{"id":542,"date":"1999-11-13T21:09:08","date_gmt":"1999-11-13T19:09:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ewp.netsons.org\/ewp\/?p=542"},"modified":"2009-11-13T21:10:16","modified_gmt":"2009-11-13T19:10:16","slug":"dichiarazione-congiunta-sulla-dottrina-della-giustificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/542","title":{"rendered":"Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } \t\tA:link { so-language: zxx } --><strong><span style=\"font-size: small;\">31 Ottobre 1999<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">N.B. Presento, qui di seguito, la dichiarazione come \u00e8 stata distribuita in traduzione italiana. Integralmente, in modo che ognuno possa farsi una sua opinione. Non introduco quindi alcun commento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Permettetemi solo un&#8217;osservazione. Importantissimi i punti 23 e 24&#8230; ma sono, in realt\u00e0, un bel caso di <em>&#8220;oppositum in adiecto&#8221;<\/em>. Personalmente seguo il punto 23, ma non vedo, scusate la mia ignoranza, in che modo possa relazionarsi &#8220;ecumenicamente&#8221; al punto 24&#8230; salti mortali a parte. Nella teologia cattolica c&#8217;\u00e8 sempre una parolina che fa problema: <em>cooperazione<\/em>. C&#8217;\u00e8 da dire. in ogni caso, che in queste argomentazioni teologiche si \u00e8 sempre al limite della sottigliezza, del sofisma.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Dichiarazione congiunta <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">sulla dottrina della giustificazione <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Preambolo <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">1. Messaggio biblico della giustificazione <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">2. La dottrina della giustificazione come problema ecumenico <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">3. La comune comprensione della giustificazione <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4. La spiegazione della comune comprensione della giustificazione <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.1. Impotenza e peccato dell&#8217;uomo di fronte alla giustificazione <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.2. Giustificazione come perdono dei peccati e azione che rende giusti <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.3. Giustificazione mediante la fede e per grazia <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.4. L&#8217;essere peccatore del giustificato <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.5. Legge ed evangelo <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.6. Certezza della salvezza <\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4.7. Le opere buone del giustificato <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">5. Il significato e la portata del consenso raggiunto <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"Preambolo\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">PREAMBOLO<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">1. La dottrina della giustificazione ha avuto un&#8217;importanza fondamentale per la Riforma luterana del XVI secolo. Essa l&#8217;ha considerata l'&#8221;articolo primo e fondamentale&#8221; [1] e, al tempo stesso, la dottrina che &#8220;governa e giudica tutti gli altri aspetti della dottrina cristiana&#8221; [2]. Essa \u00e8 stata particolarmente sostenuta e difesa, nella sua accezione riformata e nel suo valore particolare a fronte della teologia e della Chiesa cattolica romana del tempo, le quali sostenevano e difendevano da parte loro una giustificazione dagli accenti diversi. Dal punto di vista riformato, la giustificazione era il fulcro attorno al quale si cristallizzavano tutte le polemiche. Gli scritti confessionali luterani [3] e il Concilio di Trento della Chiesa cattolica emisero condanne dottrinali che sono valide ancora oggi e che sono causa di separazione tra le Chiese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">2. Per la tradizione luterana, la giustificazione ha conservato tale particolare valore. Per questo motivo essa ha assunto fin dall&#8217;inizio un posto importante anche nel dialogo ufficiale luterano-cattolico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">3. Si rimanda, in primo luogo, ai rapporti Il Vangelo e la Chiesa (1972) [4] e Chiesa e giustificazione (1994) [5] della Commissione mista internazionale cattolica-luterana, al rapporto Giustificazione per fede (1983) [6] della Commissione cattolica-luterana negli Stati Uniti e allo studio Lehrverurteilungen &#8211; kirchentrennend? (Le condanne dottrinali dividono ancora le Chiese?) (1986) [7] del Gruppo di Lavoro ecumenico composto da teologi protestanti e cattolici in Germania. Alcuni di questi documenti di dialogo sono stati oggetto di una ricezione ufficiale. Esempio importante, a questo riguardo, \u00e8 la ricezione delle conclusioni dello studio sulle condanne dottrinali del XVI secolo. La Chiesa evangelica luterana unita della Germania, assieme ad altre Chiese protestanti tedesche, ha redatto una presa di posizione su tale documento alla quale \u00e8 stato conferito il massimo riconoscimento ecclesiale (1994) [8].