{"id":769,"date":"2010-04-10T11:25:56","date_gmt":"2010-04-10T09:25:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ewp.netsons.org\/ewp\/?p=769"},"modified":"2013-03-30T13:57:33","modified_gmt":"2013-03-30T11:57:33","slug":"sindone-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/769","title":{"rendered":"Sindone 2010"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 18 Aprile 1998 scrissi l&#8217;articolo che segue. Ora, 10 aprile 2010 siamo di fronte ad una nuova ostensione [ma questo articolo vale anche per le future]. Che dire, posso ricopiare pari pari il mio vecchio articolo, nulla \u00e8 cambiato, dal mio punto di vista: cambiate, sono solo le date. Apro i commenti per potermi confrontare.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.luthergrewp.it\/evanweb\/sindon.jpg\" align=\"LEFT\" \/><br \/>\n<span style=\"font-size: large;\"><strong>&#8220;Nuove&#8221; Riflessioni sulla Sindone<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Che idea meschina di Dio ha colui che ha bisogno di un&#8217;immagine per ricordarsene<\/em>!\u00bb (Isabel de la Cruz, sec.XVI).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Dio dice che nulla, assolutamente nulla ha un qualche diritto accanto a lui, ma solamente sotto di lui. Ci\u00f2 che noi poniamo accanto a Dio \u00e8 un idolo<\/em>\u00bb (Dietrich Bonh\u00f6ffer).<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfida \u00e8 lanciata. Dal 18 Aprile al 14 Giugno 1998 [NdR. Ora 10 aprile 2010] ha avuto luogo l&#8217;ostensione della Sindone a Torino, con tutto il suo corredo di folklore e celebrit\u00e0 varie. Questo mi ha portato a revisionare un mio precedente articolo sullo stesso tema. Ho aggiunto alcune considerazioni nate dal dialogo con un cattolico. Ma purtroppo sembra, i fatti non smentiscono, che la chiesa cattolica stia facendo passi da gigante&#8230; all&#8217;indietro. Mi riferisco all&#8217;assoluzione plenaria data alle donne, che dopo aver visto la Sindone, confesseranno un aborto volontario. Non entro in merito alla questione, ma che succeder\u00e0 al Giubileo 2000? Una nuova questione delle Indulgenze? Lascio volentieri al lettore le opinioni in merito. Ma alla fine di questo articolo riporter\u00f2, comunque, una mia nota. [NdR. Il Giubileo si conferm\u00f2, dottrinalmente, per quello che doveva essere, conservatore dal punto di vista dottrinale e, come novit\u00e0, fortemente mediatico]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questione tecnica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio subito citare queste parole di Lutero: \u00abperch\u00e9 dovremmo noi abbandonare la sicurezza per avventurarci nel pericolo, dove non abbiamo alcuna Parola che ci possa sostenere, consolare e salvare?\u00bb. Sono parecchio scettico riguardo alla Sindone per due ragioni: uno, le scritture non la dimostrano, due, non credo sia necessaria per la salvezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le scritture parlano di un simile lenzuolo? Lo negano? Non \u00e8 del tutto vero che le Scritture, non lascino dubbi. Tenendo l&#8217;occhio sul testo greco, citer\u00f2 anche la traduzione tedesca di Lutero, in quanto sia per struttura linguistica che per sintassi \u00e8 pi\u00f9 vicina all&#8217;originale. Giovanni (20:6-7) distingue bene le parti del corredo funerario. Lutero, traducendo Giovanni, distingue in <em>Leinen<\/em> (panni di lino, al plurale, che coprono il corpo) e <em>Schwei\u00dftuch<\/em> (letteralmente &#8220;panno del sudore&#8221;, che copre il volto), che esprimono perfettamente i termini greci <em>othonia<\/em> e <em>soudarion<\/em>; il resto del versetto parla chiaramente che tale sudario era ripiegato a parte. Trattasi quindi di parti separate. Metodo di sepoltura che, del resto, possiamo trovare confermato nell&#8217;episodio di Lazzaro in Giov. 11, 44: \u00abIl morto usc\u00ec, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corale \u00abChrist lag in Todesbanden\u00bb (magistralmente commentato in musica da J.S.Bach nella cantata BWV 4) Lutero rafforza l&#8217;esegesi giovannea sfruttando il senso plurimo di <em>das Band<\/em> che pu\u00f2 significare: legame, catena, fascia, laccio. Cristo