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Protestanti e Cattolici: le differenze

Vista l’importanza dell’argomento, i commenti su questa pagina sono auspicabili . Sarebbe interessante confrontare le vostre opinioni. Per commentare basta inviare una eMail, che verrà poi pubblicata se ritenuta interessante… buona lettura!


I. Introduzione

La Chiesa cattolica-romana afferma di avere 800 milioni di membri in tutto il mondo e l’organizzazione d’ogni tipo più vasta in assoluto. Come organizzazione essa è stata una delle forze più influenti della storia della civiltà. Non può essere presa alla leggera. Tenuto conto di recenti e significativi cambiamenti nella CCR e ad un sempre maggiore interesse nella CCR fra gli evangelici e i protestanti, è necessario porsi delle serie domande.

Forse che stanno sfumando le differenze fra cattolici e protestanti? I cattolici sono biblicamente ortodossi? Forse che dovrebbe cessare l’evangelizzazione fra i cattolici? E’ la CCR la chiesa fondata da Gesù Cristo? Per rispondere a queste domande è necessario comprendere i tratti distintivi della CCR, cioè le dottrine ad essa peculiari.

II. La chiesa cattolica romana in quanto organizzazione

Essa viene chiamata “romana” per due ragioni: perché il vescovo di Roma era divenuto il più potente dei vescovi, e perché lì vi è il suo quartiere generale.

La struttura ecclesiastica della CCR è monolitica. Tutto il potere è collocato al vertice. E’ una burocrazia verticale.

La struttura ecclesiastica è divisa in due gruppi distinti: il clero ed i laici. Non si può comprendere adeguatamente il funzionamento della CCR fintanto che non si comprende questa distinzione.

Essa afferma di essere l’esclusiva chiesa di Gesù Cristo. La parola “cattolica” significa “universale”.

Oltre ad essere un’organizzazione religiosa e spirituale, essa è un’entità politica. Il Vaticano è un territorio sovrano riconosciuto dalle altre nazioni sovrane. Il Vaticano scambia ambasciatori con la maggior parte delle nazioni al mondo. Si tratta di un retaggio dei giorni in cui esisteva un Sacro Romano impero ed i papi possedevano un potere vastissimo.

III. Dove i cattolici sono in accordo con gli evangelici.

Il credo apostolico. “Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore e Signore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, Suo figlio unigenito, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, soffrì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto. Discese nel soggiorno dei morti. Il terzo giorno risuscitò dai morti. Ascese al cielo, dove siede alla destra di Dio, Padre onnipotente, da cui verrà per giudicare i vivi ed i morti. Io credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, il perdono dei peccati, la risurrezione del corpo, la vita eterna” (sorse probabilmente intorno all’anno 350 A.D. ed era probabilmente usato come confessione battesimale).

Il Credo Apostolico, benché breve, afferma la maggior parte delle dottrine cardinali della fede cristiana. Attesta a una concezione trinitaria di Dio, la divinità di Cristo, la Sua nascita verginale, la risurrezione, l’ascensione, il ritorno del Signore Gesù, la possibilità della redenzione, e la vita dopo la morte. Sia i Cattolici che i Protestanti conservatori affermano questo credo forse con un’unica minore eccezione: quando i Protestanti dicono liturgicamente “la santa chiesa cattolica”, essi non intendono la CCR, ma la chiesa o il corpo di cristo universale (alcuni la definiscono come ‘chiesa invisibile’).

Nel complesso i cattolici e gli evangelici condividono la stessa concezione del mondo, cioè entrambi credono ad una moralità fondata biblicamente. Entrambi credono sostanzialmente su tematiche sociali, ad es. la santità della vita e del matrimonio. Martin Lloyd Jones, il grande predicatore inglese, disse al riguardo della teologia della CCR: “Non è tanto questione di un rinnegamento della verità, ma piuttosto di un’aggiunta alla verità che ne diventa di fatto un allontanamento da essa”.