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">4. Nella discussione sulla giustificazione tutti i documenti di dialogo citati e le prese di posizione ad essi relative mostrano in alto grado un orientamento comune e un giudizio comune. \u00c8 giunto quindi il momento di tracciare un bilancio e di riassumere i risultati dei dialoghi sulla giustificazione per informare con la necessaria precisione e concisione le nostre Chiese e permettere loro di esprimersi in modo vincolante sull&#8217;argomento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">5. La presente Dichiarazione congiunta ha precisamente tale scopo. Essa vuole mostrare che, sulla base di questo dialogo, le Chiese luterane e la Chiesa cattolica [9] che lo sottoscrivono sono ormai in grado di enunciare una comprensione comune della nostra giustificazione operata dalla grazia di Dio per mezzo della fede in Cristo. Questa Dichiarazione non contiene tutto ci\u00f2 che si insegna in ciascuna Chiesa sulla giustificazione; tuttavia essa esprime un consenso su verit\u00e0 fondamentali della dottrina della giustificazione, mostrando come elaborazioni che permangono diverse non sono pi\u00f9 suscettibili di provocare condanne dottrinali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">6. La nostra dichiarazione non \u00e8 una presentazione nuova e autonoma che si aggiunge ai rapporti di dialogo e ai documenti precedenti, n\u00e9 intende sostituirsi ad essi. Come dimostra l&#8217;appendice sulle fonti, la presente Dichiarazione si riferisce ai testi che l&#8217;hanno preceduta e agli argomenti ivi presentati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">7. Proprio come gli stessi dialoghi, anche questa Dichiarazione congiunta si basa sulla convinzione che il superamento delle condanne e delle questioni controverse non equivale a prendere alla leggera separazioni e condanne, n\u00e9 equivale a sconfessare il passato di ciascuna delle nostre Chiese. Essa \u00e8 tuttavia convinta che affiorino nella storia delle nostre Chiese modi nuovi di valutare e si producano sviluppi, i quali non soltanto possono permettere, ma esigono che si verifichino e vengano esaminate, sotto una nuova angolatura, le questioni che dividono e le condanne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"1\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">1. MESSAGGIO BIBLICO DELLA GIUSTIFICAZIONE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">8. Il modo che ci \u00e8 comune di porci all&#8217;ascolto della Parola di Dio nella Sacra Scrittura ci ha condotto a tali valutazioni nuove. Ascoltiamo insieme il Vangelo, il quale ci dice che &#8220;Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna&#8221; (Gv 3, 16). Nella Sacra Scrittura questa buona novella viene rappresentata in diversi modi. Nell&#8217;Antico Testamento ascoltiamo la parola di Dio che ci parla del peccato umano (Sal 51, 1-5; Dn 9, 5s; Qo 8, 9s; Esd 9, 6s), della disobbedienza umana (Gen 3, 1-19; Ne 9, 16s. 26), della giustizia (Is 46, 13; 51, 5-8; 56, 1; [cfr. 53, 11]; Ger 9, 24) e del giudizio di Dio (Qo 12, 14; Sal 9, 5s; 76, 7-9).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">9. Nel Nuovo Testamento, in Matteo (5, 10; 6, 33; 21, 32), Giovanni (16, 8-11), nella Lettera agli Ebrei (5, 1-3; 10, 37s) e nella Lettera di Giacomo (2, 14-26) i temi della &#8220;giustizia&#8221; e della &#8220;giustificazione&#8221; non sono trattati nello stesso modo [10]. Anche nelle Lettere paoline il dono della salvezza \u00e8 evocato in diversi modi: fra altro, come &#8220;liberazione in vista della libert\u00e0&#8221; (Gal 5, 1-13; cfr. Rm 6, 7), &#8220;riconciliazione con Dio&#8221; (2 Cor 5, 18-21; cfr. Rm 5, 11), &#8220;pace con Dio&#8221; (Rm 5, 1), &#8220;nuova creazione&#8221; (2 Cor 5, 17), come &#8220;vita per Dio in Cristo Ges\u00f9&#8221; (Rm 6, 11.23) o &#8220;santificazione in Cristo Ges\u00f9&#8221; (cfr. 1 Cor 1, 2; 1, 30; 2 Cor 1, 1). Tra queste descrizioni ha un posto di spicco quella della &#8220;giustificazione&#8221; del peccatore nella fede per mezzo della grazia di Dio (Rm 3, 23-25), che \u00e8 stata pi\u00f9 specialmente messa in evidenza all&#8217;epoca della Riforma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">10. Paolo descrive il Vangelo come forza di Dio per la salvezza dell&#8217;uomo in preda al potere del peccato: come messaggio che proclama la &#8220;giustizia di Dio che si rivela mediante la fede e in vista della fede&#8221; (Rm 1, 17s) e d\u00e0 la &#8220;giustificazione&#8221; (Rm 3, 21-31). Egli annuncia Cristo come &#8220;nostra giustizia&#8221; (cfr. 1 Cor 1, 30), applicando al Signore risorto ci\u00f2 che Geremia annunciava al riguardo di Dio stesso (Ger 23, 6). Nella morte e risurrezione di Cristo si radicano tutte le dimensioni della sua opera salvifica, poich\u00e9 egli \u00e8 il &#8220;nostro Signore, il quale \u00e8 stato messo a morte per i nostri peccati ed \u00e8 stato risuscitato per la nostra giustificazione&#8221; (Rm 4, 25). Tutti gli esseri umani hanno bisogno della giustizia di Dio, poich\u00e9 &#8220;tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio&#8221; (Rm 3, 23; cfr. Rm 1, 18 &#8211; 3, 20; 11, 32; Gal 3, 22). Nella Lettera ai Galati (3, 6) e nella Lettera ai Romani (4, 3-9), Paolo comprende la fede di Abramo (Gen 15, 6) come fede in quel Dio che giustifica il peccatore (Rm 4, 5). Egli fa appello alla testimonianza dell&#8217;Antico Testamento per affermare con forza il suo Vangelo proclamando che la giustizia \u00e8 conferita a tutti coloro che, come Abramo, confidano nella promessa di Dio. &#8220;Il giusto vivr\u00e0 per la sua fede&#8221; (Ab 2, 4; cfr. Gal 3, 11; Rm 1, 17). Nelle Lettere paoline, la giustizia di Dio \u00e8 anche forza di Dio per ciascun credente (Rm 1, 16s). In Cristo, egli fa s\u00ec che essa diventi nostra giustizia (2 Cor 5, 21). La giustificazione ci \u00e8 conferita mediante Cristo Ges\u00f9, che &#8220;Dio ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue&#8221; (Rm 3, 25; cfr. 3, 21-28). &#8220;Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ci\u00f2 non viene da voi, ma \u00e8 dono di Dio; n\u00e9 viene dalle opere&#8221; (Ef 2, 8s).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">11. La giustificazione \u00e8 perdono dei peccati (Rm 3, 23-25; At 13, 39; Lc 18, 14), liberazione dal potere di dominio esercitato dal peccato e dalla morte (Rm 5, 12-21) e liberazione dalla maledizione della Legge (Gal 3, 10-14). Essa \u00e8 gi\u00e0 da ora accoglienza nella comunione con Dio, e lo sar\u00e0 pienamente nel regno di Dio che viene (Rm 5, 1s). La giustificazione unisce a Cristo, alla sua morte e risurrezione (Rm 6, 5). Essa si realizza nel ricevere lo Spirito Santo nel battesimo il quale \u00e8 incorporazione nell&#8217;unico corpo (Rm 8, 1s.9s; 1 Cor 12, 12s). Tutto questo viene unicamente da Dio, a causa di Cristo, per opera della grazia mediante la fede nel &#8220;Vangelo del Figlio di Dio&#8221; (Rm 1, 1-3).