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Il cammino della Chiesa Luterana

Questo articolo informativo non è mio, ma l’ho trovato su un sito di matrice cattolica, vedi link alla fine. Mi è parso interessante far vedere come “ci vedono” gli altri. Di tanto in tanto ho inserito, tra parentesi quadre, qualche annotazione. Commenti sarebbero bene accetti.


I Cristiani luterani sono una settantina di milioni e per la maggior parte vivono nel Nord Europa (Germania, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia  [ma esistono parecchie comunità anche nei paesi di lingua romanza, quali Italia, Francia, Spagna, Portogallo ecc…])  quasi 10 milioni vivono negli Stati Uniti, il resto in [Africa, Sud America ], India, Brasile, Tanzania. Si chiamano luterani perché seguono gli insegnamenti del riformatore tedesco Martin Lutero.

 

Martin Lutero nacque nel 1483: Assillato dal problema della dannazione eterna, si fece frate agostiniano nel 1505 ad Erfurt. Tra il 1516 e il 1515 studia con attenzione la Bibbia, soffermandosi soprattutto sul libro dei salmi e sulle lettere di Paolo.

Nella lettera di Paolo ai Romani Lutero trova la risposta alle sue angosce e paure; lì l’apostolo Paolo scrive: Nessun uomo è giusto, nemmeno uno: così dice la Bibbia. Perciò tutti chiudano la bocca e il mondo intero si riconosca colpevole dinanzi a Dio, perché nessuno potrà essere riconosciuto giusto da Dio in base alle opere che la legge comanda. La legge serve soltanto a farci conoscere in che cosa noi pecchiamo. Ma Dio riabilita innanzi a sé tutti quelli che credono in Gesù Cristo; e questo lo fa indipendentemente dalle opere della legge e senza alcuna distinzione tra gli uomini, dal momento che tutti quanti gli uomini hanno peccato e sono privi della presenza di Dio che salva. Perciò, se ora siamo nella giusta relazione con Dio, si deve al fatto che Egli, nella sua bontà, ci ha liberati gratuitamente per mezzo di Gesù Cristo (Romani. 3,10. 19-24).

In altre parole, nessuna opera compiuta dall’ uomo può far da prezzo per la sua salvezza, neanche la più perfetta, perché l’uomo è nel peccato; ma Dio ama l’uomo e decide liberamente di salvarlo, e lo fa attraverso Gesù; di fronte a questa generosità divina, all’uomo non resta che credere, che aver fede: Senza alcun mio merito, Dio mi vuole salvo. E allora, come non fidarmi di lui? come non mettermi nelle sue mani?. Tutto il resto viene dopo!

La scoperta di Lutero, portò finalmente serenità al suo cuore di cristiano inquieto e angosciato. In fondo Lutero aveva ritrovato il nucleo centrale della gioiosa notizia, del Vangelo di Gesù Cristo. Ma un altro problema gravava sul cuore di frate Martino, la situazione di disastrosa corruzione in cui si trovava la Chiesa europea in quei tempi, a cominciare dalla Chiesa di Roma e dal papato.

Ormai da diversi decenni, cristiani di ogni categoria operavano per una riforma della Chiesa, a cominciare da se stessi, ma poi anche facendo pressioni sull’autorità ecclesiastica: bisogna riportare la vita dell’intera comunità alle sorgenti vive del Vangelo, eliminando tutto ciò che appesantisce e corrompe. basterebbe ricordare, qui a Firenze, lo sforzo innovatore dei domenicani di S. Marco, tra cui primeggiano S. Antonino vescovo e fra Girolamo Savonarola. Solo a separazione avvenuta, la chiesa intraprende, con il Concilio di Trento (1545-63) la sua riforma interna.

Lutero, forte della sua personale soluzione, si mosse con decisione per risvegliare la Chiesa alle verità essenziali e liberarsi dalla zavorra di mondanità e di dottrine troppo umane che la impedivano nel cammino della salvezza. La sua posizione fortemente critica sulla compravendita delle indulgenze lo rese popolare presso tutti quei cristiani che erano indignati per la corruzione del papato. Iniziarono discussioni e pubblici dibattiti, e qui, per difendere le sue tesi, Lutero negò il primato del papa e radicalizzò alcune sue intuizioni. Nel 1520, papa Leone X (il fiorentino Giovanni de Medici) lo scomunica, ma il frate respinge la scomunica e chiama la nobiltà tedesca a suo sostegno. Nel 1521 avviene la rottura definitiva tra Lutero e la Chiesa di Roma.

Il canone biblico accettato dai luterani è quello ebraico, anche se viene incoraggiata come pratica devozionale la lettura di quei libri dell’Antico Testamento che, definiti “apocrifi” dalla tradizione ebraica e protestante, sono diventati parte del canone cattolico con il nome di “deuterocanonici”. Il simbolo niceno-costantinopolitano viene regolarmente proclamato nel culto insieme col simbolo apostolico e, fra gli scritti di Lutero, si attribuisce valore dottrinale agli Articoli di Smalcalda (1537), al Piccolo catechismo (1529) e al Grande catechismo (1529), a cui si affiancano la Confessione di Augusta (1530), l’Apologia della confessione di Augusta (1531), il Trattato sul potere e il primato del papa (1529) e la Formula di Concordia (1577), redatta da una commissione teologica dopo la morte del riformatore. Questi testi formano, con gli antichi simboli, il Libro della Concordia, che venne adottato dalle città e dai prìncipi luterani nel 1580.

