9 dovrebbe scandalizzare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudo, augurando a tutti un meditato e sereno periodo natalizio, con un altro pensiero di Pascal \u00ab377. L&#8217;uomo \u00e8 solo una canna, la pi\u00fa fragile della natura; ma una canna che pensa. Non occorre che l&#8217;universo intero si armi per annientarlo; un vapore, una goccia d&#8217;acqua bastano a ucciderlo. Ma, quand&#8217;anche l&#8217;universo lo schiacciasse, l&#8217;uomo sarebbe pur sempre pi\u00fa nobile di quel che lo uccide, perch\u00e9 sa di morire, e la superiorit\u00e0 che l&#8217;universo ha su di lui; mentre l&#8217;universo non ne sa nulla.<strong> Tutta la nostra dignit\u00e0 sta, dunque, nel pensiero. In esso dobbiam cercare la ragione di elevarci, e non nello spazio e nella durata, che non potremmo riempire. Lavoriamo, quindi, a ben pensare: ecco il principio della morale<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giorgio Ruffa En voyant l\u2019aveuglement et la mis\u00e8re de l\u2019homme, en regardant tout l\u2019univers muet et l\u2019homme sans lumi\u00e8re abandonn\u00e9 \u00e0 lui\u2011m\u00eame, et comme \u00e9gar\u00e9 dans ce recoin de l\u2019univers sans savoir qui l\u2019y a mis, ce qu\u2019il y est venu faire, ce qu\u2019il deviendra en mourant, incapable de toute connaissance, j\u2019entre en effroi comme un homme qu\u2019on aurait [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1374,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teol"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1461"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1814,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461\/revisions\/1814"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}