{"id":1486,"date":"2025-04-16T10:54:47","date_gmt":"2025-04-16T08:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/?p=1486"},"modified":"2025-04-23T17:46:05","modified_gmt":"2025-04-23T15:46:05","slug":"maria-e-i-suoi-dogmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/1486","title":{"rendered":"La figura di Maria, da un punto di vista evangelico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">Articolo pubbblicato anche su <a href=\"https:\/\/panodyssey.com\/it\/article\/cultura\/la-figura-di-maria-da-un-punto-di-vista-evangelico-w4htt93gdqt3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Panodyssey<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Partiamo dalle bellissime parole del Vangelo di Luca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Luca 1:46 E Maria disse: \u00abL&#8217;anima mia magnifica il Signore, 47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, 48 perch\u00e9 egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva; poich\u00e9 ecco, d&#8217;ora in poi tutte le generazioni mi proclameranno beata, 49 perch\u00e9 il Potente mi ha fatto cose grandi, e Santo \u00e8 il suo nome! 50 E la sua misericordia si estende di generazione in generazione verso coloro che lo temono. 51 Egli ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai loro troni ed ha innalzato gli umili; 53 ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote. 54 Egli ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva dichiarato ai nostri padri, ad Abrahamo e alla sua progenie, per sempre\u00bb.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1974\" src=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Raphael_Madonna_della_seggiola.jpg\" alt=\"MADONNA DELLA SEGGIOLA \u2013 RAFFAELLO (1514)\" width=\"300\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Raphael_Madonna_della_seggiola.jpg 300w, https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Raphael_Madonna_della_seggiola-293x300.jpg 293w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Figura centrale e luminosa, Maria, la \u201cbenedetta fra le donne\u201d (<i>\u03b5\u1f50\u03bb\u03bf\u03b3\u03b7\u03bc\u03ad\u03bd\u03b7 \u03c3\u1f7a \u1f10\u03bd \u03b3\u03c5\u03bd\u03b1\u03b9\u03be\u03af\u03bd<\/i>), occupa un posto singolare nella storia della salvezza, non per grandezza innata, ma per la sua docilit\u00e0 alla Grazia. Ma in che senso ella \u00e8 \u201cbenedetta\u201d? Non come <i>porta coeli<\/i>, come taluni la chiamano con tono solenne, poich\u00e9 fu Cristo stesso a proclamare: \u00abIo sono la via, la verit\u00e0 e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me\u00bb (Gv 14,6). E ancora: \u00abIn nessun altro c\u2019\u00e8 salvezza; non vi \u00e8 infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini, mediante il quale dobbiamo essere salvati\u00bb (At 4,12). Non vi \u00e8 dunque mediazione che possa sostituire o affiancare quella del Figlio, unico Redentore.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nel <i>Commento al Magnificat<\/i> (1521), Martin Lutero contempla Maria nella sua verit\u00e0 pi\u00f9 profonda: creatura umile, umana, colma di gioiosa reverenza di fronte ai doni divini. Per il Riformatore, la pi\u00f9 alta beatitudine dell\u2019essere toccati dalla Grazia \u00e8 il servire Dio con gratitudine e letizia. Maria, in questo senso, non si innalza, ma si lascia innalzare: \u00abDal momento in cui Dio ha guardato all\u2019umilt\u00e0 della sua serva, tutte le generazioni mi chiameranno beata\u00bb \u2014 e Lutero chiarisce: <i>non \u00e8 Maria ad essere lodata, ma la grazia di Dio che si \u00e8 posata su di lei<\/i>. E aggiunge, con tenerezza teologica: \u00abBeata sei tu che hai trovato un tale Dio\u00bb. Nessun turbamento, dunque, nel riconoscerla indegna: ella stessa lo confessa, e non mente, riconoscendo che Dio ha guardato alla sua <i>\u03c4\u03b1\u03c0\u03b5\u03af\u03bd\u03c9\u03c3\u03b9\u03c2<\/i>, la bassezza, non per merito, ma per puro dono, per <i>sola gratia<\/i>.