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">12. I giustificati vivono della fede che sgorga dalla parola di Cristo (Rm 10, 17) e agisce nell&#8217;amore (Gal 5, 6), il quale \u00e8 frutto dello Spirito (Gal 5, 22s). Poich\u00e9 i credenti continuano tuttavia a subire le tentazioni di potenze e di concupiscenze esteriori e interiori (Rm 8, 35-39; Gal 5, 16-21) e cadono nel peccato (1 Gv 1, 8.10), essi debbono sempre di pi\u00f9 porsi all&#8217;ascolto delle promesse di Dio, confessare i loro peccati (1 Gv 1, 9), partecipare al corpo e al sangue di Cristo ed essere esortati a vivere in modo conforme alla volont\u00e0 di Dio e in modo giusto. Per questo motivo, l&#8217;apostolo dice ai giustificati: &#8220;Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. \u00c8 Dio infatti che suscita in voi il volere e l&#8217;operare secondo i suoi benevoli disegni&#8221; (Fil 2, 12s). Ma la buona novella permane: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Ges\u00f9&#8221; (Rm 8, 1) e nei quali Cristo vive (Gal 2, 20). Mediante l&#8217;opera di giustizia di Cristo vi sar\u00e0 per tutti gli uomini &#8220;la giustificazione che d\u00e0 vita&#8221; (Rm 5, 18).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"2\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">2. LA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE COME PROBLEMA ECUMENICO<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">13. Le interpretazioni e applicazioni contraddittorie del messaggio biblico della giustificazione sono state nel XVI secolo una causa primaria della divisione della Chiesa d&#8217;Occidente, la quale ha anche avuto effetti sulle condanne dottrinali. Una comune comprensione della giustificazione \u00e8 quindi fondamentale e indispensabile per il superamento della divisione delle Chiese. Facendo sue le intuizioni dei recenti studi biblici e attingendo alle moderne ricerche della storia della teologia e della storia dei dogmi, il dialogo ecumenico, realizzato dal Concilio Vaticano II in poi, ha condotto ad una significativa convergenza a riguardo della dottrina della giustificazione. Essa permette di formulare in questa Dichiarazione congiunta un consenso su verit\u00e0 fondamentali della dottrina della giustificazione secondo il quale le condanne dottrinali del XVI secolo ad essa relative oggi non riguardano pi\u00f9 la controparte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"3\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">3. LA COMUNE COMPRENSIONE DELLA GIUSTIFICAZIONE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">14. Le Chiese luterane e la Chiesa cattolica romana hanno ascoltato insieme la buona novella proclamata dalla Sacra Scrittura, ci\u00f2 che ha permesso loro, unitamente alle conversazioni teologiche di questi ultimi anni, di pervenire ad una comprensione condivisa della giustificazione. Quest&#8217;ultima comporta un consenso su verit\u00e0 fondamentali. Le elaborazioni tra loro diverse riscontrabili nei singoli testi e dichiarazioni sono compatibili con tale consenso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">15. Insieme crediamo che la giustificazione \u00e8 opera di Dio uno e trino. Il Padre ha inviato il Figlio nel mondo per la salvezza dei peccatori. L&#8217;incarnazione, la morte e la resurrezione di Cristo sono il fondamento e il presupposto della giustificazione. Pertanto, la giustificazione significa che Cristo stesso \u00e8 nostra giustizia, alla quale partecipiamo, secondo la volont\u00e0 del Padre, per mezzo dello Spirito Santo. Insieme confessiamo che non in base ai nostri meriti, ma soltanto per mezzo della grazia, e nella fede nell&#8217;opera salvifica di Cristo, noi siamo accettati da Dio e riceviamo lo Spirito Santo, il quale rinnova i nostri cuori, ci abilita e ci chiama a compiere le buone opere [11].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">16. Tutti gli uomini sono chiamati da Dio alla salvezza in Cristo. Soltanto per mezzo di lui noi siamo giustificati dal momento che riceviamo questa salvezza nella fede. La fede stessa \u00e8 anch&#8217;essa dono di Dio per mezzo dello Spirito Santo che agisce, per il tramite della Parola e dei Sacramenti, nella comunit\u00e0 dei credenti, guidandoli verso quel rinnovamento della vita che Dio porta a compimento nella vita eterna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">17. Condividiamo anche la convinzione che il messaggio della giustificazione ci orienta in modo particolare verso il centro stesso della testimonianza che il Nuovo Testamento d\u00e0 dell&#8217;azione salvifica di Dio in Cristo: essa ci dice che noi, in quanto peccatori, dobbiamo la nostra vita nuova soltanto alla misericordia di Dio che perdona e che fa nuove tutte le cose, misericordia che noi possiamo ricevere soltanto come dono nella fede, ma che non possiamo meritare mai e in nessun modo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">18. Pertanto, la dottrina della giustificazione che assume e sviluppa tale messaggio, non \u00e8 soltanto una singola parte dell&#8217;insegnamento di fede cristiano. Essa si pone in una relazione essenziale con tutte le verit\u00e0 della fede che vanno considerate interiormente connesse tra loro. Essa \u00e8 un criterio irrinunciabile che orienta continuamente a Cristo tutta la dottrina e la prassi della Chiesa. Quando i luterani sottolineano il significato del tutto singolare di questo criterio, essi non negano la connessione e il significato di tutte le verit\u00e0 di fede. Quando i cattolici si sentono vincolati da molteplici criteri, non per questo negano la particolare funzione del messaggio della giustificazione. Luterani e cattolici tendono insieme alla meta di confessare in ogni cosa Cristo, il solo nel quale riporre ogni fiducia, poich\u00e9 egli \u00e8 l&#8217;unico mediatore (1 Tm 2, 5s) attraverso il quale Dio nello Spirito Santo fa dono di s\u00e9 e effonde i suoi doni che tutto rinnovano (cfr. Fonti del cap. 3).