IV. Dove i cattolici sono in disaccordo con un sano insegnamento biblico.

La dottrina della rivelazione. L’argomento di questa importante dottrina è come Egli rivela Sé stesso e la Sua volontà agli uomini. La CCR afferma che Dio ha rivelato Sé stesso attraverso la Bibbia e che essa è pienamente rivelata da Dio. In quanto tale l’affermazione è corretta, ma è proprio in quanto essa ne fa conseguire che emergono i disaccordi maggiori. I Riformatori affermarono che è possibile avere solo un’unica autorità ultima, e che questa risiede dei 66 libri della Bibbia (il concetto di Sola Scriptura). La CCR aggiunge all’autorità della Scrittura altri elementi:

Gli apocrifi. Si tratta di 15 libri aggiuntivi che la CCR aggiunge alla Bibbia. Essi si trovano fra l’Antico ed il Nuovo Testamento e vengono considerati parte dell’Antico. Non vennero considerati parte del canone fino al Concilio di Trento nel 1546. Prima di questa data, diversi papi li avevano dichiarati non-canonici (Gregorio il Grande e Leone X). Vennero dichiarati canonici soprattutto per la disputa sul purgatorio. I vescovi cattolici insegnavano che questa dottrina si basa su quanto afferma uno dei libri apocrifi (2 Maccabei 12:40-45). Il Nuovo Testamento cita l’Antico almeno 260 volte ed allude ad esso circa 370 volte e, sebbene gli scrittori del NT e Gesù stesso indubbiamente conoscessero questi scritti, essi non vengono mai citati né ad essi viene fatta allusione. Gli apocrifi sono pieni di inesattezze storiche, fantasie ed insegnamenti contrari alla Scrittura.

La tradizione. La CCR classifica la tradizione della Chiesa come “Parola di Dio”. Il Vaticano II afferma che la Scrittura e la tradizione “formano un sacro deposito della Parola di Dio”. Quando però si eleva la tradizione all’infallibilità, sorgono diversi problemi.

(a) Solo lo stesso volume di dati diventa una difficoltà notevole. Solo le bolle papali riempirebbero 40 volumi.

(b) Le contraddizioni fra le diverse tradizioni e fra le interpretazioni delle tradizioni sono troppo numerose da menzionare. Si noti: non diciamo che la tradizione non sia utile per interpretare la Scrittura

Il Papa. La CCR crede nella successione apostolica, cioè il fatto che il papa erediti la stessa autorità degli apostoli. Essa crede che quando il papa parla “ex cathedra” (cioè dal suo seggio di autorità), egli parli senza commettere errori. Questa dottrina sull’infallibilità papale sorse piuttosto recentemente nel 1870 al primo Concilio Vaticano. Secondo la Scrittura solo coloro che avevano testimoniato la risurrezione di Cristo avevano autorità apostolica (vedi Atti 1:22; 1 Co. 9:1).

I vescovi, cioè la chiesa. Quando sono convocati in concilio vengono considerati infallibili interpreti della Scrittura. Qui la verità potrebbe essere considerata risultato di votazioni a maggioranza. Gli editti del Concilio di Trento non erano unanimi. Possiamo davvero guardare alla storia della chiesa e concluderne che la chiesa abbia sempre infallibilmente interpretato la Scrittura?

La dottrina della redenzione. E’ nostra opinione che la infrazione più seria dell’ortodossia nella CCR sia la dottrina della redenzione. In Galati l’Apostolo sostiene che se qualcuno fa delle aggiunte all’Evangelo della sola grazia, questi debba essere condannato (Galati 1:8). Parole forti? Si. Era l’insegnamento di questa epistola che convinse Lutero a mettersi contro alla CCR. Secondo l’insegnamento della CCR la salvezza è un sistema intricato di opere che implica il sistema sacramentale. La “grazia” è considerata come una dotazione o una sostanza che può essere guadagnata con diversi mezzi. Non si può mai sapere quando qualcuno accumuli abbastanza grazia per adempiere di fatto alle esigenze di Dio. Un cattolico, quindi, non potrà mai essere pienamente certo della salvezza. Il processo di accumulazione della “grazia” continua persino nel purgatorio. Di Maria si dice che essa è “piena di grazia”. I cattolici, quindi, pregano Maria per ricevere grazia da lei. La grazia non è la disposizione di un Dio santo verso i peccatori, risultato dell’opera di Cristo, ma una dotazione che può essere dispensata o infusa nei peccatori.

La venerazione di Maria. Molti protestanti considerano l’insegnamento della CCR su Maria come idolatro e tipicamente settario. La maggior parte di queste false credenze al riguardo vennero canonizzate dalla CCR nel 1943 come risultato di un’enciclica di Pio XII. Le principali obiezioni che le fanno i protestanti sono:

La sua verginità perpetua. Essi sostengono si la nascita verginale di Gesù, però sostengono che Maria rimase vergine per tutta la sua vita in chiara contraddizione con le Scritture. In tre brani biblici vengono menzionati altri bambini, indubbiamente in Marco 6:3, in cui quattro dei mezzi fratelli di Gesù vengono menzionati per nome. Giuda e Giacomo scrissero più tardi le epistole che portano il loro nome.