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Tanto pi\u00f9 si insiste sul merito di Maria, tanto pi\u00f9 si vela la grandezza del Magnificat, che \u00e8 canto alla Grazia, non all\u2019uomo. Il rischio, ammonisce Lutero, \u00e8 quello d\u2019innalzare la Madre fino a farne un idolo, quando invece il suo stesso canto proclama l\u2019abbassamento dell\u2019orgoglioso e l\u2019elevazione dell\u2019umile.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per questo, l\u2019espressione evangelica \u00abtutte le generazioni mi chiameranno beata\u00bb (Lc 1,48) \u2014 <i>\u1f30\u03b4\u03bf\u1f7a \u03b3\u1f70\u03c1 \u1f00\u03c0\u1f78 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03bd\u1fe6\u03bd \u03bc\u03b1\u03ba\u03b1\u03c1\u03b9\u03bf\u1fe6\u03c3\u03af\u03bd \u03bc\u03b5 \u03c0\u1fb6\u03c3\u03b1\u03b9 \u03b1\u1f31 \u03b3\u03b5\u03bd\u03b5\u03b1\u03af<\/i> \u2014 non \u00e8 titolo di gloria personale, ma riconoscimento del dono ricevuto. Il verbo <i>\u03bc\u03b1\u03ba\u03b1\u03c1\u03b9\u03bf\u1fe6\u03c3\u03af\u03bd<\/i> non indica un\u2019intrinseca superiorit\u00e0, bens\u00ec l\u2019azione di \u201cdichiarare beata\u201d, di riconoscere nell\u2019altro il segno del divino che agisce. Maria \u00e8 beata non <i>perch\u00e9<\/i> degna, ma <i>perch\u00e9<\/i> guardata. E nel suo sguardo si riflette la speranza di ogni credente: essere trovati da Dio nella nostra umile verit\u00e0, e l\u00ec, solo l\u00ec, resi beati.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 chiaro, dunque, che il rispetto per la figura di Maria non si esaurisce in gesti esteriori di genuflessione o in forme devote di riverenza, per quanto sincere, ma si radica in una speranza ben pi\u00f9 profonda: quella di poter, come lei, esultare in Dio, riconoscere la sua azione nella propria vita, lasciarsi attraversare dalla sua luce. Questo \u00e8 il vero <i>honor debitum<\/i> \u2014 l\u2019onore dovuto \u2014 che le generazioni successive le rendono: non un culto votivo, ma la condivisione del suo canto, il Magnificat, che \u00e8 giubilo dell\u2019anima immersa nel mistero della misericordia divina.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per Karl Barth (1886 \u2013 1968), teologo della parola e del silenzio dinanzi al <em>Dio Altro<\/em>, la risposta di Maria non scaturisce da una disposizione naturale dell\u2019anima, da una sorta di eccellenza intrinseca, ma \u00e8 frutto della Grazia. In lei si compie non il trionfo della virt\u00f9 umana, ma il miracolo della Parola che chiama, che suscita, che forma. Maria \u00e8 beata \u2014 <i>\u03bc\u03b1\u03ba\u03b1\u03c1\u03af\u03b1<\/i> \u2014 non in forza della sua fede, ma perch\u00e9 <i>Dio ha detto<\/i>. \u00c8 la Parola che la precede, la tocca, la trasforma. Beata non perch\u00e9 crede, ma perch\u00e9 ha ascoltato. Beata perch\u00e9 il Verbo si \u00e8 rivolto a lei.