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"4\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4. LA SPIEGAZIONE DELLA COMUNE COMPRENSIONE DELLA GIUSTIFICAZIONE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"41\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.1 Impotenza e peccato dell&#8217;uomo di fronte alla giustificazione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">19. Insieme confessiamo che, l&#8217;uomo dipende interamente per la sua salvezza dalla grazia salvifica di Dio. La libert\u00e0 che egli possiede nei confronti degli uomini e delle cose del mondo non \u00e8 una libert\u00e0 dalla quale possa derivare la sua salvezza. Ci\u00f2 significa che, in quanto peccatore, egli \u00e8 soggetto al giudizio di Dio, e dunque incapace da solo di rivolgersi a Dio per la sua salvezza, o di meritarsi davanti a Dio la sua giustificazione, o di raggiungere la salvezza con le sue proprie forze. La giustificazione avviene soltanto per opera della grazia. Dal fatto che cattolici e luterani confessano insieme tutto questo, deriva quanto segue.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">20. Quando i cattolici affermano che l&#8217;uomo, predisponendosi alla giustificazione e alla sua accettazione, &#8220;coopera&#8221; con il suo assenso all&#8217;azione giustificante di Dio, essi considerano tale personale assenso non come un&#8217;azione derivante dalle forze proprie dell&#8217;uomo, ma come un effetto della grazia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">21. Secondo la concezione luterana, l&#8217;uomo \u00e8 incapace di cooperare alla propria salvezza, poich\u00e9, in quanto peccatore, egli si oppone attivamente a Dio e alla sua azione salvifica. I luterani non negano che l&#8217;uomo possa rifiutare l&#8217;azione della grazia. Quando essi sottolineano che l&#8217;uomo pu\u00f2 solo ricevere la giustificazione mere passive, negano con ci\u00f2 ogni possibilit\u00e0 di un contributo proprio dell&#8217;uomo alla sua giustificazione, senza negare tuttavia la sua personale e piena partecipazione nella fede, che \u00e8 operata dalla stessa parola di Dio (cfr. Fonti del cap. 4.1).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"42\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.2 Giustificazione come perdono dei peccati e azione che rende giusti<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">22. Insieme confessiamo che Dio perdona per grazia il peccato dell&#8217;uomo e che, nel contempo, egli lo libera, durante la sua vita, dal potere assoggettante del peccato, donandogli la vita nuova in Cristo. Quando l&#8217;uomo partecipa a Cristo nella fede, Dio non gli imputa il suo peccato e fa agire in lui un amore attivo mediante lo Spirito Santo. Entrambi questi aspetti dell&#8217;azione salvifica di Dio non dovrebbero essere scissi. Essi sono connessi nel senso che l&#8217;uomo, nella fede, viene unito a Cristo, il quale \u00e8, nella sua Persona, la nostra giustizia (Cfr. I Cor 1, 30), proprio come perdono dei peccati e presenza salvifica di Dio. Dal fatto che cattolici e luterani confessano insieme tutto questo, deriva quanto segue.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">23. Quando i luterani sottolineano che la giustizia di Cristo \u00e8 la nostra giustizia, vogliono affermare soprattutto che, con la dichiarazione di perdono, \u00e8 donata al peccatore la giustizia davanti a Dio in Cristo e che la sua vita \u00e8 rinnovata soltanto in unione con lui. Quando essi affermano che la grazia di Dio \u00e8 amore che perdona (&#8220;favore di Dio&#8221; [12]), non negano il rinnovamento della vita del cristiano, ma vogliono piuttosto affermare che la giustificazione \u00e8 svincolata dalla cooperazione umana e non dipende neppure dagli effetti di rinnovamento della vita che la grazia ha nell&#8217;uomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">24. Quando i cattolici sottolineano che il credente riceve in dono il rinnovamento del suo essere interiore ricevendo la grazia [13], essi vogliono affermare che la grazia di Dio che reca il perdono \u00e8 sempre legata al dono di una vita nuova, la quale si esprime nello Spirito Santo, in un amore attivo; con ci\u00f2 essi non negano tuttavia che il dono divino della grazia nella giustificazione resta indipendente dalla cooperazione umana (cfr. Fonti del cap. 4.2)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"43\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.3 Giustificazione mediante la fede e per grazia<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">25. Insieme confessiamo che il peccatore viene giustificato mediante la fede nell&#8217;azione salvifica di Dio in Cristo: questa salvezza gli viene donata dallo Spirito Santo nel battesimo che \u00e8 il fondamento di tutta la sua vita cristiana. L&#8217;uomo, nella fede giustificante che racchiude in s\u00e9 la speranza in Dio e l&#8217;amore per lui, confida nella sua promessa misericordiosa. Questa fede \u00e8 attiva nell&#8217;amore e per questo motivo il cristiano non pu\u00f2 e non deve restare inoperoso. Tuttavia la giustificazione non si fonda n\u00e9 si guadagna con tutto ci\u00f2 che precede e segue nell&#8217;uomo il libero dono della fede.