avvolto dai lacci della morte li vince facendoli cadere alla sua resurrezione. L&#8217;unico pezzo di stoffa che le Scritture indicano come tessuta per intero dall&#8217;alto in basso \u00e8 la tunica che, durante la crocifissione, viene tirata a sorte fra i legionari romani (Giov 19:24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, magari fosse cos\u00ec semplice. Di panni di lino, al plurale, si parla anche in Luca 24:12, ma in Matteo 27:59 e Marco 15:46 si parla di un panno di lino (lenzuolo) pulito. Come risolvere questa discordanza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste discordanze sono legate alla questione delle fonti dei vangeli, che \u00e8 tuttora aperta. Ma si pensa che per i dati comuni a Matteo, Luca e Marco la fonte sia rappresentata da quest&#8217;ultimo. Mentre per i tratti comuni solo a Matteo e Luca si pensa che vi sia una seconda fonte Q, forse derivata dall&#8217;originale aramaico di Matteo. Discorso diverso per il vangelo di Giovanni, il quale, come sappiamo, deriva da una fonte, di stampo giudeo-ellenico, pi\u00f9 tarda che utilizz\u00f2 informazioni risalenti alla tradizione e quindi non necessariamente riportate dai tre sinottici. Insomma, solo Luca e Giovanni, che tra l&#8217;altro sono i redattori pi\u00f9 colti, concordano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola sindone deriva dall&#8217;ebraico <em>shadin<\/em> (Prov. 31:24), ossia &#8220;lino puro&#8221; e da qui deriva la parola greca <em>sindon<\/em>, che indica un panno di lino (Mc. 14:51, 52; 15:46 e in Mt. 27:59). Ma questo non significa altro che Marco utilizza un termine pi\u00f9 vicino alla sua cultura ebraica. Mentre Giovanni usa un greco dal lessico pi\u00f9 puro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una chiave pu\u00f2 darcela proprio Marco 14:51 che, durante l&#8217;arresto di Ges\u00f9 nel Getsemani, racconta: \u00abEd un certo giovane lo seguiva, avvolto in un panno di lino sul nudo; e lo presero. Ma egli, lasciando andare il panno di lino, se ne fugg\u00ec ignudo\u00bb. Questo passo sembra profetizzare la futura resurrezione di Cristo. Inoltre conferma, da quanto si evince dalla pratica, che il panno, sia intero che in parti, veniva avvolto sul corpo, quindi non poteva lasciare impressa una figura intera prospetticamente perfetta come una radiografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tirando le somme, il testo di Giovanni sembra il pi\u00f9 plausibile, ma dal momento che la testimonianza non \u00e8 univoca possiamo ritenere che le vesti funebri non fossero un particolare rilevante, nell&#8217;economia del racconto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questione Teologica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, e qui passo al secondo punto, se tali \u00abcimeli\u00bb fossero stati necessari alla nostra salvezza, perch\u00e9 le Scritture non lo hanno evidenziato? No, tutta questa venerazione di oggetti materiali possiede una definizione univoca nella Bibbia: <strong><a title=\"L'idolatria nelle Scritture\" href=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/534\" target=\"_blank\"> idolatria<\/a><\/strong>. Solo la fede, donataci da Dio, e il sacrificio di Cristo sono gli strumenti efficaci. Lutero riassume tale messaggio in modo sanguigno ed incisivo: \u00ab<strong>Questo ci dice il Vangelo <\/strong>[Ebr. 9:12-28; 10:12-14]<strong> e tutta la Scrittura; che Cristo e il Sommo Sacerdote, il quale una volta per sempre, e con l&#8217;unico sacrificio di se stesso, ha annullato i peccati di tutti e definitivamente ha resi perfetti quelli che sono santificati, quando, una volta per sempre, ha avuto accesso, mediante il suo proprio sangue, al santuario, procurandoci una redenzione eterna, cosicch\u00e9 non abbiamo bisogno di alcun&#8217;altra vittima oltre questa sola, e, confidando in essa con pura fede, senza meriti n\u00e9 opere nostre siamo salvi dai peccati<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ho ricevuto un obiezione di questo tipo:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abLa Sindone, chiunque abbia avvolto, non porta alla salvezza, ma conduce la nostra attenzione sull&#8217;unico Salvatore: il Cristo, lo stesso che non ha rifiutato a Tommaso di fargli toccare con mano le proprie ferite\u00bb. Inoltre: \u00abNon crede che tanto basti per coinvolgere almeno un po&#8217; anche i non credenti e porli di fronte al mistero dell&#8217;incarnazione\u00bb?