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec, ancora una volta, il centro si sposta: non sull\u2019azione della creatura, ma sull\u2019iniziativa del Creatore; non sulla virt\u00f9 della donna, ma sull\u2019irruzione della Parola. Maria, allora, ci guida non a se stessa, ma al <em>Logos<\/em>; non alla sua gloria, ma a quella di Dio. E in questo consiste il suo canto, la sua beatitudine, la sua eterna esemplarit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nel <i>Commento al Magnificat<\/i> del 1521, Lutero coglie l\u2019essenza pi\u00f9 pura e vertiginosa dell\u2019essere divino in ci\u00f2 che egli chiama il <em>gratuito assoluto<\/em>: un irradiarsi di grazia che si manifesta, in Maria, come rivelazione e riflesso della presenza di Dio nella storia e nella creazione. In queste pagine, Maria non \u00e8 esaltata per prerogative proprie, ma risplende nella trasparente obbedienza del suo <em>s\u00ec<\/em>, nella luminosa esemplarit\u00e0 di chi si fa strumento docile e libero dell\u2019opera divina. Maria incarna, cos\u00ec, in forma eminente, la vocazione universale del cristiano: accogliere l\u2019iniziativa di Dio e lasciarsi trasformare da essa, collocandosi nel cuore pi\u00f9 vivo dell\u2019umano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Alla teologia riformata non occorrono \u2013 anzi, risultano incompatibili \u2013 interpretazioni corredentrici o mitizzazioni che alterino la radicale centralit\u00e0 di Dio. \u00c8 gi\u00e0 vertiginosamente sufficiente che l\u2019Onnipotente elegga una <i>humilis ancilla<\/i> a veicolo della propria salvezza: in questo paradosso si rivela la forza del Vangelo, e insieme si giustifica \u2013 senza sminuirlo ma anzi esaltandolo \u2013 l\u2019aspetto umano del Cristo, generato non dal potere umano, ma per grazia e volont\u00e0 divine.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Occorre riconoscere che, nel tempo, dogmi e tradizioni hanno, talora, trasfigurato la figura di Maria agli occhi della piet\u00e0 popolare, elevandola quasi a divinit\u00e0 corredentrice, alla quale sono stati consacrati templi e altari, suppliche e voti. Questo culto, pur ammantato di devozione sincera, \u00e8 stato giustificato dalla teologia cattolica attraverso una distinzione dottrinalmente raffinata ma non sempre compresa nel suo spessore: quella tra la <i>latr\u00eca<\/i> [dal lat. tardo latr\u012ba, gr. \u03bb\u03b1\u03c4\u03c1\u03b5\u03af\u03b1 \u00abservit\u00f9, culto\u00bb, der. di \u03bb\u03b1\u03c4\u03c1\u03b5\u03cd\u03c9 \u00abservire\u00bb] \u2013 culto di adorazione assoluta, riservato unicamente all\u2019eterno e increato Dio \u2013 e la <i>dul\u00eca <\/i>[dal gr. \u03b4\u03bf\u03c5\u03bb\u03b5\u03af\u03b1, propr. \u00abservit\u00f9\u00bb, der. di \u03b4\u03bf\u1fe6\u03bb\u03bf\u03c2 \u00abservo\u00bb], forma di venerazione tributata a coloro che, partecipando della santit\u00e0 divina, sono considerati segni e strumenti della sua presenza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, in seno al cristianesimo monoteista, gi\u00e0 la nozione trinitaria \u2013 trina unit\u00e0 del Padre, del Figlio e dello Spirito \u2013 rende teologicamente complesso, seppur armonico, il volto di Dio. Che bisogno c\u2019\u00e8, allora, di introdurre ulteriori mediazioni, eleggendo Maria a <i>intercessore esemplare<\/i>, a ponte tra l\u2019umano e il divino, se non, addirittura, a quarto principio della salvezza? Non rischiamo forse, cos\u00ec facendo, di spingerci oltre la soglia del mistero trinitario fino a sfiorare, ambiguamente, l\u2019ombra di una <i>tetraeit\u00e0<\/i>, gi\u00e0 latente, del resto, nella proclamazione di Maria <i>Theot\u00f3kos <\/i>(\u0398\u03b5\u03bf\u03c4\u03cc\u03ba\u03bf\u03c2 ), Madre di Dio? Una tensione sottile, che interroga i confini della fede e il rischio di una devozione che, pur animata da amore, pu\u00f2 talvolta sfiorare l\u2019eccesso pi\u00f9 che la sobriet\u00e0 del dogma.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Gli evangelisti Matteo e Luca, nel narrare la concezione virginale di Ges\u00f9, intendono proclamare un mistero di doppia appartenenza: Ges\u00f9 \u00e8 generato dal Padre eterno e, insieme, partorito nel grembo di una donna, venuto al mondo attraverso la carne di Maria. La sua origine divina non annulla la sua umanit\u00e0, ma la assume interamente, e la sua nascita da vergine intende essere segno di questa duplice provenienza: Dio dall\u2019alto, uomo dal basso.