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">26. Secondo il modo di comprendere luterano, Dio giustifica il peccatore solo nella fede (sola fide). Nella fede, l&#8217;uomo confida totalmente nel suo Creatore e Salvatore ed \u00e8 cos\u00ec in comunione con lui. Dio stesso fa scaturire la fede suscitando tale fiducia con la sua parola creatrice. Poich\u00e9 questo agire di Dio \u00e8 una nuova creazione, essa riguarda tutte le dimensioni della persona e conduce a una vita nella speranza e nell&#8217;amore. Pertanto, l&#8217;insegnamento della &#8220;giustificazione soltanto per mezzo della fede&#8221; distingue, senza tuttavia separarli, il rinnovamento della condotta di vita, necessariamente conseguenza della giustificazione, e senza la quale non vi sarebbe la fede, dalla giustificazione stessa. Con ci\u00f2 si evidenzia anzi il fondamento di tale rinnovamento. Il rinnovamento della vita deriva dall&#8217;amore di Dio donato all&#8217;uomo nella giustificazione. Giustificazione e rinnovamento della vita sono intimamente uniti in Cristo che \u00e8 presente nella fede.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">27. Anche secondo il modo di comprendere cattolico la fede \u00e8 fondamentale per la giustificazione; infatti, senza di essa non pu\u00f2 esservi giustificazione. L&#8217;uomo, in quanto colui che ascolta la parola e crede, viene giustificato mediante il battesimo. La giustificazione del peccatore \u00e8 perdono dei peccati e realizzazione della giustizia attraverso la grazia giustificante che fa di noi dei figli di Dio. Nella giustificazione i giustificati ricevono da Cristo la fede, la speranza e l&#8217;amore e sono cos\u00ec accolti nella comunione con lui [14]. Questa nuova relazione personale con Dio si fonda interamente sulla sua misericordia e permane dipendente dall&#8217;azione salvifica e creatrice di Dio misericordioso, il quale rimane fedele a se stesso e nel quale l&#8217;uomo pu\u00f2 quindi riporre la propria fiducia. Pertanto l&#8217;uomo non potr\u00e0 mai appropriarsi della grazia giustificante n\u00e9 appellarsi ad essa davanti a Dio. Quando, secondo il modo di comprendere cattolico, si sottolinea il rinnovamento della vita mediante la grazia giustificante, tale rinnovamento nella fede, nella speranza e nell&#8217;amore non pu\u00f2 mai fare a meno della grazia gratuita di Dio ed esclude ogni contributo alla giustificazione di cui l&#8217;uomo potrebbe vantarsi davanti a Dio (Rm 3, 27; cfr. Fonti del cap. 4.3).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"44\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.4 L&#8217;essere peccatore del giustificato<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">28. Insieme confessiamo che nel battesimo lo Spirito Santo unisce l&#8217;uomo a Cristo, lo giustifica e effettivamente lo rinnova. E tuttavia il giustificato, durante tutta la sua vita, non pu\u00f2 mai fare a meno della grazia incondizionatamente giustificante di Dio. Inoltre l&#8217;uomo non \u00e8 svincolato dal dominio che esercita su di lui il peccato e che lo stringe nelle sue spire (cfr. Rm 6, 12-14), n\u00e9 egli pu\u00f2 esimersi dal combattimento di tutta una vita contro l&#8217;opposizione a Dio che proviene dalla concupiscenza egoistica del vecchio Adamo (cfr. Gal 5, 16; Rm 7, 7.10). Anche il giustificato deve chiedere ogni giorno perdono a Dio, cos\u00ec come si fa nel Padre nostro (Mt 6, 12; 1 Gv 1, 9); egli \u00e8 continuamente chiamato alla conversione e alla penitenza e continuamente gli viene concesso il perdono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">29. Ci\u00f2 \u00e8 quanto i luterani vogliono intendere affermando che il cristiano \u00e8 &#8220;al tempo stesso giusto e peccatore&#8221;. Egli \u00e8 del tutto giusto, poich\u00e9 Dio, attraverso la Parola e il sacramento, gli perdona i peccati e gli accorda la giustizia di Cristo, che egli fa propria nella fede e che lo rende giusto in Cristo davanti a Dio. Tuttavia, guardando a se stesso egli riconosce, per mezzo della legge, di rimanere al tempo stesso e del tutto peccatore, poich\u00e9 in lui abita ancora il peccato (1 Gv 1, 8; Rm 7, 17.20); infatti, continua a riporre la sua fiducia in false divinit\u00e0 e non ama Dio con quell&#8217;amore indiviso che Dio, in quanto suo creatore, esige da lui (Dt 6, 5; Mt 22, 36-40 e parr.). Questa opposizione a Dio \u00e8 in quanto tale un vero e proprio peccato. Ma, grazie ai meriti di Cristo, il potere assoggettante del peccato \u00e8 vinto. Non \u00e8 pi\u00f9 un peccato &#8220;che domina&#8221; il cristiano, poich\u00e9 esso \u00e8 &#8220;dominato&#8221; mediante Cristo al quale il giustificato \u00e8 unito nella fede; cos\u00ec il cristiano, finch\u00e9 vive sulla terra, pu\u00f2 condurre pur in modo discontinuo una vita nella giustizia. E, nonostante il peccato, il cristiano non \u00e8 pi\u00f9 separato da Dio, poich\u00e9, nato di nuovo mediante il battesimo e lo Spirito Santo, ritornando quotidianamente al battesimo, egli riceve il perdono del suo peccato, per cui il suo peccato non lo condanna pi\u00f9 e non \u00e8 pi\u00f9 per lui causa di morte eterna [15]. Quindi, affermando che il giustificato \u00e8 anche peccatore e che la sua opposizione a Dio \u00e8 un vero e proprio peccato, i luterani con ci\u00f2 non negano che egli, nonostante il peccato, non sia separato da Dio in Cristo n\u00e9 che il suo peccato sia un peccato &#8220;assoggettato&#8221;. Nonostante le differenze nella concezione del peccato del giustificato, essi concordano su quest&#8217;ultimo punto con la parte cattolica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">30. I cattolici considerano che la grazia di Ges\u00f9 Cristo conferita nel battesimo, toglie tutto ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;veramente&#8221; peccato, tutto ci\u00f2 che &#8220;merita la condanna&#8221; (Rm 8, 1) [16], ma che resta nell&#8217;uomo un&#8217;inclinazione (concupiscenza) che viene dal peccato e spinge al peccato. Poich\u00e9 i cattolici sono convinti che il peccato umano comporti sempre un elemento personale, essi considerano che l&#8217;assenza di tale elemento non permette pi\u00f9 di chiamare peccato nel senso proprio del termine l&#8217;inclinazione ad opporsi a Dio. Con ci\u00f2 essi non negano che tale inclinazione non corrisponda al disegno originario di Dio sull&#8217;uomo, n\u00e9 che essa, ponendosi oggettivamente in opposizione a Dio e in contrasto con lui, costituisca una lotta che dura tutta la vita; riconoscenti per la salvezza ricevuta per mezzo di Cristo, vogliono piuttosto affermare che l&#8217;inclinazione ad opporsi a Dio non merita la pena di morte eterna [17] e non separa il giustificato da Dio. Tuttavia, quando il giustificato si separa volontariamente da Dio, non gli \u00e8 sufficiente ritornare all&#8217;osservanza dei comandamenti, ma occorre che egli riceva nel sacramento della riconciliazione il perdono e la pace mediante la parola di perdono che gli \u00e8 data in virt\u00f9 dell&#8217;opera di riconciliazione di Dio in Cristo (cfr. Fonti del cap. 4.4).