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Rispondo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con quale vergogna Tommaso avr\u00e0 ascoltato le belle parole di Ges\u00f9: \u00abPerch\u00e9 m&#8217;hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non han veduto, e hanno creduto\u00bb (Gv 20, 29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dire che essa pu\u00f2 essere un mezzo di vocazione, certo! Ma ne pi\u00f9 ne meno come qualunque altro oggetto o avvenimento. Io posso percepire l&#8217;infinit\u00e0 di Dio anche negli occhi di una persona amata, di un&#8217;animale, di un paesaggio etc&#8230; Agostino ha scritto molto su come possiamo contemplare, nel creato, l&#8217;infinita bont\u00e0 di Dio. E&#8217; necessario un lenzuolo in una teca? Da quanto detto, per me, \u00e8 indifferente&#8230; Lo pu\u00f2 anche essere, ma solo come un mezzo: di cui si serve DIO e NON NOI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono solo i Farisei che hanno la tracotanza di discutere con Dio (Mar. 8, 11). Inoltre in Romani 14 siamo avvisati nel giudicare e nel non porre degli <em>aut-aut<\/em>: la fede \u00e8 ricevuta in modo diverso, ma il fine \u00e8 unico. Leggete Galati 5, 19-26. Inoltre le nostre non possono essere che opinioni (<em>doxa<\/em>) imperfette poich\u00e9 appartenenti al fenomenico e quindi al contingente. La cosa in s\u00e9, come Kant insegna, non \u00e8 oggetto della ragione, per quanto abbia obiettato Hegel. Sempre Paolo ci avverte su questo in Colossesi 2, 8-9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bene! Qui bisogna fare attenzione. Ricordiamo che \u00e8 Cristo che ci chiama. Si considera una reliquia un mezzo della grazia? Stiamo attenti. Qui siamo di fronte a quel sofisma che i cattolici usano per distinguere CULTO da VENERAZIONE. Il rischio di un passo falso verso l&#8217;idolatria \u00e8 troppo alto, me lo concederete. Certo, un&#8217;immagine sacra ha un valore ed una forza che qui non nego, anzi \u00e8 proprio questa forza che dobbiamo dominare, ma bisogna essere avvertiti che essa \u00e8 solo un mezzo e mai il fine. Molte forme di culto hanno portato a potenziare i santi a dispetto di Cristo. Questo era uno degli scandali che inorridivano Lutero. La Sindone in s\u00e9 potr\u00e0 anche essere edificante, lo concedo per amore di ecumenismo, ma con molta attenzione: per quanto detto sopra&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli attacchi \u00abscientifici\u00bb non sono certo gli evangelici a farli, bens\u00ec gli scienziati che stanno analizzando il problema. Tutt&#8217;al pi\u00f9 gli evangelici prendono atto delle discordanze scientifiche e scritturali. Il problema rimane aperto&#8230; Ma dal punto di vista religioso ognuno applica le proprie categorie in modo legittimo, nel contesto in cui opera. Il problema \u00e8 capire chiaramente che non \u00e8 la \u00abreliquia\u00bb che pone di fronte la <em>Kerygma<\/em>, ma \u00e8 Dio stesso. Posso concedere al massimo, ripeto, che un qualunque oggetto, contingente, possa essere un mezzo, ma non che debba essere necessariamente un simbolo sacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura un papa, Benedetto XIV (Prospero Lambertini, papato 1740-58) fu un eccezione, che purtroppo conferm\u00f2 la regola. Si ribell\u00f2 di fronte certe forme di culto, ed anche verso l&#8217;esagerata teatralit\u00e0 liturgica. Uomo semplice, ma risoluto, diceva pane al pane e vino al vino. Fu cauto nel riconoscere miracoli e canonizzazioni, prese atto del problema protestante (abol\u00ec l&#8217;inquisizione in Toscana). Le sue ultime parole furono: \u00abIo ora cado nel silenzio e nella dimenticanza, l&#8217;unico posto che mi spetta\u00bb. Infatti fino a Giovanni XXIII (Roncalli) nessun pontefice fu aperto ed illuminato come lui. E ricordo una frase di papa Giovanni, che \u00e8 ovvia, ma, per alcuni, non