In pochi anni il luteranesimo diviene la religione ufficiale in veri stati dell’Europa settentrionale: in Svezia, che allora comprendeva anche Finlandia ed Estonia, e in Danimarca, che comprendeva anche Norvegia e Islanda. Molti dei tanti principati tedeschi seguirono il Luteranesimo.

Martin Lutero muore nel 1546.

Nel 1817 la chiesa imperiale germanica favorisce l’unione tra le Chiese luterane e quelle calviniste, unione che approda alla costituzione di un tipo di chiese che si definiscono evangeliche.

Il Calvinismo è un movimento divenuto Chiesa riformata secondo la parola di Dio di cui fu promotore il teologo Giovanni Calvino (1509-64). Egli portò a sviluppi logici estremi la dottrina di Lutero, privandola di ogni traccia di misticismo e di quietismo dovuta ad una diversa idea di Dio: Calvino vuole soprattutto la gloria di Dio, ed essa soltanto, ma egli non predica il Dio d’amore, bensì il Dio che esige [, anche in virtù dell’attributo di Assoluta Maestà Divina].

[…]

Il cammino ecumenico

Nel 1947 viene fondata la Federazione Luterana Mondiale. Tre sono i punti su cui Lutero non transigeva, che vengono esemplificati nella frase: sola fides, sola gratia, sola Scriptura, e cioè: solo la fede, solo la grazia, solo la Bibbia. Secondo Lutero [e non solo] la Bibbia è la norma assoluta della fede cristiana e all’interno della Bibbia ci sono alcuni libri-chiave, indispensabili per interpretare rettamente gli altri; questi libri-chiave sono la Lettera di S. Paolo ai Romani e i Vangeli. Perciò la Tradizione (cioè il modo in cui la Chiesa attraverso i secoli ha capito, vissuto e trasmesso il Vangelo e la propria fede) non ha importanza decisiva; decisiva rimane solo la Bibbia [ndr. più che decisiva è l’unica autorità in fatto di fede].

Invece per [i] cattolici la Bibbia e [la] Tradizione vanno ugualmente valorizzate per una verifica reciproca e continua [ndr. verificare le Scritture con la tradizione???] circa le verità da credere [ndr. le verità da credere???] e il cammino da compiere [ndr. il cammino da compiere???].

Lutero, ma ancor più i suoi seguaci, affermano che Dio, nel suo amore, riveste l’uomo coi meriti di Cristo e così lo accoglie come giusto, ma di per sé l’uomo resta peccatore [simul iustus et peccator] e le sue opere non possono produrre salvezza, anche se la riconoscenza per tanto amore di Dio deve spingere [ndr. è sempre e solo la grazia a compiere il movimento] l’uomo a fare opere buone; l’unica cosa che coinvolge l’uomo nell’opera divina di salvezza è la fede, ma anche la fede è dono di Dio [ndr. per l’appunto!]. Questo significano le parole solo la fede, solo la grazia.

Diversa è la posizione [dei] cattolici: [essi sono] accordo che chi ci salva è l’amore puramente gratuito di Dio, che la fede è un dono [ndr. per l’appunto!] dell’amore di Dio, e che non c’è opera umana che possa pretendere di produrre o di meritare la salvezza dell’uomo; ma la grazia divina produce [secondo loro] guarigione e trasfigurazione interiore nell’uomo che crede [ndr. ma perché crede?], e pertanto le buone azioni dell’uomo credente entrano attivamente nel flusso dell’opera di salvezza che sgorga dal cuore di Cristo [ndr. non è chiaro quale sia il movente della buona azione, essa è comunque opera di Dio, per i luterani, l’uomo non può comunque, di per sé, produrre alcunché di buono né prima né dopo la grazia: “quando Dio premia i nostri meriti non fa che premiare i suoi benefici” (Agostino, Lettere 194, 5, 19)].

Dal Concilio Vaticano II in poi si sono regolarizzati e moltiplicati gli incontri ecumenici tra Cattolici e Luterani.

È del novembre 1999 la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, in seguito allo storico accordo di Augusta, 31 ottobre 1999. Si tratta di un importante riavvicinamento bilaterale [ndr. meramente formale, nessuna delle due confessioni ha ritrattato o riformulato alcunché, come dichiarato ai paragrafi 1 e 7. In pratica sono stati elencati i punti fermi della questione], su uno dei temi dottrinali che più hanno pesato [ndr. direi, che più pesano] nei rapporti tra riforma e ortodossia cattolica.

Articolo basato su: http://www.internetica.it/Luterani.htm

 


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