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"45\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.5 La Legge e il Vangelo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">31. Insieme confessiamo che l&#8217;uomo viene giustificato nella fede nel Vangelo, &#8220;indipendentemente dalle opere della Legge&#8221; (Rm 3, 28). Cristo ha portato a compimento la Legge e l&#8217;ha superata quale via alla salvezza mediante la sua morte e risurrezione. Parimenti confessiamo che i comandamenti di Dio rimangono in vigore per il giustificato e che Cristo nella sua parola e nella sua vita esprime la volont\u00e0 di Dio, che \u00e8 anche per il giustificato la norma del suo agire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">32. I luterani fanno notare che la distinzione tra Legge e Vangelo nonch\u00e9 la loro retta interrelazione sono essenziali per comprendere la giustificazione. La Legge, nella sua accezione teologica, \u00e8 esigenza e accusa; ogni uomo, anche il cristiano in quanto peccatore, \u00e8 soggetto a tale esigenza e accusa vita natural durante e la legge svela i suoi peccati, affinch\u00e9 egli possa, nella fede al Vangelo, rivolgersi pienamente in Cristo alla misericordia di Dio, la sola che possa giustificarlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">33. Poich\u00e9 la Legge quale via per giungere alla salvezza \u00e8 stata portata a compimento e superata dal Vangelo, i cattolici possono dire che Cristo non \u00e8 un legislatore nel senso di Mos\u00e9. Sottolineando che il giustificato \u00e8 tenuto all&#8217;osservanza dei comandamenti di Dio, i cattolici non negano che la grazia della vita eterna \u00e8 stata misericordiosamente promessa ai figli di Dio mediante Ges\u00f9 Cristo[18] (cfr. Fonti del cap. 4.5).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"46\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.6 Certezza della salvezza<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">34. Insieme confessiamo che i credenti possono fare affidamento sulla misericordia e sulle promesse di Dio. Anche nella loro debolezza e nelle molteplici minacce che mettono in pericolo la loro fede, essi possono contare, in forza della morte e della resurrezione di Cristo, sulla promessa efficace della grazia di Dio nella Parola e nel sacramento ed essere cos\u00ec certi di questa grazia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">35. I riformatori hanno accentuato in modo particolare il fatto che, nella prova, il credente non deve rivolgere lo sguardo a se stesso, ma a Cristo e fare affidamento in modo totale soltanto su di lui. Riponendo cos\u00ec la sua fiducia nella promessa di Dio, egli \u00e8 certo della sua salvezza, mentre non ne \u00e8 mai certo se guarda a se stesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">36. I cattolici possono condividere l&#8217;orientamento dei riformatori che consiste nel fondare la fede sulla realt\u00e0 oggettiva della promessa di Cristo, a prescindere dalla personale esperienza e nel confidare unicamente nella promessa di Cristo (cfr. Mt 16, 19; 18, 18). Con il Concilio Vaticano II, i cattolici affermano che credere significa abbandonarsi interamente a Dio [19], che ci libera dalle tenebre del peccato e della morte e ci desta alla vita eterna [20]. In questo senso l&#8217;uomo non pu\u00f2 credere in Dio e contemporaneamente ritenere che la sua promessa non \u00e8 affidabile. Nessuno pu\u00f2 dubitare della misericordia di Dio e del merito di Cristo, allorch\u00e9 ciascuno pu\u00f2 temere per la sua salvezza se considera le sue debolezze e le sue mancanze. Il credente, proprio conoscendo i suoi fallimenti, pu\u00f2 essere certo che Dio vuole la sua salvezza (cfr. Fonti del cap. 4.6).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"47\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">4.7 Le buone opere del giustificato<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">37. Insieme confessiamo che le buone opere &#8211; una vita cristiana nella fede nella speranza e nell&#8217;amore &#8211; sono la conseguenza della giustificazione e ne rappresentano i frutti. Quando il giustificato vive in Cristo e agisce nella grazia che ha ricevuto, egli d\u00e0, secondo un modo di esprimersi biblico, dei buoni frutti. Tale conseguenza della giustificazione \u00e8 per il cristiano anche un dovere da assolvere, in quanto egli lotta contro il peccato durante tutta la sua vita; per questo motivo Ges\u00f9 e gli scritti apostolici esortano i cristiani a compiere opere d&#8217;amore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">38. Secondo la concezione cattolica, le buone opere, compiute per mezzo della grazia e dell&#8217;azione dello Spirito Santo, contribuiscono ad una crescita nella grazia, di modo che la giustizia ricevuta da Dio \u00e8 preservata e la comunione con Cristo approfondita. Quando i cattolici affermano il &#8220;carattere meritorio&#8221; delle buone opere, essi intendono con ci\u00f2 che, secondo la testimonianza biblica, a queste opere \u00e8 promesso un salario in cielo. La loro intenzione \u00e8 di sottolineare la responsabilit\u00e0 dell&#8217;uomo nei confronti delle sue azioni, senza contestare con