{"id":509,"date":"2000-03-12T20:19:03","date_gmt":"2000-03-12T18:19:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ewp.netsons.org\/ewp\/?p=509"},"modified":"2009-11-13T20:22:44","modified_gmt":"2009-11-13T18:22:44","slug":"ma-luomo-peccatore-puo-autoassolversi-ed-assolvere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/509","title":{"rendered":"Ma l&#8217;uomo peccatore pu\u00f2 autoassolversi ed assolvere?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: x-large;\"><span style=\"color: #ff0000;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un Pentimento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Giorgio Ruffa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Giubileo 2000 ci ha regalato un&#8217;altra chicca! E da questa parto per una riflessione sulla natura umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>MEA CULPA: IL PAPA A SAN PIETRO; Chiede perdono per errori Chiesa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROMA &#8211; Con una &#8220;statio&#8221; davanti alla Pieta&#8217; di Michelangelo, il Papa ha dato inizio in san Pietro alla celebrazione in cui la Chiesa chiedera&#8217; perdono per gli errori commessi nei duemila anni della sua storia, una delle piu&#8217; importanti e coraggiose del Giubileo. Dopo aver percorso in processione la navata centrale della basilica di san Pietro, seguendo il crocifisso di san Marcello, dall&#8217;altare, Giovanni Paolo II guidera&#8217; la liturgia eucaristica. (\u00a92000 Ansa)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vaticano: &#8220;Chiediamo perdono e perdoniamo&#8221;, dice il Papa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ROMA &#8211; &#8220;Chiediamo perdono per le divisioni che sono intervenute tra i cristiani, per l&#8217;uso della violenza che alcuni di essi hanno fatto nel servizio della verit\u00e0, e per gli atteggiamenti di diffidenza e di ostilit\u00e0 assunti talora nei confronti di seguaci di altre religioni&#8221;. Cos\u00ec ha detto il Papa oggi durante la messa celebrata nella basilica di San Pietro a Roma. Si tratta dell&#8217;atteso mea culpa della chiesa per gli errori del passato. Il Pontefice ha poi aggiunto: &#8220;In pari tempo, mentre confessiamo le nostre colpe, perdoniamo le colpe commesse dagli altri nei nostri confronti: nel corso della storia innumerevoli volte i cristiani hanno subito angherie, prepotenze, persecuzioni a motivo della loro fede&#8221;. (\u00a9La Repubblica 12\/03\/2000)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 marzo 2000 la chiesa cattolica romana ha chiesto perdono per i suoi errori del passato. E allora? La prima contraddizione che salta agli occhi \u00e8 questa: la chiesa cattolica si considera, o no, senza peccato? O forse, per fare una battuta, conta sul suo depositum fidei per realizzare un&#8217;autoassoluzione plenaria di vasta portata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo questo passo da 1 Samuele: 15:24 Allora Saul disse a Samuele: &#8220;Ho peccato, perch\u00e9 ho trasgredito il comandamento del SIGNORE e le tue parole, perch\u00e9 ho temuto il popolo, e ho dato ascolto alla sua voce. 25 Ti prego dunque, perdona il mio peccato, ritorna con me e mi prostrer\u00f2 davanti al SIGNORE&#8221;. 26 Ma Samuele disse a Saul: &#8220;Non ritorner\u00f2 con te, poich\u00e9 hai rigettato la parola del SIGNORE e il SIGNORE ha rigettato te perch\u00e9 tu non regni pi\u00f9 sopra Israele&#8221;. 27 Come Samuele si voltava per andarsene, Saul lo prese per il lembo del mantello, che si strapp\u00f2. 28 Allora Samuele gli disse: &#8220;Il SIGNORE strappa oggi di dosso a te il regno d&#8217;Israele e lo d\u00e0 a un altro, migliore di te. 29 Colui che \u00e8 la gloria d&#8217;Israele non mentir\u00e0 e non si pentir\u00e0; egli infatti non \u00e8 un uomo perch\u00e9 debba pentirsi&#8221;. 30 Allora Saul disse: &#8220;Ho peccato; ma tu adesso onorami, ti prego, in presenza degli anziani del mio popolo e in presenza d&#8217;Israele; ritorna con me e mi prostrer\u00f2 davanti al SIGNORE, al tuo Dio&#8221;. A quanto pare la preoccupazione di Saul era quella di riscattarsi davanti al suo popolo e secondariamente dinanzi a Dio. Il pentimento non \u00e8 un&#8217;atto pubblico, ma coinvolge il singolo: nessun uomo pu\u00f2 riscattare il fratello, n\u00e9 pagare a Dio il prezzo del suo riscatto (Sal 49:7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma poi da dove proviene il pentimento? Non \u00e8 questa la questione che voglio toccare, come pure non m&#8217;interessa parlare dei culti cattolici, ma di ben altro. Ossia che &#8220;non c&#8217;\u00e8 sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai&#8221;(Ec 7:20). La chiesa, nel suo senso pi\u00f9 ampio, rappresenta una comunit\u00e0 di uomini, che in quanto tali posseggono delle ben determinate limitazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;espressione &#8220;l&#8217;uso della violenza che alcuni di essi hanno fatto nel servizio della verit\u00e0&#8221; che significa? La verit\u00e0 \u00e8 violenza, &#8220;Non pensate che io sia venuto a metter pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada&#8221; (Mat 10:34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Permettetemi una lunga, ma pertinente, citazione da R.G. Stewart, Commentario esegetico pratico dei quattro Evangeli, Torre Pellice, Libreria Editrice Claudiana, 1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole (Mat 10:34), apparentemente paradossali, sono strane in bocca di colui che \u00e8 &#8220;il Principe della pace&#8221;. (Conf. Luca 2:14; Salmo 72:7; Isaia 9:6-7; Aggeo 2:9; Efesini 2:14). Eppure sono eminentemente vere, non perch\u00e9 Cristo si diletti