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, oltre tale proclamazione evangelica, non vi \u00e8 fondamento scritturistico per i due grandi dogmi mariani promulgati dalla Chiesa Cattolica Romana: l\u2019Immacolata Concezione del 1854, secondo cui Maria sarebbe stata preservata dal peccato fin dal primo istante della sua esistenza, e l\u2019Assunzione al cielo del 1950, che ne celebra la glorificazione corporale. Questi dogmi, per quanto nati da secoli di riflessione e devozione, rischiano di traslare Maria fuori dal tessuto umano, e con lei il Figlio, la cui carne, invece, ci riguarda da vicino.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Infatti, se Ges\u00f9 \u00e8 veramente Dio da Dio, ma anche pienamente uomo da donna, ogni tentativo di separare Maria dall\u2019umanit\u00e0 comune rischia di velare, se non di alterare, l\u2019umanit\u00e0 stessa del Cristo. In tal modo, si corre il rischio di allontanarlo, rendendolo irraggiungibile, quasi necessitassimo di intermediari \u2013 Maria, i santi \u2013 per varcare un abisso che egli stesso ha invece colmato venendo tra noi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per la Riforma protestante, l\u2019insistenza sulla nascita virginale, sebbene non negata, \u00e8 considerata <i>adiaphora<\/i>, una dottrina non essenziale alla salvezza. La visione della donna, del corpo, della sessualit\u00e0 si situa altrove, in un diverso orizzonte antropologico e teologico. La Scrittura non canonizza la verginit\u00e0 come valore in s\u00e9; al contrario, la purezza, secondo la rivelazione evangelica, non risiede nell\u2019astensione, ma nel cuore che sa accogliere il perdono (cfr. Giovanni 8,1-12). \u00c8 l\u00ec, nell\u2019intimit\u00e0 risanata dalla misericordia, che si rivela la vera santit\u00e0: non nell\u2019assenza di colpa originaria, ma nella possibilit\u00e0 sempre offerta di rinascere in Dio.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Tutto questo discorso, sia chiaro, non intende in alcun modo sminuire la statura spirituale di Maria, n\u00e9 reciderne il posto unico nella storia della salvezza. Al contrario, esso mira a esaltarla nella sua pi\u00f9 autentica grandezza: quella di creatura interamente plasmata dalla Grazia, divenuta, non per merito proprio ma per dono divino, segno luminoso di ci\u00f2 che la fede pu\u00f2 operare nell\u2019umano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Maria non \u00e8 oggetto di venerazione perch\u00e9 eccelle per natura, ma perch\u00e9 si lascia abitare da Dio; \u00e8 grande non per s\u00e9, ma per ci\u00f2 che Dio ha compiuto in lei. Solo la Grazia fa di Maria ci\u00f2 che ella \u00e8, e proprio in questa totale trasparenza al divino risiede la sua esemplarit\u00e0, il suo splendore, la sua forza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Letta in questa luce, la preghiera di Maria \u2013 il Magnificat che il Vangelo di Luca ci consegna al primo capitolo \u2013 risuona come canto di libert\u00e0, come inno di riconoscenza che innalza l\u2019umile e rovescia i potenti, che consola chi \u00e8 piegato e innalza chi spera. In quelle parole \u2013 ricordate all\u2019inizio di questo scritto \u2013 si raccoglie un\u2019intera teologia della speranza: l\u00e0 dove Dio guarda con favore ci\u00f2 che il mondo trascura, e rende fecondo ci\u00f2 che appare sterile. L\u00e0 dove la salvezza prende corpo nel silenzio di una ragazza di Galilea, che dice s\u00ec, e nel suo s\u00ec si apre la storia nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed \u00e8 speranza dell&#8217;umanit\u00e0 essere, come Maria, abbracciati dalla Grazia di un Dio misericordioso<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">I protestanti, dunque, nutrono per Maria un profondo rispetto e sincero affetto, come per ogni figura biblica che si staglia nella Scrittura quale testimone della fede, modello di obbedienza, compagna nel cammino dell\u2019umanit\u00e0 verso Dio. La onorano non meno di Abramo, di Mos\u00e8, di Davide, di Rut, di Paolo \u2014 tutti collaboratori nella grande architettura della redenzione, in quel disegno divino che tesse, nel tempo, una storia di giustizia, speranza e amore. Ma non la pregano, n\u00e9 la invocano come \u201csanta\u201d in senso esclusivo, poich\u00e9 la loro visione della santit\u00e0 si fonda su una radicale uguaglianza di tutti gli esseri umani redenti dalla Grazia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nel pensiero della Riforma, nessuno tra coloro che sono chiamati da Dio \u2014 n\u00e9 profeti, n\u00e9 apostoli, n\u00e9 martiri \u2014 \u00e8 pi\u00f9 amato, pi\u00f9 perdonato, pi\u00f9 glorificato degli altri. Nessuno, per quanto grande, pu\u00f2 divenire oggetto di culto o soggetto d\u2019intercessione, poich\u00e9 un solo Mediatore \u00e8 stato dato tra Dio e gli uomini: Ges\u00f9 Cristo, vero Dio e vero uomo, nel quale si uniscono cielo e terra.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La preghiera, dunque, si rivolge direttamente a Dio, senza timore, senza arroganza, senza il bisogno di intermediari, in uno spirito di riconoscenza profonda. \u00c8 un dialogo schietto e fiducioso, non la lista di un mendicante, n\u00e9 il commercio di favori spirituali. Si deve vegliare, con cura, affinch\u00e9 il rapporto <i>coram Deo<\/i> non venga pervertito da una logica utilitaristica, dove Dio diventa funzionale ai nostri bisogni e desideri. Pregare non \u00e8 chiedere, ma esporsi: \u00e8 lasciare che Dio ci incontri dove siamo, cos\u00ec come siamo, perch\u00e9 la santit\u00e0 non si conquista, si riceve. E ogni cuore che si apre, come quello di Maria, diviene terra fertile per la venuta del Regno.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Detto ci\u00f2, tutti coloro che sono stati chiamati e scelti da Dio \u2014 Maria per prima, nella pienezza del suo <em>s\u00ec<\/em> \u2014 sono ritenuti santi, ma non in forza di un\u2019eccezionale virt\u00f9 personale, bens\u00ec perch\u00e9 redenti, accolti, trasformati <i>per grazia<\/i>, mediante la fede. Non vi \u00e8 merito che giustifichi, n\u00e9 opera che possa vantarsi: cos\u00ec insegna Paolo con limpida fermezza nella Lettera agli Efesini: \u00ab\u00c8 per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ci\u00f2 non viene da voi, \u00e8 dono di Dio. Non viene dalle opere, perch\u00e9 nessuno possa vantarsene\u00bb (Ef 2,8-9).<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questa parola apostolica non \u00e8 sentenza su pochi eletti, ma svelamento universale: essa riguarda ogni uomo e ogni donna, ugualmente segnati dalla condizione di creatura caduta, e ugualmente raggiunti dall\u2019offerta di perdono. Tutti, senza distinzione, peccatori e perdonati. In questa verit\u00e0 disarmante e liberante si fonda la dignit\u00e0 dei santi: non come eroi del bene, ma come poveri salvati, anime redente che testimoniano la potenza della misericordia divina pi\u00f9 che la gloria dell\u2019umano sforzo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Maria stessa, allora, nella sua umilt\u00e0 esultante, \u00e8 l\u2019archetipo della creatura che non si gloria se non di Dio. E in questo, forse, consiste la sua