ci\u00f2 il carattere di dono delle buone opere, e tanto meno negare che la giustificazione stessa resta un dono immeritato della grazia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">39. Anche nei luterani si riscontra il concetto di una preservazione della grazia e di una crescita nella grazia e nella fede. Anzi, essi sottolineano che la giustizia in quanto accettazione per mezzo di Dio e partecipazione alla giustizia di Cristo, \u00e8 sempre perfetta. Al tempo stesso affermano che i suoi effetti possono crescere nella vita cristiana. Considerando le buone opere del cristiano come &#8220;frutti&#8221; e &#8220;segni&#8221; della giustificazione e non &#8220;meriti&#8221; che gli sono propri, essi comprendono, allo stesso modo, conformemente al Nuovo Testamento, la vita eterna come &#8220;salario&#8221; immeritato nel senso del compimento della promessa di Dio ai credenti (cfr. Fonti del cap. 4.7).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"5\"><\/a><span style=\"font-size: small;\">5. IL SIGNIFICATO E LA PORTATA DEL CONSENSO RAGGIUNTO<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">40. La comprensione della dottrina della giustificazione esposta in questa Dichiarazione mostra l&#8217;esistenza di un consenso tra luterani e cattolici su verit\u00e0 fondamentali di tale dottrina della giustificazione. Alla luce di detto consenso sono accettabili le differenze che sussistono per quanto riguarda il linguaggio, gli sviluppi teologici e le accentuazioni particolari che ha assunto la comprensione della giustificazione, cos\u00ec come esse sono state descritte sopra nei numeri 18-39. Per questo motivo l&#8217;elaborazione luterana e l&#8217;elaborazione cattolica della fede nella giustificazione sono, nelle loro differenze, aperte l&#8217;una all&#8217;altra e tali da non invalidare di nuovo il consenso raggiunto su verit\u00e0 fondamentali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">41. Con ci\u00f2, le condanne dottrinali del XVI secolo, nella misura in cui esse si riferiscono all&#8217;insegnamento della giustificazione, appaiono sotto una nuova luce: l&#8217;insegnamento delle Chiese luterane presentato in questa Dichiarazione non cade sotto le condanne del Concilio di Trento. Le condanne delle Confessioni luterane non colpiscono l&#8217;insegnamento della Chiesa cattolica romana cos\u00ec come esso \u00e8 presentato in questa Dichiarazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">42. Con questo non si vuole tuttavia togliere nulla alla seriet\u00e0 delle condanne dottrinali legate alla dottrina della giustificazione. Alcune di esse non erano semplicemente senza fondamento. Per noi, esse mantengono &#8220;il significato di salutari avvertimenti&#8221; di cui dobbiamo tenere conto nella dottrina e nella prassi [21].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">43. Il nostro consenso su verit\u00e0 fondamentali della dottrina della giustificazione deve avere degli effetti e trovare un riscontro nella vita e nell&#8217;insegnamento delle Chiese. Al riguardo permangono ancora questioni, di importanza diversa, che esigono ulteriori chiarificazioni. Esse riguardano, tra l&#8217;altro, la relazione esistente tra Parola di Dio e insegnamento della Chiesa, l&#8217;ecclesiologia, l&#8217;autorit\u00e0 nella Chiesa e la sua unit\u00e0, il ministero e i sacramenti, ed infine la relazione tra giustificazione e etica sociale. Siamo convinti che la comprensione comune da noi raggiunta offra la base solida per detta chiarificazione. Le Chiese luterane e la Chiesa cattolica si adopereranno ad approfondire la comprensione comune esistente affinch\u00e9 essa possa dare i suoi frutti nell&#8217;insegnamento e nella vita ecclesiale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">44. Ringraziamo il Signore per questo passo decisivo verso il superamento della divisione ecclesiale. Preghiamo lo Spirito Santo affinch\u00e9 egli continui a guidarci verso quell&#8217;unit\u00e0 visibile che \u00e8 la volont\u00e0 di Cristo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><strong>Fonti per la Dichiarazione congiunta sulla giustificazione<\/strong><\/em><strong> <\/strong>(omissis)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">[1] <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Articoli di Smalcalda<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, II, 1 (n. 370 in La foi des \u00c9glises luth\u00e9riennes. Confessions et cat\u00e9chismes, Paris 1991). Per la versione italiana degli Articoli, cfr. ad esempio <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Confessioni di fede delle Chiese cristiane<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, a cura di Romeo Fabbri, EDB, Bologna 1996, n. 579.<br \/>\n[2] &#8220;<\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Rector et iudex super omnia genera doctrinarum<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">&#8221; (<\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Weimarer Ausgabe<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> [WA], edizione tedesca completa delle <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Opere<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> di Lutero, H. Bohlaus, 1883, 39, I, 205).<br \/>\n[3] Ricordiamo che per molte Chiese luterane i riferimenti dottrinali vincolanti sono esclusivamente costituiti dalla <\/span><a href=\"..\/..\/..\/..\/..\/..\/evanweb\/confs1530.html\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Confessio Augustana<\/em><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> e dal <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Piccolo catechismo<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> di Lutero. Questi scritti confessionali non contengono alcuna condanna dottrinale nei confronti della Chiesa cattolica per quanto rigarda la dottrina della giustificazione.