a suscitare odio e guerra fra uomo e uomo, non perch\u00e9 la tendenza naturale delle sue dottrine sia di generare invidie, odii e stragi, anzich\u00e9 sensi di pace ed amore; ma perch\u00e9 l&#8217;inimicizia verso Iddio, che sempre cova nel cuore naturale bench\u00e9 non si faccia sentire quando nulla ne eccita l&#8217;attivit\u00e0, fu, dal soffio di Satana, fatta divampare in fiamma sterminatrice, alla venuta del Figlio di Dio, e a cagione delle dottrine che i suoi discepoli divulgarono nel mondo. &#8220;La spada&#8221;, cio\u00e8 la discordia, era gi\u00e0 sulla terra, nei cuori corrotti degli uomini. Essa aspettava soltanto un pretesto per agire, e la venuta di Cristo lo porse. Come Paolo (Romani 7:11) ci insegna che &#8220;il peccato, presa occasione dal comandamento, l&#8217;ingann\u00f2, e per mezzo d&#8217;esso l&#8217;uccise&#8221;, cos\u00ec l&#8217;odio nostro naturale verso la santit\u00e0 di Dio prese occasione dalla venuta di Cristo, proclamante pace in terra, per suscitare una guerra universale! &#8220;Cristo&#8221;, dice Calvino, &#8220;il quale \u00e8 propriamente l&#8217;autore della pace, \u00e8, a cagione della malvagit\u00e0 degli uomini, l&#8217;occasione della discordia&#8221;. Ges\u00f9 predice qui che &#8220;la inimicizia fra il seme della donna, e il seme del serpente&#8221; (Genesi 3:15), penetrerebbe anche nelle famiglie, e la storia della Chiesa conferma ampiamente questa profezia. Sia il marito o la moglie, sia il padre o il figlio, ecc., che in seno a una famiglia mondana passi dalle tenebre alla luce, i contrasti, le lotte, e spesso le acerbe persecuzioni e gli odii mortali divampano ad un tratto in quella casa contro il discepolo di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia riflessione prende lo spunto proprio da questa frase: &#8220;La spada&#8221;, cio\u00e8 la discordia, era gi\u00e0 sulla terra, nei cuori corrotti degli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La categoria del peccato \u00e8 sempre bellamente sottaciuta al giorno d&#8217;oggi, e nessun uomo ne \u00e8 esente, anche chi crede di poter assolvere con i propri meriti al suo male radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, secondo le Scritture il primo peccato viene rappresentato dalla violazione da parte d&#8217;Adamo del frutto dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male: atto punibile per il solo fatto che Dio l&#8217;avesse proibito. Questa rappresentazione mostra come l&#8217;uomo non fosse disposto a piegare incondizionatamente il proprio arbitrio alla volont\u00e0 di Dio, proprio perch\u00e9 libero. L&#8217;essenza di tale violazione pu\u00f2 essere descritta dalla parola disubbidienza. Non solo, ma quest&#8217;atto nascondeva di peggio: incredulit\u00e0, superbia e presunzione della creatura nei confronti del Creatore, tutte cose ben rappresentate dalla ribellione di Lucifero (Cfr. Is 14:12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La conseguenza immediata fu la perdita dell&#8217;immagine di Dio in senso stretto: l&#8217;uomo divenne cos\u00ec colpevole e corrotto in senso assoluto (Cfr. Giov 8:44 &#8220;Voi siete figli del diavolo, che \u00e8 vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli \u00e8 stato omicida fin dal principio e non si \u00e8 attenuto alla verit\u00e0, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0 in lui. Quando dice il falso, parla di quel che \u00e8 suo perch\u00e9 \u00e8 bugiardo e padre della menzogna&#8221;). E la colpa venne a condizionare tutta la natura umana, in quanto Adamo, per dirla con Kierkegaard, &#8220;er det f\u00f8rste Menneske, han er paa eengang sig selv og Sl\u00e6gten&#8221; [&#8220;Adamo \u00e8 il primo uomo; egli \u00e8 se stesso e insieme il genere umano&#8221;; S. Kierkegaard, Il concetto dell&#8217;angoscia, tr. it. di C. Fabro, in Opere, Firenze, Sansoni, 1972, p. 122. S. Kierkegaard, Samlede V\u00e6rker, Bind 6, K\u00f8benhavn, Gyldendal, 1978 (ristampa terza edizione, 1962), pg.125.]. Il marchio infamante, se possiamo chiamarlo cos\u00ec, che contraddistingue peraltro questa nuova natura \u00e8 l&#8217;essere diventato preda della morte (Cfr. Gen 3:19, Ro 5:12, Ro 5:17, Ro 6:23). La caratteristica permanente dell&#8217;uomo peccatore \u00e8 la disubbidienza di fronte a Dio. Questa porta l&#8217;uomo a volere e far di tutto per soddisfare i propri desideri egoistici, in quanto il rapporto con Dio \u00e8 stato interrotto. Questa \u00e8 la servit\u00f9: il vivere nel circolo vizioso delle proprie passioni, le quali produrranno tutti i peccati attuali possibili, in quanto l&#8217;uomo agir\u00e0 come un cieco, ossia, fuor di metafora, privo della luce dello spirito. Per richiamare la figura agostiniana della volont\u00e0 come bilancia, ormai egli agisce senza sapere che la sua capacit\u00e0 di misura del male e del bene \u00e8 compromessa dal peccato: con termini &#8220;tecnici&#8221; potremmo dire che lo strumento funziona perfettamente, ma \u00e8 fuori taratura\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi concetti sono sinteticamente riassunti, da Lutero, in un opera programmatica, che rappresenta una vera e propria confessione di fede. Stiamo parlando dei cosiddetti Articoli di Smalcalda (1537-1538) che Lutero redasse per essere presentati al Concilio indetto da Paolo III, concilio che, per\u00f2, mai ebbe luogo durante la vita del riformatore. Riguardo al peccato, leggiamo: &#8220;Qui dobbiamo confessare, come dice S. Paolo in Romani 5 [:12] che il peccato proviene da un unico uomo, Adamo, attraverso la cui disubbidienza tutti gli uomini sono diventati peccatori e sottomessi alla morte e al diavolo. E quel che viene chiamato il peccato originale o capitale. \/ I frutti di questo peccato sono poi le opere malvagie, che sono proibite nei dieci comandamenti, come l&#8217;incredulit\u00e0, la falsa fede, l&#8217;idolatria, la mancanza di timor di Dio, la presunzione, la disperazione, la cecit\u00e0, insomma non conoscere Dio e non tenerlo in considerazione, e quindi mentire, giurare in nome di Dio, non pregare, non invocarlo, non osservare la Parola di Dio, disubbidire ai genitori, uccidere, vivere licenziosamente, rubare, ingannare, ecc. \/ Questo peccato originale \u00e8 una corruzione della natura cos\u00ec profonda e perniciosa che nessuna ragione pu\u00f2 conoscerla ma dev&#8217;essere creduta sulla base della rivelazione della Scrittura: Salmo 51 [:7], Romani 5 [:12ss], Esodo 33 [:20], Genesi 3 [:6ss]&#8221; (WA 50, 221).