pi\u00f9 alta santit\u00e0: nel non trattenere nulla per s\u00e9, ma nel lasciarsi attraversare dalla luce, come una finestra limpida sull\u2019invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo, non potremmo neppure aver Fede, e neppure pregare, se ci\u00f2 non venisse suscitato dall&#8217;opera di Dio. Scrive bene, a questo proposito, Agostino nella Lettera 194: \u00ab3. <em>15. Se infatti diremo che in precedenza c\u2019\u00e8 stata la fede in cui era il merito della grazia, qual merito aveva l\u2019uomo prima di ricevere la fede? Che cosa infatti ha uno senza che lo abbia ricevuto? Ora, se lo ha ricevuto, perch\u00e9 mai se ne vanta come se non lo avesse ricevuto 46? Come nessuno avrebbe la sapienza, l\u2019intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la piet\u00e0, il timor di Dio se non avesse ricevuto, secondo il detto del Profeta, lo Spirito di sapienza e d\u2019intelletto, di consiglio e di fortezza, di scienza, di piet\u00e0 e di timor di Dio 47, e come nessuno avrebbe nemmeno il coraggio, la carit\u00e0, la continenza se non avesse ricevuto lo Spirito di cui l\u2019Apostolo dice: Non avete infatti ricevuto lo Spirito di timore, ma di coraggio, di carit\u00e0 e di continenza 48; cos\u00ec non avrebbe nemmeno la fede, se non avesse ricevuto lo Spirito di fede, di cui il medesimo Apostolo dice: Ora, avendo il medesimo Spirito di fede, secondo quanto sta scritto: Ho creduto e perci\u00f2 ho parlato, anche noi crediamo e perci\u00f2 parliamo 49. Che poi la fede sia ricevuta non per qualche merito, ma per misericordia di Colui che ha piet\u00e0 di chi vuole 50, lo dimostra assai chiaramente l\u2019Apostolo nel passo in cui di se stesso dice: Ho ottenuto la misericordia d\u2019essere fedele. 4. 16. Se poi diremo che ai fini di ottenere la grazia precede il merito della preghiera, il fatto che \u00e8 la preghiera ad ottenere tutto quello che ottiene, dimostra evidentemente ch\u2019\u00e8 un dono di Dio, affinch\u00e9 l\u2019uomo non pensi d\u2019avere da se stesso ci\u00f2 che, se fosse in suo potere, di certo non lo chiederebbe con la preghiera. Perch\u00e9 non si pensi \u2013 dico \u2013 che precedono almeno i meriti della preghiera, in ricompensa dei quali sarebbe concessa una grazia non gratuita \u2013 che perci\u00f2 non sarebbe pi\u00f9 nemmeno grazia poich\u00e9 sarebbe una ricompensa dovuta \u2013 anche la stessa preghiera si trova tra i doni della Grazia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dipinto dell&#8217;illustrazione: Raffaello: \u00ab<em>Madonna della Seggiola<\/em>\u00bb, olio su tavola (71 cm), databile al 1513-1514 circa e conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.<\/p>\n<hr \/>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em>Questo testo \u00e8 la rielaborazione di un mio vecchio articolo scritto 10 anni fa.<\/em><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubbblicato anche su Panodyssey Partiamo dalle bellissime parole del Vangelo di Luca. Luca 1:46 E Maria disse: \u00abL&#8217;anima mia magnifica il Signore, 47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, 48 perch\u00e9 egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva; poich\u00e9 ecco, d&#8217;ora in poi tutte le generazioni mi proclameranno beata, 49 perch\u00e9 il Potente mi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1965,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1486","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teol"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1486"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1976,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions\/1976"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}