<br \/>\n[4] Commissione mista internazionale cattolica romana-evangelica luterana, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Il Vangelo e la Chiesa<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> (Rapporto di Malta, 1972). Rinviamo per la traduzione italiana dei rapporti citati in questa nota e nelle note 5 e 6 a Enchiridion Oecumenicum [EO] 1\/1127ss.<br \/>\n[5] Commissione mista internazionale cattolica-luterana, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Chiesa e giustificazione. La comprensione della Chiesa alla luce della dottrina della giustificazione<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, 1993, EO 3\/1223ss.<br \/>\n[6] Commissione cattolica-luterana negli Stati Uniti, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Giustificazione per fede<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, 1983, EO 2\/2759ss.<br \/>\n[7] K. Lehmann, W. Pannenberg (a cura di), <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Lehrverurteilungen &#8211; kirchentrennend?, Vol. 1: Rechtfertigung, Sakramente und Amt im Zeitalter der Reformation und heute<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, Freiburg-G\u00f6ttingen, 1986.<br \/>\n[8] Conferenza di Arnoldshain, Chiesa unita e Comitato nazionale tedesco della Federazione luterana mondiale, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Stellungnahme zum Dokument &#8220;Lehrverurteilungen &#8211; kirchentrennend?&#8221;<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, (presa di posizione sul documento &#8220;<\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Lehrverurteilungen &#8211; kirchentrennend?<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">&#8220;), in <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Oekumenische Rundschau<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> 44 (1995), 99-102, che pubblica anche i documenti alla base di tale decisione, cfr. a questo riguardo <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Lehrverurteilungen im Gespr\u00e4ch. Die ersten offiziellen Stellungsnahmen aus den evangelischen Kirchen in Deutschland<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, G\u00f6ttingen, 1993.<br \/>\n[9] Nella presente Dichiarazione il termine &#8220;Chiesa&#8221; \u00e8 adoperato nel senso secondo il quale esso \u00e8 compreso da ciascuna delle due Chiese coinvolte nel dialogo, senza alcuna pretesa di risolvere le questioni ecclesiologiche che a detto termine sono collegate.<br \/>\n[10] Cfr. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Rapporto di Malta<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, nn. 26-30 e il dialogo negli Stati Uniti, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Giustificazione per fede<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, nn. 122-147. Le testimonianze neo-testamentarie che non sono riferibili a Paolo sono state analizzate, per conto della Commissione di dialogo negli Stati Uniti che ha prodotto il documento <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Giustificazione per fede<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, da J. Reumann, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Righteousness in New Testament<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, con risposte di J. Fitzmeyer e J. D. Quinn, Philadelphia, New York, 1982, pp. 124-180. I risultati di quello studio sono stati riassunti nei nn. 139-142 del Rapporto di dialogo <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Giustificazione per fede<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">.<br \/>\n[11] Cfr. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Tutti sotto uno stesso Cristo<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, n. 14; EO 1\/1419.<br \/>\n[12] WA 8, 106.<br \/>\n[13] Cfr. H. Denzinger, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Enchiridion Symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, ed. bilingue a cura di P. H\u00fcnermann [DS], EDB, Bologna 1995, n. 1528.<br \/>\n[14] Cfr. DS 1530.<br \/>\n[15] Cfr. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Apologia della Confessione di Augusta<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, in <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Confessioni di fede delle Chiese cristiane<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, 141.<br \/>\n[16] Cfr. DS 1515.<br \/>\n[17] Cfr. DS 1515.<br \/>\n[18] Cfr. DS 1545.<br \/>\n[19] Cfr. Vaticano II, Cost. dogm. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Dei verbum<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> sulla divina rivelazione, n. 5; <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>EV<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> 1\/877.<br \/>\n[20] Cfr. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Dei verbum<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, n. 4; <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>EV<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\"> 1\/875.<br \/>\n[21] <\/span><span style=\"font-size: small;\"><em>Lehrverurteilungen &#8211; kirchentrennend?<\/em><\/span><span style=\"font-size: small;\">, 32.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>31 Ottobre 1999 N.B. Presento, qui di seguito, la dichiarazione come \u00e8 stata distribuita in traduzione italiana. Integralmente, in modo che ognuno possa farsi una sua opinione. Non introduco quindi alcun commento. Permettetemi solo un&#8217;osservazione. Importantissimi i punti 23 e 24&#8230; ma sono, in realt\u00e0, un bel caso di &#8220;oppositum in adiecto&#8221;. Personalmente seguo il punto 23, ma non vedo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-542","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teol"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=542"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":546,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/542\/revisions\/546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}