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chiarezza, dobbiamo adesso distinguere i due termini che abbiamo appena nominato: il peccato originale e il peccato attuale, ovvero quello che risulta dai singoli atti umani. I due concetti sono strettamente legati in quanto il peccato originale \u00e8 la radice del peccato attuale. Tutti gli uomini nascono in condizione e stato di peccato poich\u00e9 il peccato originale comprende sia la colpa che la contaminazione: la colpa del peccato di Adamo viene ereditata come una contaminazione in quanto suoi discendenti. I peccati attuali procedono dunque dal peccato originale, ossia l&#8217;uomo ora agisce in virt\u00f9 della sua natura ereditata ed inclinata al male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo dal De Servo Arbitrio questo passo che ci mostra quale siano per Lutero le conseguenze del peccato originale che coinvolge tutti gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Forse ci si chieder\u00e0 come si possa dire che Dio operi in noi il male, ovvero che ci indurisca, ci abbandoni alle nostre concupiscenze, ci seduca e cos\u00ec via? Ci si dovrebbe in realt\u00e0 accontentare delle parole di Dio e credere semplicemente quello che esse dicono, in quanto le opere di Dio sono del tutto inscrutabili [Rom. 11,33]. Tuttavia, in ossequio alla ragione &#8211; vale a dire alla stupidit\u00e0 umana \u2014noi pure proveremo a dire delle sciocchezze e delle stupidaggini, nel tentativo di influenzarla in qualche modo con i nostri balbettii.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, anche la ragione, come la Diatriba, ammette che Dio opera tutte le cose in tutti [I Cor. 12,6] e che senza di lui nulla avviene n\u00e9 ha efficacia. Egli \u00e8 infatti onnipotente e ci\u00f2 appartiene all&#8217;immensit\u00e0 della sua potenza, come dice Paolo nell\u2019epistola agli Efesini [Ef. 1,19]. Ora, Satana e l&#8217;uomo, essendo caduti e abbandonati da Dio, non possono volere il bene, ovvero ci\u00f2 che piace a Dio o che Dio vuole; al contrario, sono di continuo rivolti verso i propri desideri, per cui non possono fare altro che ricercare quanto \u00e8 in loro. Quindi questa loro natura e volont\u00e0 cos\u00ec distolte da Dio non sono un puro nulla. E difatti Satana e l&#8217;uomo empio non sono un puro nulla e neppure sono privi di una qualche natura o volont\u00e0, bench\u00e9 abbiano certamente una natura corrotta e deviata. Pertanto questo resto della natura di cui parliamo nell&#8217;empio e in Satana, in quanto creatura e opera di Dio, non \u00e8 meno soggetto all\u2019onnipotenza e all&#8217;azione divina di tutte le altre creature e opere di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, dato che Dio muove e opera ogni cosa, necessariamente muove e opera anche in Satana e nell&#8217;empio. Ma opera in loro conformemente a come essi sono e a come li trova; ci\u00f2 vuol dire che, poich\u00e9 sono perversi e malvagi e tuttavia subiscono l&#8217;impulso dell&#8217;onnipotenza divina, essi non fanno che opere perverse e malvage. \u00c8 come un cavaliere che monti un cavallo zoppo a una o a due zampe; lo monta per quello che \u00e8 il cavallo, il quale infatti procede malamente. Ma che cosa pu\u00f2 fare il cavaliere? Monta il cavallo zoppo cos\u00ec come monterebbe un cavallo sano: quello male, questo bene; non pu\u00f2 fare altrimenti, a meno che il cavallo non guarisca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedi cos\u00ec che, quando Dio opera nei malvagi e mediante i malvagi, si compie il male; Dio tuttavia non pu\u00f2 compiere il male, bench\u00e9 ne faccia per mezzo dei malvagi . Dal momento che \u00e8 buono, egli non pu\u00f2 compiere il male; si serve per\u00f2 di strumenti cattivi, che non possono sottrarsi all\u2019impulso e alla forza della sua potenza. La colpa sta quindi negli strumenti, ai quali Dio non permette di restare inattivi, ragion per cui il male si compie per impulso di Dio. Allo stesso modo, un carpentiere taglia male con una scure dentata. Ne consegue che l&#8217;empio non pu\u00f2 che errare e peccare sempre, poich\u00e9 l\u2019impulso della potenza divina non gli consente di star fermo, ma lo fa volere, desiderare, operare per quello che \u00e8 la sua natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo \u00e8 certo e sicuro, se crediamo che Dio \u00e8 onnipotente e che perci\u00f2 l&#8217;empio \u00e8 una creatura di Dio, la quale per\u00f2, allontanatasi da lui e abbandonata a se stessa senza lo Spirito divino, non pu\u00f2 volere o fare il bene. L\u2019onnipotenza divina fa s\u00ec che l\u2019empio non possa sottrarsi all&#8217;impulso e all&#8217;azione di Dio, ma che, in quanto sottoposto ad essi, necessariamente vi obbedisca. D&#8217;altro canto, la corruzione o l&#8217;allontamento da Dio fa s\u00ec che l&#8217;uomo non possa essere spinto e condotto verso il bene. Dio non pu\u00f2 rinunciare alla propria onnipotenza perch\u00e9 I &#8216;uomo si \u00e8 allontanato da lui; e neppure l&#8217;empio pu\u00f2 cambiare il dato di fatto del suo allontanamento. Di conseguenza, pecca ed erra continuamente e necessariamente, finch\u00e9 non \u00e8 ricondotto sulla retta via dallo Spirito di Dio. Ma fino ad allora, Satana regna in pace su tutti costoro e guarda tranquillamente l&#8217;ingresso della sua dimora [Lc. 11,21 ss.], sotto l&#8217;azione dell&#8217;onnipotenza divina&#8221; (WA 18, 710).