tanto: \u00abCapo della Chiesa \u00e8 Cristo e non il papa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma il senso globale \u00e8 questo: le reliquie etc&#8230; non sono necessarie alla salvezza. Per me \u00e8 indifferente l&#8217;autenticit\u00e0 della Sindone, anche falsa, se Dio vuole, pu\u00f2 avere una funzione edificante. Ma mi ripugna l&#8217;idea di vederla oggetto d&#8217;adorazione indiscriminata. Il problema, in fin dei conti, non \u00e8 la Sindone, un reperto la cui autenticit\u00e0 non influenza minimamente, a mio modesto parere, il problema teologico di fondo: il rischio d&#8217;idolatria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo ci lascia in uno stato d&#8217;indecisione, e allora? Chi o che cosa ci da la certezza? Un pezzo di stoffa (sia essa la tunica o il sudario), i chiodi, il legno della croce, il Graal etc? La risposta leggetela in Giovanni 14, 6; aggiungendo Giovanni 1, 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto della questione \u00e8 da sempre uno solo: la capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di concorrere alla sua salvezza. A grandi linee le differenze fondamentali sono 2:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>1] <strong>Protestanti<\/strong>: nessuna; la salvezza, la fede, la grazia e l&#8217;operare provengono da Dio, l&#8217;uomo, da solo, \u00e8 rinchiuso nel circolo del peccato. L&#8217;unico punto di contatto (vedi Karl Barth) \u00e8 il Kerygma, il momento unico ed irripetibile, nell&#8217;economia della salvezza, dell&#8217;incarnazione: il Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini.<\/li>\n<li>2] <strong>Cattolici<\/strong>: cooperazione; l&#8217;uomo pu\u00f2 in un certo qual modo concorrere alla sua salvezza, ma, e qui il paradosso, solo in presenza della grazia. Il punto di contatto sembrerebbe Cristo, ma ecco inserito un <em>pantheon<\/em> (in quanto la struttura originale \u00e8 [romana] pagana) di semidei: Maria, santi e realt\u00e0 angeliche. Aggiungendo, inoltre, reliquie, pseudo giubilei, precetti esteriori e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta&#8230;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto alla fin fine \u00e8 sempre quello: \u00abDio tramite il sacrificio del figlio si \u00e8 offerto LIBERAMENTE di salvare l&#8217;uomo peccatore, che NON POSSIEDE QUESTA LIBERTA&#8217; in alcun modo\u00bb (cfr. i miei interventi sul <a href=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/175\" target=\"_blank\">concetto di libero arbitrio in Lutero<\/a> e il <a href=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/documenti\/de-servo-arbitrio\" target=\"_blank\">De Servo Arbitrio<\/a>). L&#8217;unica cosa che pu\u00f2 fare l&#8217;uomo \u00e8 lodare e ringraziare&#8230; Come poi questa grazia (come dice la parola stessa: gratuita) agisca nell&#8217;uomo \u00e8 un mistero: dobbiamo aver FEDE (cosa possibile sempre e solo grazie a Dio). ). Paolo, inoltre, avvisa: \u00abOr la fede \u00e8 certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono\u00bb (Ebr. 11, 1). Quindi, la Sindone, se autentica, non \u00e8 che una delle tante reliquie, magari quella eccelsa, ma sempre un che di contingente e di terreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudo questa parte con una citazione da Lutero, che uso spesso, eccezionale nella sua sintesi, che avverte contro ogni forma d&#8217;intermediazione che non sia Cristo, rappresentata in generale dalla categoria dei santi: \u00ab<strong>la natura umana \u00e8 fin troppo incline ad abbandonare Dio e Cristo e a confidare negli uomini. E&#8217; estremamente difficile imparare ad avere fiducia in Dio e in Cristo. Perci\u00f2 \u00e8 intollerabile un tale scandalo che spinge le persone deboli e carnali a iniziare un culto idolatrico contro il Primo Comandamento e contro il nostro battesimo. Si trasferiscano con coraggio la speranza e la fiducia dai santi a Cristo<\/strong>\u00bb (M.Lutero, 1530).