Senza peccato. La CCR insegna che Maria è “piena di grazia” quindi prima sia del peccato originale che di quelli attuali (anche lei nacque da una vergine?). In Luca 1:47 con giubilo essa chiama il Messia che viene come suo Salvatore.

Co-mediatrice e corredentrice. Questo è forse la più palese ed eretica aberrazione dato che, nonostante le obiezioni Cattoliche-Romane, assegna a Maria lo status divino. Le due parole significa che lei media e redime con Cristo. Attribuire queste opere divine ad un mortale è una bestemmia.

L’assunzione di Maria. La CCR crede che Maria fu esentata dalla morte (perché non aveva peccato) e fu assunta in cielo dove ora regna con Cristo. Questo non è insegnato da nessuna parte nelle Scritture.

I sacramenti. Non si può comprendere la teologia cattolica e la sua complessa concezione della redenzione senza comprendere il ruolo centrale che i sacramenti occupano nella dottrina cattolica. Vi sono sette sacramenti: battesimo, confermazione, penitenza, Santa Eucaristia, matrimonio, unzione degli infermi, e ordine sacro. “I sacramenti sono il mezzo stabilito da Dio per poter conseguire l’eterna salvezza. Tre di essi ordinariamente sono così necessari che senza di essi non è possibile conseguire la salvezza (cioè il battesimo, la penitenza e gli ordini sacri)” (Ludwig Ott).

Il purgatorio. La dottrina del purgatorio venne ufficialmente proclamata come dogma nel 1438. Essa però ha origini antiche. Il problema è che di esso la Scrittura non presenta traccia. Deriva largamente dagli Apocrifi e dallo spiritismo, cioè dalle apparizioni che lo confermerebbero. Si tratta di un luogo di tormenti dove tutti i santi vengono definitivamente purgati dai loro peccati. La lunghezza del soggiorno in purgatorio dipende da diversi fattori: buone opere sulla terra, ed alcune specifiche, come dire il rosario; le preghiere dei vivi; le indulgenze pagate in favore dei sofferenti.

Il sacerdozio. Non c’è alcun avallo nel Nuovo Testamento di un ordine di sacerdoti umani. Secondo l’insegnamento della lettera agli Ebrei noi abbiamo un unico sacerdote, Gesù, il nostro Sommo Sacerdote. Nella CCR i sacerdoti vengono grandemente rispettati come figure molto autorevoli. Secondo le loro stesse parole, la salvezza non può giungere a nessuno se non attraverso la ministrazione dei sacerdoti. Questo insegnamento è di fatto molto antico e risale al terzo secolo (Cipriano). Nella CCR il sacerdote possiede l’autorità di mediare fra Dio e uomo (nel confessionale), perdonare i peccati, e pronunciare il cambiamento degli elementi della comunione nel vero corpo e sangue di Cristo. Notate cosa dice il Concilio di Trento sul prete: “Il prete rimette i peccati come Dio, e ciò che egli considera Suo corpo sull’altare viene adorato come Dio da sé stesso e dall’assemblea… E’ chiaro che la loro funzione sia tale che niente di più grande possa essere concepito, per cui giustamente essi vengono chiamati non solo angeli, ma anche Dio, avendo essi il potere e l’autorità di Dio stesso”.

La Chiesa. I protestanti mettono in rilievo come vi siano solo due aspetti della Chiesa di Gesù Cristo: quello universale e quello locale. La chiesa universale consiste di tutti i credenti di ogni tempo nonostante la loro denominazione o minori differenze di persuasione; è il Corpo mistico di Cristo. L’aspetto locale è l’assemblea visibile che si riunisce in una certa collocazione geografica. Nella CCR l’accento viene posto soprattutto nella struttura esteriore mondiale che essa crede l’unica e vera chiesa e quella fondata da Gesù Cristo stesso. In breve, essa vede la chiesa più come un’istituzione che come un organismo vivente.

Conclusione

La CCR nega in modo coerente la sufficienza e la completezza dell’opera redentrice di Cristo e molti altri insegnamenti ortodossi.

La sua autorità finale alla fin fine è la tradizione della chiesa, piuttosto che solo la Scrittura.

Nella chiesa cattolica vi sono persone genuinamente salvate, ma questo a dispetto della chiesa e dei suoi insegnamenti.

I membri della CCR che confidano veracemente in Cristo per la loro salvezza dovrebbero essere incoraggiati a partecipare al culto là dove la comunione viene amministrata biblicamente e dove le Scritture vengono esposte con correttezza.


[Da un articolo di Paolo Castellina, le citazioni bibliche, salvo diversamente indicato, sono tratte dalla versione Nuova Riveduta].