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto letto, pone chiaramente il discorso di Lutero tutto sul versante dell&#8217;irreversibilit\u00e0 del peccato originale. Nel piano di Dio, l&#8217;uomo era stato creato libero, ma quest&#8217;ultimo vi ha rinunciato nella speranza di superare i propri limiti. Dopo questa rinuncia, l&#8217;uomo assume, lo ribadiamo, una natura totalmente depravata: il peccato ha corrotto ogni parte della sua natura, rendendolo incapace a compiere qualsiasi bene morale. Egli potr\u00e0 ancora fare molte cose lodevoli in relazione al mondo, ma anche le opere migliori saranno radicalmente difettose, perch\u00e9 esse non sono sollecitate dall&#8217;amore verso Dio n\u00e9 compiute in ubbidienza a Dio. Ed \u00e8 sempre nel piano di Dio che viene prevista la salvezza, nei tempi e nei modi da Lui stabiliti. Evento che culmina nella figura del Cristo. Questo breve passo dal Grande Catechismo riassume, in maniera elementare, la visione di Lutero: &#8220;Infatti, dopo che siamo stati creati e abbiamo ricevuto beni di ogni sorta da Dio Padre, venne il diavolo e ci condusse nella disobbedienza, nel peccato, nella morte e in ogni sventura, cos\u00ec che ci troviamo sotto l&#8217;ira e la disgrazia di Dio, condannati all&#8217;eterna dannazione, come abbiamo ottenuto e meritato. Non v&#8217;era qui alcun consiglio, n\u00e9 aiuto, n\u00e9 consolazione, finch\u00e9 questo unigenito ed eterno Figlio di Dio non ebbe misericordia della nostra disgrazia e della nostra miseria, in forza di una bont\u00e0 immotivata, e venne da cielo ad aiutarci&#8221;(Il Credo, secondo articolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 l&#8217;uomo avere o seguire, in questa condizione di depravazione, una morale buona? Leggiamo, ora, questo passo di Lutero: &#8220;Tutte le volte che la parola di Dio viene annunciata, essa rende la coscienza allegra, aperta e sicura davanti a Dio; \u00e8 infatti la parola della grazia, della remissione, una parola buona e benefica. Ma ogni volta che viene annunciata la parola dell&#8217;uomo, essa rende la coscienza turbata, angusta e angosciosa in se stessa, perch\u00e9 essa \u00e8 la parola della legge, dell&#8217;ira e della colpa, in quanto ci mostra ci\u00f2 che non si \u00e8 fatto e quanto si doveva fare&#8221; [WA 2; 453, 2-6 (1519)]..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Che significa ci\u00f2? Vediamo. A prima vista, sembra che tutti i comandamenti, le ammonizioni, i consigli morali siano la conferma della possibilit\u00e0 di discernimento tra il bene ed il male da parte dell&#8217;uomo. Tutt&#8217;altro, dice Lutero. Un argomento tra i pi\u00f9 forti, assieme a quello dell&#8217;eliminazione della necessit\u00e0 di Cristo, si basa su questo assunto: l&#8217;uomo dopo il peccato originale non pu\u00f2 fare il bene, ma la sua tracotanza lo acceca e pensa di essere libero dinanzi a Dio. Ecco, allora, che la parola di Dio lo mette alla prova, dandogli dei precetti, che egli non pu\u00f2 assolutamente soddisfare. E, come \u00e8 noto, proprio da questa incapacit\u00e0 \u00e8 nata l&#8217;angoscia di Lutero nei confronti della Giustizia divina. Come \u00e8 infatti scritto in Romani 9, 20: &#8220;perch\u00e9 mediante le opere della legge nessuno sar\u00e0 giustificato davanti a lui; infatti la legge d\u00e0 soltanto la conoscenza del peccato&#8221;. Ma sentiamo direttamente Lutero su questo punto, che pu\u00f2 essere sintetizzato in questa formula: la legge non dimostra la capacit\u00e0 d&#8217;osservarla. Con tono polemico il riformatore si appella dapprima all&#8217;argomento della necessit\u00e0 di Cristo: &#8220;Ora, se Mos\u00e8 afferma in modo cos\u00ec chiaro [secondo l&#8217;interpretazione data da Erasmo] che non solo abbiamo facolt\u00e0, ma addirittura facilit\u00e0 di osservare tutti i comandamenti, perch\u00e9 darsi tanta pena in questa discussione? [\u2026] Che bisogno c&#8217;\u00e8 di Cristo? [\u2026] Che stupido [stultus] \u00e8 stato Cristo a procacciarci a prezzo del proprio sangue uno Spirito che non era affatto necessario, per facilitarci nell&#8217;osservare i comandamenti, cose che siamo gi\u00e0 in grado di fare per natura [ex natura]&#8221; (WA 18, 687, 17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si introduce, quindi, l&#8217;argomento dei precetti divini come prova dell&#8217;impotenza umana. Senza usare categorie teologiche, bens\u00ec partendo dalle armi di Erasmo, ovvero la grammatica, Lutero si chiede: &#8220;Per quale deduzione logica, mi domando, tutte le volte che si dice: &#8220;se vuoi&#8221;, &#8220;se uno vuole&#8221;, &#8220;se tu volessi&#8221;, ci\u00f2 comporta immediatamente la volont\u00e0 ed il potere del libero arbitrio? Non \u00e8 forse vero che molto spesso usiamo simili parole per esprimere piuttosto incapacit\u00e0 e impossibilit\u00e0? Cos\u00ec, per esempio: [\u2026] &#8220;se vuoi essere paragonato a Davide, devi comporre qualcosa di simile ai suoi Salmi&#8221;. Qui, chiaramente, si indicano delle cose impossibili per le nostre sole forze, sebbene possano essere compiute per virt\u00f9 divina&#8221; (WA 18, 691, 5). La conclusione segue immediatamente: &#8220;Essi [comandamenti], per\u00f2, sono dettati non solo per mostrare l&#8217;impotenza del libero arbitrio, mediante il quale non si compie nulla di quello che ordinano, ma anche per indicare che tutte queste cose possono s\u00ec accadere e realizzarsi, ma per virt\u00f9 di altri, cio\u00e8 di Dio. [\u2026] Attraverso questo modo di parlare ci sono date ad intendere due cose: ovvero, che noi non possiamo nulla e che qualsiasi cosa facciamo \u00e8 Dio che opera in noi. [\u2026] \u00e8 sufficiente attribuire la nostra impotenza alle nostre forze e la nostra capacit\u00e0 alla grazia di Dio&#8221; (WA 18, 691, 20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda non pu\u00f2 tuttavia essere ulteriormente elusa: i precetti devono pur avere un scopo pratico, altrimenti a che cosa si riduce l&#8217;agire dell&#8217;uomo? Qui, sembra che l&#8217;uomo possa comportarsi, moralmente parlando, in modo giusto, se si segue la classica definizione aristotelica della virt\u00f9, non come posseduta per natura, ma costruita attraverso la ripetizione abitudinaria di azioni virtuose, cio\u00e8 come esercizio, esplicitato dalla metafora degli artefici, i quali &#8220;costruendo bene diventeranno buoni costruttori, costruendo male diventeranno cattivi costruttori&#8221; (Etica Nicomachea 1103b 10). Entra qui in gioco il fondamento, anzi il fine, del buon agire. Osserva il De Negri: &#8220;In sostanza, le conseguenze del peccato originale e il secondo uso della legge [ndr. Uso morale, il primo \u00e8 l&#8217; uso politico e rientrano nell&#8217;mbito della carne, mentre il terzo \u00e8 quello spirituale] formano un circolo tautologico, sebbene i dolci frutti dell&#8217;albero rendano laboriosa la diagnosi delle amare radici. Sotto l&#8217;abito delle virt\u00f9 e del decoro gli uomini perseverano ad amare Dio per i beni di cui egli \u00e8 munifico; nel prender quindi possesso di quei beni non di altro si preoccupano che di trarne il maggior godimento compatibile con la maggiore tranquillit\u00e0 di s\u00e9 e degli altri. Cos\u00ec si producono le buone opere&#8221; (De Negri Enrico, La teologia di Lutero, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1967, pg. 42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo peccatore \u00e8 quindi utilitarista, fedele all&#8217;amor sui e non all&#8217;amor Dei, dimentico quindi del fatto che Dio \u00e8 da fruirsi propter se ipsum. Evidentemente, siamo di fronte a quel pervertimento mezzo-fine che va sotto il nome di: curvitas, iniquitas e perversitas degli empi che &#8220;con occhio tristo e mercenario ricercano il proprio interesse anche in Dio&#8221; (WA 18, 691, 20. Cfr. Matteo 6:23, Filippesi 2:21). Nel commento al Magnificat Lutero dice: &#8220;Di costoro, il Salmo XLVIII, 19 dice: &#8220;Essi ti lodano finch\u00e9 fai loro del bene&#8221;, come se volesse dire: Essi considerano se stessi e non te; bench\u00e9 ricevano da te piaceri e beni, non s&#8217;interessano di te, come diceva anche Cristo in Giovanni VI, a coloro che lo cercavano: &#8220;In verit\u00e0 io vi dico che voi mi cercate non perch\u00e9 avete veduto dei segni, ma perch\u00e9 avete mangiato e siete stati saziati&#8221;&#8221; (LUTERO M., Commento al Magnificat, Milano, CENS, 1989, pg. 32. Il riferimento biblico usato da Lutero \u00e8 della Vulgata: &#8220;quia animae suae in vita sua benedicet laudabunt inquient te cum benefeceris tibi&#8221;. La traduzione varia notevolmente nelle altre edizioni: rif. Salmo 49, 19 (Luzzi, ABU)).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risollevarsi da questa curvitas, per Lutero, non \u00e8 opera umana. Ecco perch\u00e9 &#8220;Il Nuovo Testamento \u00e8 costituito essenzialmente di promesse ed esortazioni, cos\u00ec come l&#8217;Antico Testamento \u00e8 costituito essenzialmente di leggi e minacce. Nel Nuovo Testamento viene predicato infatti l&#8217;Evangelo, il quale non \u00e8 altro che la parola attraverso cui sono offerti lo Spirito e la grazia per la remissione dei nostri peccati, ottenuta per noi da Cristo crocifisso; e questo del tutto gratuitamente e per la sola misericordia di Dio padre, il quale mostra cos\u00ec il suo favore a noi che ne siamo indegni e meritevoli piuttosto di dannazione&#8221; (WA 18, 692, 22 sgg).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la grazia, l&#8217;uomo \u00e8 capace di risollevarsi e compiere opere buone, in quanto ora le radici dell&#8217;albero, per riprendere la metafora del De Negri, non sono pi\u00f9 amare. L&#8217;uomo vecchio era alla merc\u00e9 di Satana, ma l&#8217;uomo nuovo \u00e8 figlio di Dio. Quindi il solo scopo della legge antecedente la grazia \u00e8 quello che Paolo mostra in Romani 3, 20: condurre alla conoscenza del peccato e dell&#8217;impotenza dell&#8217;uomo di riscattarsi da questo giogo con le sue proprie forze. L&#8217;unica via, nel pensiero del riformatore, \u00e8 quella cristocentrica, il resto \u00e8 solo un&#8217;illusione umana, nella migliore delle ipotesi. In altre parole, dice Lutero: &#8220;Io sono un peccatore in me stesso, lontano da Cristo. Lontano da me stesso, e in Cristo, io non sono un peccatore&#8221; (WA 38, 205).