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota conclusiva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra che mai come in questi ultimi tempi ci sia un tentativo di livellamento e una ricerca di uniformazione alla chiesa cattolica, come dire: il concetto di <em>cattolico<\/em> equivale a <em>religiosamente corretto<\/em>. Ma, purtroppo, \u00e8 proprio questa la mentalit\u00e0 imperante da secoli: cattolico = religiosamente corretto. E&#8217; un dogma che chi \u00e8 fuori dalla chiesa (cattolica) non ha possibilit\u00e0 di salvezza (<em><a title=\"Al di fuori della Chiesa non vi \u00e8 salvezza\" href=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/786\" target=\"_blank\">extra ecclesiam nulla salus<\/a><\/em>: concilio ecumenico di Firenze 1440) [NdR. Il Concilio Vaticano II ribadisce questa posizione nella costituzione dogmatica <em>Lumen Gentium<\/em> (capitolo 4) e nel decreto <em>Unitatis redintegratio<\/em> (capitolo 3). Nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 quest&#8217;argomento \u00e8 trattato negli articoli 816, 819 e 846-848]: dannato d&#8217;ufficio, per fare una battuta. Il concetto, come elaborazione teologica, risale a S.Agostino, ma allora la chiesa non era dogmaticamente <em>centralizzata<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E gli incontri ecumenici? A malincuore, mi sembra che siano una perdita di tempo, se rimangono solo a livello teologico. La chiesa cattolica si ritiene depositaria (e non potrebbe fare altrimenti, pena la perdita del suo fondamento) della dottrina, del &#8220;depositum fidei&#8221; e della tradizione apostolica. L&#8217;ho gi\u00e0 scritto altrove (<a href=\"http:\/\/www.luthergrewp.it\/evanweb\/giorgio2.html\" target=\"_blank\">Riflessioni sull&#8217;ecumenismo<\/a>): il colloquio con la chiesa cattolica, a livello teologico, non pu\u00f2 essere che un dialogo tra sordi [Cfr. La recente <a href=\"https:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/archives\/739\" target=\"_blank\">visita di Benedetto XVI alla Chiesa Luterana<\/a> di Roma].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni cedimento dogmatico sarebbe una perdita di fondamento per quella struttura. In epoca moderna, questa preoccupazione \u00e8 evidente gi\u00e0 da Papa Leone XIII (Enciclica Aeterni Patris del 4 Agosto 1879) che fece rinascere il tomismo (intellettualista) come arma di difesa dogmatica contro le correnti positivistiche. Ma filosoficamente un dogma non pu\u00f2 essere fondato, se non nel campo della possibilit\u00e0, quindi un atto di fede, che a sua volta, se razionalizzato, vede tolto il suo concetto. Insomma, la filosofia pu\u00f2 solo stabilire una coerenza interna al dogma, mai il suo fondamento, che riposa solo ed unicamente nel <em>Kerygma<\/em> (Rivelazione data dal Cristo) e quindi nella Fede. Ma i <em>dogmi<\/em> che la rivelazione ci offre sono ben pochi, ma sufficienti (a rigore l&#8217;unico dogma \u00e8 il <em>Kerygma<\/em> stesso, in quanto da esso tutto procede), a confronto con quelli costruiti, d&#8217;autorit\u00e0 (fondata su cosa?), dalla Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono recenti [NdR. 1998] le notizie riguardanti i teologi cattolici: scomunica immediata in caso di discussione di un dogma (ultimo caso: il problema del sacerdozio femminile). Recente pure l&#8217;allontanamento del prof. Luigi Lombardi Vallauri dall&#8217;universit\u00e0 cattolica di Milano, per aver discusso sull&#8217;infallibilit\u00e0 papale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa Cattolica oggi chiede perdono per gli <em>errori<\/em> del passato: per le persecuzioni contro Valdesi, Ugonotti e protestanti in genere, per le Crociate etc.. Credo stiano imbiancando il sepolcro in vista del Giubileo. Si dice, il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Insomma non credo che nella sostanza sia cambiato molto dal XVI secolo. La strada imboccata, come detto all&#8217;inizio, sembra quella del gambero&#8230;<\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 18 Aprile 1998 scrissi l&#8217;articolo che segue. Ora, 10 aprile 2010 siamo di fronte ad una nuova ostensione [ma questo articolo vale anche per le future]. Che dire, posso ricopiare pari pari il mio vecchio articolo, nulla \u00e8 cambiato, dal mio punto di vista: cambiate, sono solo le date. 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