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A conclusione , diciamo che Lutero con questa concezione della legge pu\u00f2 rispondere alla questione posta dalla lettera di Giacomo: &#8220;Dunque vedete che l&#8217;uomo \u00e8 giustificato per opere, e non per fede soltanto. [\u2026] Infatti, come il corpo senza lo spirito \u00e8 morto, cos\u00ec anche la fede senza le opere \u00e8 morta&#8221; (Giacomo 2, 24 e 26). La distinzione tra legge e fede, ovvero tra lettera e grazia, permette di stabilire il piano di valore di un opera. Compiere buone opere sotto la legge \u00e8 illusorio, in quanto si agisce o per costrizione o per allettamento, quindi, principalmente, per fini egoistici. In tal caso, abbiamo, per cos\u00ec dire, un&#8217;imitazione del bene. Curioso il paragone utilizzato da Lutero in W.A. 56, 249: &#8220;Una scimmia pu\u00f2 imitare bene le azioni degli uomini, ma non per questo \u00e8 un uomo. Se diventasse uomo, senza dubbio non diverrebbe tale in virt\u00f9 degli atti con cui ha imitato l&#8217;uomo, ma in forza d&#8217;altro, cio\u00e8 per l&#8217;azione potente di Dio&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto la grazia, invece, si agisce soltanto per amore di Dio, in modo disinteressato. Le opere che &#8220;giustificano&#8221; pertanto sono quelle dell&#8217;uomo gi\u00e0 giustificato, che sotto la legge si \u00e8 umiliato conscio della propria impotenza. Lutero esprime bene concetti in questo passo del suo commento ai Romani: &#8220;Dunque, quando il beato Giacomo e l&#8217;Apostolo dicono che l&#8217;uomo \u00e8 giustificato dalle opere, intendono opporsi alla falsa opinione di quelli che ritenevano bastasse la fede senza le opere della fede. L&#8217;Apostolo, per\u00f2, non dice che la fede giustifica senza le sue opere proprie (perch\u00e9 allora non ci sarebbe pi\u00f9 neanche la fede, dal momento che &#8220;\u00e8 l&#8217;azione a render manifesta la presenza d&#8217;una forma, come dicono i filosofi), ma dice che la fede giustifica senza le opere della legge. Dunque la giustificazione non richiede le opere della legge, ma una fede viva, cio\u00e8 una fede che compia le sue opere&#8221; (W.A. 56, 249).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunto, &#8220;\u00e8 l&#8217;azione a render manifesta la presenza d&#8217;una forma&#8221;. Principio comunemente ammesso dalla filosofia scolastica, Lutero probabilmente cita un suo contemporaneo: Trutvetter, Summa in totam physicen (Erphord. 1514), I, c. 1: &#8220;Hinc in proverbio dicitur: operatio arguit formarn sicut transmutatio materiam&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro caso l&#8217;opera buona che rende manifesta l&#8217;agire della grazia divina, attraverso la fede. Per riprendere la figura sopracitata, il frutto sar\u00e0 conseguente alla bont\u00e0 dell&#8217;albero. E per proseguire con la terminologia aristotelica, si pu\u00f2 dire che la volont\u00e0 \u00e8 materia che attende di essere informata, e non pu\u00f2 non esserlo, come ci ricorda la figura della cavalcatura (WA 18, 635, 24), altrimenti resterebbe un che d&#8217;indeterminato o d&#8217;astratto. Ma, seguendo Lutero, la forma o atto, pu\u00f2 essere data da Dio o da Satana, il quale \u00e8 entrato nel mondo attraverso il problematico movimento del peccato. Diciamo problematico, in quanto la volont\u00e0 del primo Adamo non sembrava gi\u00e0 informata, poich\u00e9 non aveva ancora coscienza della trasgressione, come testimonia il passo scritturale: &#8220;No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male&#8221; (Genesi 3, 5-6). Adamo fall\u00ec, dunque inconsciamente, sotto l&#8217;influsso malvagio non avendo ancora esperimentato il male? Ma questo \u00e8 un problema che esula dalla nostra trattazione, per cui ci fermiamo qui.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"> <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>NOTA BIBLIOGRAFICA<\/strong><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"> <\/span><\/p>\n<table border=\"4\" cellspacing=\"6\" cellpadding=\"8\" width=\"500\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>AA.VV,<em> Lutero nel suo e nel nostro tempo. <\/em>Studi e conferenze per il 5\u00b0 centenario della nascita di M. Lutero, Torino, Claudiana, 1983.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>ABBAGNANO Nicola, <em>Storia della Filosofia<\/em>, Torino, UTET, 1993 (Edizioni precedenti 1974, 1963, 1946).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>AGNOLETTO Attilio, <em>La filosofia di Lutero<\/em>, in &#8220;<em>Grande Antologia Filosofica<\/em>&#8220;, diretta da Michele Federico Sciacca, Milano, Marzorati Editore, 1966?, Vol. VIII.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>AGNOLETTO Attilio, <em>Martin Lutero, <\/em>Fossano, Editrice Esperienze, 1972.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>ARISTOTELE, <em>Etica Nicomachea<\/em>, a cura di Claudio Mazzarelli, Rusconi, Milano, 1993.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>ARISTOTELE, <em>Metafisica<\/em>, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, Milano, 1993.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>ATKINSON James, <em>Lutero: la parola scatenata<\/em>, Torino, Claudiana, 1992<script type=\"text\/javascript\">\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\/\/ <![CDATA[\n begin script\nfade(255,255,255,0,0,0,100);\n\/\/  End script\n\/\/ ]]><\/script> 2, (&#8220;Ritratti Storici&#8221;).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>BEIERWALTES Werner, Agostino ed il platonismo cristiano, Vita e pensiero, Milano, 1995.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>BELLUCCI Dino, <em>Fede e giustificazione in Lutero. Un esame teologico dei &#8220;Dictata super Psalterium&#8221; e del Commento sull&#8217;Epistola ai Romani (1513-1516) (<\/em>Analecta Gregoriana, 135. Series Facultatis Theologicae B, 44), Roma, Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, 1963.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span>BIBBIA<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>La Sacra Bibbia, versione Nuova Riveduta<\/em>, [La Nuova riveduta sui testi originali 1994, seconda edizione 1995), a cura della Societ\u00e0 biblica di Ginevra.], Roma, Societ\u00e0 Biblica Britannica &amp; Forestiera, 1995.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>BIBLIA:\/ Das ist: Die \/ ganze heilige Schrifft \/ Deudsch \/ Auffs new \/ zugericht. \/ D. Mart.Luth. \/[\u2026]\/ Bedruckt zu Wit:\/temberg \/ Durch Hans Lufft. \/ M.D.XLV., <\/em>Ristampa anastatica 19??<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>Die Bibel, nach der \u00fcbersetzung Martin Luthers<\/em>, Deutsche Bibelgesellschaft Stuttgart, 1985.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>Novum Testamentum Graece<\/em>, Nestle-Aland, Deutsche Bibelgesellschaft Stuttgart, 1983 (Testo della 26\u00b0 edizione, 1979).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>Nova Vulgata Bibliorum Sacrorum Editio<\/em>, Sacros. Oecum Concilii Vaticani II ratione abita [\u2026], Romae, Libreria Editrice Vaticana, 1979.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>BORNKAMM G\u00fcnther, <em>Paolo apostolo di Ges\u00f9 Cristo<\/em>, traduzione di Aldo Comba, Torino, Claudiana, 1977, (&#8220;Sola Scriptura&#8221;, n. 7).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>CAMPI Emidio, <em>Protestantesimo nei secoli. Fonti e documenti<\/em>, Torino, Claudiana, vol. I [Cinquecento e seicento], 1991.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>CAMPI Emidio, RUBBOLI Massimo, <em>Protestantesimo nei secoli. Fonti e documenti<\/em>, Torino, Claudiana, vol. II [Settecento], 1997.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>DE NEGRI Enrico, <em>La teologia di Lutero<\/em>, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1967.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>DIWALD Hellmut, <em>Lutero<\/em>, Milano, Rizzoli, 1986.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>EBELING Gerhard, <em>Dogmatik des christlichen Glaubens, <\/em>II, T\u00fcbingen, Mohr, 1979, (trad. ital., Genova, Marietti, 1990 ss.)<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>EBELING Gerhard, <em>Lutero, Un volto nuovo<\/em>, Roma-Brescia, Herder-Morcelliana, 1970.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>EBELING Gerhard,<em> Lutero: l&#8217;itinerario ed il messaggio<\/em>, Torino, Claudiana, 1988, (originale ted. 1983), (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca&#8221;, Introduzione).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>ERASMO da Rotterdam, LUTERO Martin, <em>Il Libero arbitrio, Il Servo arbitrio<\/em>, a cura di Roberto Jouvenal, Torino, Claudiana, 19932, (&#8220;Testi della Riforma&#8221;, n. 2).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>FEBVRE Lucien, <em>Martin Lutero<\/em>, Bari Editori Laterza, 1984.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>GHERARDINI Brunero, <em>Theologia crucis. L&#8217;eredit\u00e0 di Lutero nell&#8217;evoluzione teologica della Riforma<\/em>, Roma, Edizioni Paoline, 1978. <\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>GRANE L., <em>Contra Gabrielem. Luthers Auseinandersetzung mit Gabriel Biel in der Disputatio contra Scholasticam Theologiam 1517<\/em> (Acta theologica Danica, vol. 4), Gyldendal, 1962.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>KIERKEGAARD S\u00f8ren Aabye, <em>Opere<\/em>, traduzione italiana di Cornelio Fabro, Firenze, Sansoni, 1972.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LOEWENICH Walther von<em>, Luthers Theologia crucis, <\/em>Bielefeld, Luther-Verlag, 19826 (19291).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LORTZ Joseph, <em>La Riforma in Germania; <\/em>vol. I: <em>Premesse, inizio, primi risultati; <\/em>vol. II: <em>Costituzione dei fronti, tentativi di unione. Divisione definitiva, <\/em>Milano, Jaca Book, I 1979, II 1980.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Come si devono istituire i ministri della chiesa (1523)<\/em>, a cura di Silvana Nitti, Torino, Claudiana, 1987, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca &#8220;, n. 2).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Commento al Magnificat<\/em>, Milano, CENS, 19893.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Contro i profeti celesti, sulle immagini e sul sacramento (1525)<\/em>, a cura di Alberto Gallas, Torino, Claudiana, 1999, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca &#8220;, n. 8).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Gli Articoli di Smalcalda: I fondamenti della fede (1537-38)<\/em>, a cura di Paolo Ricca, Torino, Claudiana, 1992, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca&#8221;, n. 5).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>I sette salmi penitenziali<\/em>, a cura di Franco Buzzi, Milano, BUR, 1996.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Il Piccolo Catechismo, Il Grande Catechismo (1529)<\/em>, a cura di Fulvio Ferrario, Torino, Claudiana, 1998, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca &#8220;, n. 1).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Il Servo arbitrio, risposta ad Erasmo (1525)<\/em>, a cura di Fiorella De Michelis Pintacuda, traduzione e note di Marco Sbrozi, Torino, Claudiana, 1993, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca&#8221;, n. 6).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>La lettera ai Romani (1515-1516)<\/em>, a cura di Franco Buzzi, Milano, Edizioni Paoline, 1991, (&#8220;I Classici del pensiero cristiano&#8221;, n. 7).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>L&#8217;Anticristo, Replica ad Ambrogio Catarino (1521)<\/em>, a cura di Laura Ronchi De Michelis, Torino, Claudiana, 1989, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca &#8220;, n. 3).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Libert\u00e0 del cristiano<\/em>, Claudiana, 1970 (prima edizione pubblicata da: Casa editrice Doxa, Milano-Roma, 1931)<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Lieder e prose<\/em>, a cura di Emilio Bonfatti, Milano, Mondadori, 1983, (&#8220;Biblioteca Mondadori&#8221;, n. 58).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Messa, sacrificio e sacerdozio (1520 -1521 &#8211; 1533)<\/em>, a cura di Silvana Nitti, Torino, Claudiana, 1995, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca&#8221;, n. 7).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Prediche sulla chiesa e sullo Spirito santo<\/em>, a cura di Giuliana Gandolfo, traduzione di Frithjof Roch, Torino, Claudiana, 1984.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>LUTERO Martin, <em>Scuola e cultura, Compiti delle autorit\u00e0 doveri dei genitori (1524 e 1530)<\/em>, a cura di Maria Cristina Laurenzi, Torino, Claudiana, 1990, (&#8220;M. Lutero Opere scelte, diretta da Paolo Ricca &#8220;, n. 4).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span>Lutero, edizioni critiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>D. Martin Luthers Werke<\/em>. Kritische Gesamtausgabe (Weimarer Ausgabe), Weimar Hermann B\u00f6hlhaus Nachfolger, 1883ss (riproduzione fotomeccanica: Graz, Akademische Druck- und Verlagsanstalt, 1964ss)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span>-, Sezioni:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em> Werke<\/em>, finora 63 voll. In pi\u00f9 tomi [WA]<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em> Briefwechsel<\/em>, finora 18 voll. [WA Br]<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em> Deutsche Bibel<\/em>, 12 voll. in pi\u00f9 tomi [WA DB]<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em> Tischreden<\/em>, 6 voll [WA Tr]<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em> <\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span><em>Luthers Werke in Auswahl<\/em>, unter Mitwirkung von Albert Lei\u00dfmann, herausgegeben von Otto Clemen, Berlin, Walter de Gruyter &amp; Co., 1931 sgg.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>McGRATH E. Alister, <em>Il pensiero della Riforma<\/em>, Torino, Claudiana, 1995 (2 Ed. riveduta ed ampliata), (&#8220;Piccola biblioteca teologica&#8221;, 24).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>McGRATH E. Alister, <em>Le radici della spiritualit\u00e0 protestante<\/em>, Torino, Claudiana,1997, (&#8220;Piccola biblioteca teologica&#8221;, 42).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>McGRATH E. Alister, <em>Luther&#8217;s Theology of the Cross. Martin Luther&#8217;s Theological Breaktrough, <\/em>Oxford, Blackwell, 1985.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>McGRATH E. Alister, <em>Teologia cristiana<\/em>, Torino, Claudiana, 1999, (&#8220;Strumenti &#8211; Pensiero cristiano&#8221;, 1).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>MIEGGE Giovanni, <em>Lutero giovane, <\/em>Milano, Feltrinelli, 1977 (19461).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>PANI Giancarlo, <em>Martin Lutero. Lezioni sulla lettera ai Romani (R\u00f6merbriefvorlesung 1515-1516). I riferimenti ad Agostino. La giustificazione, <\/em>Roma, Pubblicazioni Agostiniane, 1983.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>PENNA Aurelio, RONCHI Sergio, <em>Il Protestantesimo. La sfida degli evangelici in Italia e nel mondo<\/em>, Milano, Feltrinelli, 1981, (&#8220;Universale Economica Feltrinelli&#8221;, 933).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>PLATONE, <em>Tutti gli scritti<\/em>, a cura di Giovanni Reale, Milano, Rusconi, 1991.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>POZZOLI Claudio, <em>Vita di Martin Lutero<\/em>, Milano, Rusconi, 1983, (&#8220;Le Vite&#8221;). <\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>REALE Giovanni, <em>Storia della filosofia antica<\/em>, Milano,Vita e Pensiero, 1975-1980.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>SCIUTO Italo, <em>La felicit\u00e0 e il male<\/em>, Milano, FrancoAngeli, 1995.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>SIMONETTI Manlio, <em>La letteratura cristiana antica greca e latina<\/em>, Milano, Edizioni Accademia, 1969.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>STEWART Roberto Gualtiero, <em>Commentario esegetico pratico dei quattro Evangeli<\/em>, terza edizione, riveduta ed alquanto abbreviata dal Prof. Enrico Bosio, Torre Pellice, Libreria Editrice Claudiana, 1929.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"justify\"><span>TILLICH Paul, L&#8217;era protestante, a cura di Franco Giampiccoli, Torino, Claudiana, 1972, (&#8220;Sola Scriptura &#8211; Nuovi Studi Teologici&#8221;, n. 4).<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">\n<hr \/>\n<address> <span style=\"font-size: x-small;\"><br \/>\n<\/span> <\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Pentimento? di Giorgio Ruffa Il Giubileo 2000 ci ha regalato un&#8217;altra chicca! E da questa parto per una riflessione sulla natura umana. MEA CULPA: IL PAPA A SAN PIETRO; Chiede perdono per errori Chiesa ROMA &#8211; Con una &#8220;statio&#8221; davanti alla Pieta&#8217; di Michelangelo, il Papa ha dato inizio in san Pietro alla celebrazione in cui la Chiesa chiedera&#8217; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,4],"tags":[],"class_list":["post-509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-art","category-teol"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=509"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":511,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions\/511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}